“Da notizie di stampa Codici ha appreso che a seguito di un incontro promosso dall’assessore ai servizi sociali del Comune di Latina con il Direttore dell’INPS ed il primario di Medicina legale della ASL è stato raggiunto l’impegno di trattare con maggior celerità le richieste di riconoscimento di invalidità civile a favore degli aventi diritto.
Codici non può che esprimere la propria soddisfazione per l’attenzione rivolta a cittadini che si trovano in condizioni psicofisiologiche precarie transitorie o permanenti, affinché possano ricevere il previsto sostegno economico da parte dello Stato.
È bene sapere che la L. 388/2000 ha esteso ai cittadini stranieri ed extracomunitari il diritto, prima concesso ai soli cittadini italiani, di poter percepire le cosiddette “provvidenze economiche di tipo sociale”.
Attualmente, l’unico vincolo perché queste categorie di soggetti possano continuare a percepire i predetti benefici erogati dall’INPS è che essi siano residenti in Italia e permangano effettivamente sul territorio italiano.
Tuttavia, Codici ritiene opportuno segnalare un problema connesso proprio a coloro che a tale trattamento non hanno più diritto, in quanto non più residenti in Italia.
Ebbene, il Comune di Latina, come ogni altro comune italiano, avrebbe l’obbligo di attivare controlli periodici per accertare la permanenza effettiva degli stranieri sul proprio territorio, quindi anche nei confronti dei percettori di pensioni d’invalidità civile, attraverso verifiche disposte dal responsabile dell’ufficio anagrafe con la Polizia Locale, in quanto munita dei necessari poteri di Polizia Giudiziaria.
E’ evidente, infatti, che se non si effettuano tali controlli, l’INPS continuerà a versare a propria insaputa il denaro pubblico persino dopo che i beneficiari siano deceduti, in quanto nessuno degli eredi avrà interesse a comunicarne l’avvenuto decesso, per cui, soltanto controlli periodici effettivi ed efficaci possono portare alla luce episodi di truffe allo Stato.
Codici è ben consapevole che la ristrettezza numerica del personale comunale non agevola questo impegno, però è assolutamente opportuno che in un auspicato rapporto sinergico tra Comune, INPS, Regione e Stato, si possano avviare strumenti di controllo reali che portino, da un lato, a ridurre il fenomeno e, dall’altro, ad un concreto risparmio per le casse pubbliche.
Quindi, bene, anzi molto bene aver sollevato l’attenzione verso chi ha diritto a percepire le provvidenze economiche effettivamente spettanti, ma occorre avere la giusta fermezza nei confronti dei truffatori del denaro pubblico, per almeno limitare a casi del tutto residuali il fenomeno.
Altrimenti i pubblici uffici si renderebbero persino in qualche maniera indirettamente complici di tali truffe”.
Così, in una nota, l’associazione Codici.
