All’indomani della revoca della Bandiera Blu alla Città di Sabaudia da parte della FEE, l’Organismo privato che fissa i criteri per l’assegnazione del vessillo alle località balneari, interviene il Sindaco della Città delle Dune Alberto Mosca per evidenziare il punto di vista dell’Amministrazione sull’argomento.
“Come prevedibile, il provvedimento di revoca della Bandiera Blu, a firma del Presidente della Fondazione Claudio Mazza, è stato subito strumentalizzato sul piano politico dalla Minoranza per accusare il Sindaco e l’Amministrazione Comunale di incapacità ed inefficienza, senza peraltro avere letto le controdeduzioni fornite dall’Ente, a richiesta della stessa FEE. La contestata mancata attivazione delle postazioni di salvamento presso i tratti di spiaggia libera del nostro litorale non può essere in alcun modo riconducibile a inerzia, negligenza o inefficienza dell’Amministrazione. Difatti, l’Ufficio Demanio del Comune ha espletato per tempo le necessarie procedure per pubblicare il bando di gara volto all’affidamento del servizio per attivare sette postazioni di salvamento presidiate da personale in possesso del brevetto di “bagnino”. La procedura, nonostante gli inviti giunti a molti operatori di settore, purtroppo è andata deserta, poiché a livello nazionale oramai da anni si avverte la carenza di tale personale.
Ad esempio, del 14 luglio, da ultimo, un articolo sull’argomento pubblicato da noto giornale on line che titola “Fare il bagnino non tira più come un tempo. Ottenere il brevetto è diventato difficile e c’è una maggiore consapevolezza delle responsabilità che comporta”. Quindi, l’accertata carenza sul mercato di bagnini integra una causa oggettiva, non imputabile all’Amministrazione, che ha impedito di affidare il servizio. Questo peculiare aspetto è stato ben evidenziato nelle controdeduzioni alla FEE. Oltretutto, nel bando di gara, per renderlo maggiormente attrattivo, sono stati applicati i parametri del contratto collettivo nazionale di lavoro del turismo, più favorevoli di altri contratti. Ciò nonostante, gli Uffici competenti hanno comunque adempiuto subito a tutti gli obblighi per rendere quanto più possibile sicuri i tratti di spiaggia libera, in particolare dando attuazione all’Ordinanza di Sicurezza Balneare dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Terracina che prevede la installazione di apposita cartellonistica plurilingue che avverte gli utenti dell’assenza in quel tratto del servizio di salvamento.
Oltretutto, nella lettera di controdeduzioni trasmessa alla FEE ho chiaramente sottolineato che la criticità contestata riguarda anche molte altre località balneari insignite della Bandiera, allo scopo di suggerire la rivisitazione di un criterio così restrittivo in un momento storico in cui si impone di rivedere le norme che disciplinano il rilascio del brevetto di salvamento, magari stabilendo con apposita legge i connessi parametri salariali. In ogni caso, a prescindere dal provvedimento di revoca, l’Area tecnico-finanziaria del Comune recentemente ha affidato a operatore di settore l’attivazione di tre postazioni per il salvamento nei tratti di spiaggia libera corrispondenti alle piazzole del Lungomare ove non sono stati installati i chioschi a causa del perdurare di contenzioso amministrativo.
Inoltre, sono state stipulate convenzioni per far stazionare una ambulanza in località Bufalara tutti i giorni dalle 9 alle 19, nonché per far transitare nelle spiagge libere, nel fine settimana, unità cinofile addestrate al salvamento. In definitiva, mi dispiace che la FEE non abbia in alcun modo preso in considerazione le nostre documentate argomentazioni, soprattutto perché la revoca, adottata sulla base di un discutibile criterio di responsabilità oggettiva dell’Ente, si traduce in un vero e proprio pregiudizio per l’immagine di Sabaudia. Sul punto stiamo valutando nel suo insieme la vicenda, per intraprendere eventuali azioni nelle sedi competenti”.
