POZZO ARTESIANO IN MONTAGNA A CORI: “AUTORIZZAZIONI NON RISCONTRATE”. LA MINORANZA CHIEDE CHIAREZZA

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“Autorizzazioni non ancora riscontrate, presunte irregolarità e segnalazioni di malfunzionamenti”. La minoranza chiede chiarimenti

“Il pozzo-abbeveratoio di Fontana del Prato a Cori è stato inaugurato il 9 novembre 2025 con grande enfasi, e dovrebbe essere al servizio degli allevatori della zona per facilitarne l’approvvigionamento di acqua e per incentivare lo sviluppo dell’attività di allevamento soprattutto bovino ed equino.

Non tutti gli allevatori della zona hanno apprezzato questo progetto, ritenendolo inadatto all’abbeveramento delle mandrie che vivono allo stato brado all’interno della Selva di Cori. Infatti, sostengono che la posizione del pozzo induce le mandrie a percorrere la strada asfaltata con gravi rischi per gli automobilisti, per gli animali e per gli allevatori.

I contrari sostengono anche che sarebbe stato molto più utile e adatto ripristinare alcuni pozzi di raccolta di acqua piovana già esistenti, soluzione, tra l’altro, molto più semplice, molto meno costosa e sicuramente più sostenibile in termini ambientali.

L’opera, alla fine, è stata realizzata con un finanziamento regionale straordinario di € 400.000,00 ottenuto nel 2022. Ma già in fase progettuale aveva avuto considerevoli battute di arresto perché parte dell’impianto lo si voleva costruire all’interno del bosco dove ci sono vincoli di tutela ambientale.

Quella scelta sconsiderata, fortunatamente, fu bloccata da una segnalazione della minoranza, e tutto l’impianto è stato spostato in un’area non tutelata. La perforazione ha richiesto di arrivare oltre 600 mt. di profondità, un impegno ben oltre le previsioni, che ha rallentato i lavori, ma dopo tre anni, finalmente nel novembre dello scorso anno è stato inaugurato.

Peccato, però, che è chiuso e inutilizzabile. Ufficialmente non si conoscono le ragioni di questo stallo. L’Amministrazione comunale pare sostenga che si stia procedendo alla creazione di un consorzio di gestione che comprenda non solo i 4-5 allevatori di bestiame dell’area, che da soli non potrebbero sostenere i costi di un consorzio, ma anche i residenti.

La strada verso il consorzio non sembra affatto semplice, perché, come si può ben immaginare, da una parte ci sarebbero i costi vivi di gestione (costo dell’acqua captata, energia elettrica, manutenzione, etc.) che sarebbero molto elevati per un numero ridotto di utenti. Dall’altra, l’utilizzo da parte anche delle abitazioni e dei residenti, comporterebbe la realizzazione della rete di infrastrutture necessarie alla consegna dell’acqua: tubazioni, contatori, pompe che permettano di superare i dislivelli, etc. tutto da realizzare, tra l’altro, in un’area in gran parte sottoposta a vincoli ambientali. A monte di tutto questo, esiste ancora un altro nodo. Dagli atti amministrativi non risulterebbe che siano state avviate le pratiche presso la Provincia di Latina per la concessione dell’autorizzazione alla captazione dell’acqua. L’Amministrazione tace e non risponde alle richieste di chiarimento avanzate dalla minoranza.

Ma, negli ultimi tempi secondo alcune segnalazioni, vi sarebbero prelievi all’acqua pubblica non autorizzati. Alcuni cittadini riferiscono che tali episodi sarebbero avvenuti con una presunta tolleranza istituzionale, circostanza che va verificata con urgenza.

Chi ritiene di non aver avuto accesso a questa presunta agevolazione ha manifestato evidente malcontento. E non è finita qui, perché sembrerebbe che la pompa sia stata danneggiata e non funzioni più. Insomma, se tutto ciò rispondesse al vero, sarebbe una catastrofe.

Come minoranza abbiamo presentato un’interrogazione per capire, innanzitutto, se è stata richiesta e concessa l’autorizzazione alla captazione e per quale uso. Perché, soprattutto ora che la risorsa acqua è sempre più scarsa, potrebbe anche configurarsi l’ipotesi che il pozzo possa essere destinato solo ad uso umano per sopperire alle carenze idriche dei cittadini di Cori. In questa ipotesi il pozzo dovrebbe essere “consegnato” ad Acqualatina. Inoltre abbiamo chiesto chiarimenti su queste tolleranze concesse ad alcuni cittadini che attingerebbero l’acqua, tra l’altro, in assenza dell’autorizzazione alla captazione.

Da quanto risulta, a distanza di giorni sono emerse segnalazioni di un possibile danneggiamento dell’impianto, che richiedono accertamenti immediati.

A giudicare dalle informazioni attuali, non risulta ancora depositata da parte dell’Amministrazione Comunale una denuncia formale: un passaggio necessario per tutelare l’interesse pubblico. Il progetto del pozzo-abbeveratoio è stato gestito dall’Amministrazione De Lillis e dall’assessore all’agricoltura Imperia con scelte amministrative discutibili e non pienamente trasparenti.

In fase progettuale erano state avanzate ipotesi non compatibili con i vincoli ambientali vigenti per posizionare il maxi serbatoio in posizione dominante e garantire la discesa a cascata per servire le abitazioni circostanti. Una gestione progettuale priva di una preventiva definizione delle modalità operative di questo servizio, rischia di farne una cattedrale nel deserto”.

Così, in una nota, i consiglieri comunali Germana Silvi, Aristide Proietti, David Mariani, Evaristo Silvi e Tommaso Cherubini.

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