PARCHEGGI A PAGAMENTO AD APRILIA, M5S: “IN ARRIVO L’ENNESIMO SALASSO”

“Dal 1° luglio 2026, ad Aprilia andrà in scena l’ennesimo salasso legalizzato ai danni dei cittadini, una stangata sui parcheggi a pagamento decisa con la delibera n. 46 della Commissione Straordinaria che non possiamo che contestare duramente”. A denunciarlo, in una nota, è l’attivista del Movimento Cinque Stelle di Aprilia, Andrea Ragusa.

Le nuove tariffe della sosta presentano aumenti a dir poco spropositati, che andranno a pesare come un macigno sulle tasche delle famiglie già ampiamente tartassate e colpiranno al cuore il commercio locale. Se analizziamo i numeri, emerge un quadro drammatico: l’abbonamento mensile nel centro urbano passa improvvisamente da 25 euro a ben 60 euro a veicolo. Ma il vero capolavoro di iniquità sociale si consuma sugli abbonamenti di lungo periodo per i residenti: il semestrale per una macchina schizza da 80 euro a 180 euro, mentre l’annuale viene letteralmente raddoppiato, passando da 160 euro alla folle cifra di 300 euro per singolo veicolo. Scompaiono del tutto le tutele per i nuclei familiari che possiedono due auto, i quali in precedenza potevano usufruire di tariffe agevolate cumulative, come i 100 euro per il semestrale o i 200 euro per l’annuale.

Questa scelta inconcepibile non tiene in minimo conto le reali necessità delle famiglie medie, costrette a subire rincari insostenibili solo per poter parcheggiare sotto casa o per andare a lavorare. Questa decisione, inoltre, rappresenta una vera e propria condanna a morte per i negozianti del centro, penalizzati dall’estensione delle strisce blu a una miriade di nuove strade, tra cui Via degli Aranci, Via delle Margherite, Via degli Oleandri, Piazza della Repubblica, via Piave e altre.

Con una sosta oraria fissata a 1 euro all’ora e l’ampliamento selvaggio delle aree a pagamento, i cittadini saranno inevitabilmente incentivati a fuggire dal centro cittadino per rifugiarsi nei grandi centri commerciali della zona, dove il parcheggio è gratuito, determinando così un gravissimo calo di guadagni per le attività di vicinato che tengono viva la nostra comunità.

Ma l’aspetto più inaccettabile di questo provvedimento riguarda la situazione dei pendolari e dei frequentatori delle stazioni ferroviarie, come la Stazione di Campoleone. Per le aree di sosta ferroviarie l’abbonamento mensile passa dai vecchi 10 euro alla bellezza di 80 euro per i normali veicoli, scendendo a 50 euro solo per i pendolari in possesso di abbonamento F.S..

La beffa è che per le stazioni non è stato previsto alcun tipo di sconto o agevolazione sul lungo periodo, dal momento che la delibera non contempla l’istituzione di abbonamenti semestrali o annuali per queste aree.

Oltre al danno economico, al parcheggio dello scalo di Campoleone si consumerebbe una palese illegittimità di fatto: il Codice della Strada, all’articolo 7 comma 8, parla chiaro e impone ai Comuni l’obbligo di garantire una proporzione adeguata tra strisce blu e strisce bianche gratuite nelle immediate vicinanze. Con questo provvedimento, invece, alla stazione assisteremo alla totale sparizione delle strisce bianche residue, costringendo chiunque a pagare anche solo per accompagnare un familiare al treno. Non si possono cancellare i parcheggi liberi solo per massimizzare i profitti, calpestando il diritto alla sosta gratuita garantito dalla legge.

A fronte di questo vertiginoso aumento dei costi, la Commissione Straordinaria non ha previsto nel testo della delibera alcun potenziamento specifico e immediato delle misure di sicurezza, lasciando i viaggiatori in totale balìa di loro stessi. Le nostre stazioni continuano a essere percepite come zone franche, territori insicuri sia per le persone, costrette a muoversi nel terrore, specie nelle ore buie, sia per le automobili lasciate in sosta, costantemente esposte a furti, vandalismi e danneggiamenti. È inaccettabile chiedere ai cittadini un esborso così imponente senza garantire in cambio un potenziamento dell’illuminazione pubblica, l’installazione di una rete capillare di telecamere di videosorveglianza o un presidio costante del territorio. Questa totale indifferenza verso la sicurezza dei cittadini è esattamente il motivo per cui, come Movimento 5 Stelle, ci stiamo battendo a tutti i livelli istituzionali: basti ricordare la recente e determinata interrogazione parlamentare presentata dalla nostra onorevole Ilaria Fontana, focalizzata proprio sulla pressante necessità di garantire la sicurezza all’interno delle stazioni ferroviarie e nelle relative aree di parcheggio di pertinenza. Oltre al danno, c’è la beffa della propaganda tecnico-burocratica: nel testo del provvedimento, la Commissione Straordinaria tenta infatti di giustificare questa stangata sbandierando la necessità di salvaguardare gli equilibri di bilancio comunali ai sensi dell’art. 193 del TUEL e ricordandoci, quasi come se ci stessero facendo un favore, che per legge i proventi dei parcheggi a pagamento sono vincolati. Ci vengono a dire che queste maggiori entrate serviranno, sulla carta, per installare, costruire, gestire e migliorare i parcheggi in superficie o sotterranei, finanziare il trasporto pubblico locale e potenziare la mobilità urbana. Tutte voci che, ammettono candidamente loro stesse nella delibera, oggi risultano assolutamente “poco capienti” per rispondere alle effettive e prioritarie esigenze del territorio a causa della scarsità di risorse comunali.

Questi sembrano specchietti per le allodole: sappiamo bene che la legge, nello specifico l’art. 7 comma 7 del Codice della Strada, impone questo vincolo di destinazione, ma la realtà che i cittadini di Aprilia vivono sulla propria pelle ogni santo giorno racconta tutta un’altra storia. Com’è possibile parlare di “miglioramento della mobilità urbana” o di “sviluppo sostenibile” se la prima, elementare e drammatica necessità dei viaggiatori, ovvero la sicurezza, viene completamente ignorata e lasciata fuori dai giochi? È del tutto inutile riempirsi la bocca con i vincoli normativi e i piani finanziari se poi si costringono i pendolari a pagare fino a 80 euro al mese per lasciare l’auto in un parcheggio della stazione che somiglia a una terra di nessuno, al buio e senza difese. I soldi dei cittadini non devono servire semplicemente come un bancomat per fare cassa, coprire le inefficienze o far quadrare i conti di una gestione ordinaria che fa acqua da tutte le parti. Se esistono vincoli precisi sulla destinazione di questi fondi, noi pretendiamo che la primissima e assoluta priorità di spesa sia l’immediata messa in sicurezza delle aree di sosta ferroviarie e cittadine tramite telecamere e illuminazione adeguate. Se non c’è sicurezza per le persone e per i loro beni, i vostri piani di gestione restano solo carta straccia utile a mascherare l’ennesimo prelievo forzoso dalle tasche dei lavoratori. Non possiamo condividere questo provvedimento iniquo ed esigiamo tutele reali per le famiglie, salvaguardia per i commercianti e, soprattutto, che ogni singolo euro eventualmente incassato venga immediatamente investito per rendere le stazioni e i parcheggi di Aprilia dei luoghi sicuri, protetti e degni di un paese civile.

Andrea Ragusa

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