Due procedure di liquidazione controllata previste dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza — erede della Legge 3/2012 sul sovraindebitamento — chiuse nel 2026 davanti al Tribunale di Latina: Diego passa da oltre 770.000 euro di debiti a soli 14.400 euro da versare; Marco e Anna da circa 129.900 euro a 15.480 euro.
A Latina due storie raccontano la stessa via d’uscita da un incubo. Diego, ex lavoratore autonomo, portava sulle spalle oltre 770.000 euro di debiti, per larga parte fiscali, accumulati quando la sua attività è entrata in crisi. Marco e Anna, una famiglia travolta dalla perdita di un lavoro, ne dovevano invece circa 129.900. Per entrambi il Tribunale di Latina ha aperto una liquidazione controllata — la procedura del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, erede della Legge 3/2012 — che ha permesso di chiudere i conti con il passato: un abbattimento del 98% per Diego, dell’88% per Marco e Anna.
Sono due dei fascicoli del portafoglio di Legge3.it riferiti al territorio del Tribunale di Latina, entrambi conclusi nel 2026. Le storie che seguono sono rese anonime; tutti i dati sono elaborazioni proprietarie Legge3.it sul portafoglio assistito 2016–2026.
Diego: da oltre €770.000 di debiti al 98% di abbattimento
Diego aveva costruito la propria attività da lavoratore autonomo con impegno e fiducia nel futuro, finché la liquidità non ha più retto: margini in calo, esposizioni bancarie crescenti e, infine, debiti fiscali ad aggravare il quadro, fino a un passivo complessivo di oltre 770.000 euro. Oggi è dipendente, ha moglie e due figli minori, vive in affitto e non possiede beni da liquidare: tutto il suo equilibrio poggia sullo stipendio.
Rivoltosi a Legge3.it, ha ottenuto dal Tribunale di Latina l’apertura della liquidazione controllata: verserà 400 euro al mese per 36 mesi, 14.400 euro in tutto, a fronte di un debito che supera i 770.000 euro. Abbattimento stimato: circa il 98%.
Marco e Anna: da €129.900 di debiti all’88% di abbattimento
Marco e Anna erano una famiglia come tante, sostenuta da due stipendi e dal desiderio di garantire al figlio una vita stabile. La perdita del lavoro di Marco ha spezzato l’equilibrio: rate, finanziamenti e arretrati si sono accumulati fino a un debito complessivo di circa 129.900 euro, mentre Anna continuava a sostenere la famiglia e il figlio, ormai giovane adulto, cercava a sua volta un’occupazione.
Il Tribunale di Latina ha riconosciuto la loro condizione e aperto la liquidazione controllata: verseranno 430 euro al mese per 36 mesi, 15.480 euro in tutto, a fronte di circa 129.900 euro di debiti. Abbattimento stimato: circa l’88%.
I casi nello scenario laziale
Le due vicende si inseriscono in un quadro regionale preciso: nel portafoglio Legge3.it il Lazio conta 51 fascicoli su 8 tribunali — quarta regione italiana per numero di pratiche — con un debito medio di circa €276.000 e una componente fiscale che pesa per il 55–60% del passivo. La distribuzione è capillare: Roma rappresenta il 53% dei casi, seguita da Tivoli, Latina, Velletri, Viterbo, Cassino, Civitavecchia e Frosinone. Il caso di Diego, con quasi €478.000 di debito verso il fisco, ne è la conferma più netta: il sovraindebitamento italiano è prima di tutto un fenomeno fiscale, generato da attività cessate e contributi non versati che le statistiche bancarie non riescono a vedere.
La dichiarazione di Gianmario Bertollo, fondatore di Legge3.it. «A Latina ritroviamo le due facce del sovraindebitamento italiano. Da un lato Diego, un uomo che aveva provato a mettersi in proprio e che, quando l’attività ha smesso di reggere, si è ritrovato addosso quasi mezzo milione di euro di cartelle fiscali: è il debito che nessuno conta, quello che non finisce nelle statistiche delle banche ma che pesa più di qualsiasi prestito. Dall’altro Marco e Anna, una famiglia normale che è bastato un lavoro perso per mettere in ginocchio. Storie diverse, stessa via d’uscita: pagare quello che si può e liberarsi dal resto. Quando arrivano da noi pensano che non ci sia più nessuna strada. Invece ne esiste una, e in questi due casi valeva l’88% e il 98% del loro debito.»— Gianmario Bertollo, fondatore di Legge3.it
Il contesto nazionale
In Italia si stima che oltre 7 milioni di persone siano in condizione di sovraindebitamento, ma meno dello 0,2% ha avviato una procedura formale presso i tribunali: nel 2023 le istanze sono state appena 7.748, un decimo di quelle di Germania e Francia, mentre il 23,1% della popolazione italiana resta a rischio di povertà o esclusione sociale (ISTAT, 2024). Lo strumento esiste e funziona: i casi di Latina lo dimostrano con numeri precisi.
I protagonisti delle storie di rinascita seguite da Legge3.it, insieme ai tecnici che hanno curato le procedure, sono a disposizione della stampa per interviste e approfondimenti. Su richiesta è disponibile il kit con i dati regione per regione tratti dal Dossier sul sovraindebitamento 2016–2026 di Legge3.it.
