PUSHER MUTILATO DELL’ORECCHIO: “MASTRACCI AVEVA FERITE SUL FIANCO E PERDEVA MOLTO SANGUE”

Gianfranco Mastracci
Gianfranco Mastracci

Una feroce aggressione ai danni di  un uomo che si trovava agli arresti domiciliari: alle battute finali il processo a carico di Mastracci e Tornese

Alle battute finali il processo che vede alla sbarra Gianfranco Mastracci e Alex Tornese, difesi dagli avvocati Sandro Marcheselli, Alessia Vita e Stefano Iucci, accusati davanti al terzo collegio del Tribunale di Latina, composto dai giudici La Rosa-Mongillo-Ribotta, di essere gli aggressori del pusher di Latina, Luca De Bellis.

Oggi, 9 luglio, ad essere escussa la zia di Alex Tornese, chiamata a testimoniare dalla difesa. La donna ha raccontato che la sera del 1 aprile, dopo il fatto, il nipote la chiamò per dirle che aveva bisogno di acqua ossigenata e asciugamani. I due, Tornese e Mastracci, si sarebbero presentati a casa della zia del più giovane e la donna avrebbe medicato Mastracci: “Aveva tre ferite, di cui una molto profonda, sul fianco sinistro”. Una circostanza che, secondo la difesa, dimostrerebbe di come Mastracci, prima di mordere l’orecchio di De Bellis, sarebbe stato colpito con fendenti di un coltello da cucina.

“Mastracci – ha spiegato la zia dell’imputato Tornese – è venuto a casa mia. Era senza maglietta e pieno di sangue. Io l’ho medicato con acqua ossigenata e da una delle ferite perdeva molto. Era profonda. Mi hanno detto che avevano avuto una discussione con alcune persone. Vennero dopo cena”.

Nella scorsa udienza del 9 aprile, vi era stata la testimonianza della ragazza che la notte del 1 aprile si trovava in casa, in Via San Carlo da Sezze, con Luca De Bellis. “Luca De Bellis – ha riferito la testimone – mi disse solo di rimanere dentro la stanza e lui prese un coltello. Ho sentito un forte trambusto, qualche voce e quando sono uscita fuori ho visto il degrado. La casa era tutto a soqquadro, mentre Luca perdeva sangue dall’orecchio staccato. De Bellis mi disse che erano stati Alex Tornese e Gianfranco Mastracci”. Un particolare quello del coltello preso dal pusher che potrebbe attenuare la posizione dei due imputati accusato del reato di deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso.

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Sarebbe stata la ragazza lei ad aprire la porta dopo aver sentito citofonare e fu lo stesso De Bellis a dirgli di aprire, dopodiché il giovane corse a prendere un coltello. La ragazza, che non aveva il permesso di andare a trovare De Bellis trovandosi ai domiciliari, ha spiegato di conoscere Mastracci per nome e di persona Tornese con cui non ha buoni rapporti: “Fu Luca ad aprire la porta e fu lui a dirmi che era stato Mastracci a staccare l’orecchio”.

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Una testimonianza che più o meno è simile a quella riferita da Luca De Bellis in aula lo scorso gennaio, tranne per la parte del coltello che, secondo la ragazza, fu preso volontariamente dal 32enne, e non invece trovato in cucina come spiegato dal medesimo De Bellis. In teoria, la ragazza testimone sarebbe dalla parte di De Bellis. In aula, però, finita la sua testimonianza, la giovane aveva dimostrato una certa confidenza sia con Tornese che con la fidanzata di Mastracci.

La vicenda giudiziaria delinea un contesto oltremodo violento, inserito probabilmente in una guerra per i proventi dello spaccio. A settembre scorso, la Procura di Latina ha chiuso le indagini a carico del 24enne di Latina, Alex Tornese, e del 40enne Gianfranco Mastracci, accusati dell’aggressione ai danni del 32enne pusher Luca De Bellis.

Il processo si concluderà il prossimo 16 luglio con la discussione

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FATTI – I fatti sono avvenuti in Via San Carlo da Sezze, a Latina, dove, all’epoca, si trovava ristretto ai domiciliari De Bellis. I due soggetti – Mastracci e Tornese – avrebbero suonato alla porta del ragazzo riuscendo ad entrare in casa con un espediente. Parrebbe che la vittima conoscesse di persona solo Tornese e che Mastracci, noto al 32enne per fama criminale, sia arrivato insieme al primo.

Entrati nell’abitazione, sarebbe stato proprio Mastracci a colpire il proprietario di casa con un violento pugno al volto e ne sarebbe nata una colluttazione feroce. I due, De Bellis e Mastracci, si sarebbero scambiati diversi colpi, ma a soccombere, cadendo a terra, sarebbe stato il 32enne De Bellis. Dopodiché, Mastracci avrebbe morso all’orecchio la vittima, provocandogli il distacco di metà dell’orecchio per poi darsi alla fuga subito dopo insieme a Tornese il quale, nel corso del pestaggio violento, avrebbe lanciato in testa della vittima anche un televisore.

A seguito dell’immediato intervento della Squadra Volante e delle cure prestate al soggetto ferito, gli investigatori della Squadra Mobile hanno iniziato le ricerche degli aggressori che nel frattempo si erano dileguati. Sul posto si sono recati anche i poliziotti della Scientifica per gli accertamenti del caso in un contesto piuttosto scioccante. De Bellis, infatti, ha perso sangue e al Santa Maria Goretti non è stato possibile riattaccare la metà orecchio strappato dal morso ferino di Mastracci.

Uno dei due, Tornese, ritenuto il complice, è stato individuato nonostante il tentativo di fuga e, alla luce degli indizi acquisiti dagli agenti,  è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto e condotto in carcere.

Il vero aggressore è Mastracci, coinvolto in più fatti di malavita pontina e da sempre alle prese con fatti violenti. Sarebbe stato lui ad aggredire De Bellis con ferocia, fino a tirargli un pugno in pieno viso e a prenderlo a morsi sull’orecchio. L’uomo sarebbe spuntato improvvisamente dopo che De Bellis aveva aperto la porta a Tornese che conosceva già. Alla base dell’aggressione, questioni che probabilmente hanno a che fare con affari criminali sul versante dello smercio di droga. Il principale aggressore avrebbe desistito dalla violenza contro De Bellis perché sarebbe stato colpito alla schiena dalla vittima con un paio di fendenti di un piccolo coltello trovato in cucina.

Mastracci, pluripregiudicato di Latina Scalo, è stato condannato in via definitiva nel filone romano di “Alba Pontina”, processo nato dall’indagine della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma e che ha messo alla sbarra, condannandoli per associazione mafiosa, il ramo dei Di Silvio capeggiato da Armando detto “Lallà”.

In carcere sin da minorenne, Mastracci si è reso protagonista di diversi episodi violenti, anche in carcere come ha evidenziato al condanna subita nel processo denominato “Masterchef”. A giugno 2023, il 40enne è stato rinviato a giudizio per estorsione, minacce e lesioni insieme al 38enne Francesco Iannarilli, entrambi noti a cronache giudiziarie e forze dell’ordine. I due dovranno rispondere alle accuse di aver soverchiato e pestato diversi detenuti dentro il carcere di Latina, vessati e minacciati al fine di pagarli in termini di soldi e altri beni materiali.

Solo alcuni esempi del lungo curriculum criminale di un personaggio che appare anche nella maxi indagine tra Fondi e Latina, condotta dalla DDA di Roma ed eseguita da Carabinieri e Polizia. In quel caso, mentre in un primo momento, sembrava alleato di soggetti quali Alessandro Artusa e Roberto Ciarelli, affiliati al clan di Fondi, retto da Massimiliano Del Vecchio, alla fine lo stesso Mastracci rischiò di essere vittima di un attentato punitivo sempre per affari inerenti allo smercio di droga.

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