Sabato 23 maggio, ore 17.00 – Sala Falcone e Borsellino. Dopo il primo incontro sulle fragilità e i servizi sociali, Open Formia torna con una nuova assemblea pubblica: come passare dalla politica degli eventi a quella delle infrastrutture culturali condivise
Formia ha una vita culturale vivace, fatta di associazioni, energie diffuse e iniziative radicate nel territorio. Eppure manca ancora un teatro pubblico aperto e funzionante, le sale comunali sono avvolte in procedure burocratiche che ne scoraggiano l’uso, le piazze restano prive delle infrastrutture minime per ospitare eventi. Chi fa cultura in questa città lo fa spesso nonostante gli ostacoli, non grazie a condizioni favorevoli.
È da questa contraddizione che nasce “Costruire Cultura: dagli eventi alle infrastrutture culturali”, l’assemblea pubblica promossa da Open Formia in programma il 23 maggio alle 17:00 presso la Sala “Falcone e Borsellino”. Non un convegno, ma un confronto aperto: con le associazioni, con chi organizza eventi, con i cittadini che vogliono dire la loro su come la città gestisce — o non gestisce — il proprio patrimonio culturale, con la politica.
«Un’amministrazione non non dovrebbe limitarsi a finanziare singoli eventi: dovrebbe creare le condizioni perché la cultura possa esistere stabilmente. Significa passare da una politica dell’evento a una politica delle infrastrutture culturali.»
Il tema centrale dell’assemblea è esattamente questo cambio di prospettiva. Per infrastrutture culturali non si intendono solo edifici: si intende un insieme di condizioni — spazi accessibili, regole semplici, costi sostenibili, programmazione stabile, supporto organizzativo. Piazze attrezzate, scuole aperte oltre l’orario didattico, spazi nei quartieri: tutto ciò che rende la cultura davvero praticabile, non episodica. Ma anche di un sistema che renda tutto questo davvero utilizzabile.
Oggi tutto questo manca: senza luoghi pubblici adeguati e senza condizioni favorevoli, la cultura diventa fragile. Dipende dalla buona volontà dei singoli, si sposta in spazi privati, si riduce a episodi. Per questo le infrastrutture culturali non sono un elemento accessorio, ma uno strumento concreto di uguaglianza e sviluppo.
C’è anche una conseguenza economica che vale la pena nominare. Senza programmazione, chi organizza eventi culturali dipende quasi interamente dai contributi pubblici, assottigliando risorse già scarse. Con una programmazione reale, quegli stessi organizzatori potrebbero costruire in anticipo relazioni con sponsor e partner privati, alleggerendo il bilancio comunale e costruendo un ecosistema culturale più robusto.
Come per la prima assemblea, oltre all’assemblea in presenza, il progetto si avvale di uno spazio aperto e permanente di partecipazione, raggiungibile sulla piattaforma online di Open Formia in cui si potranno inviare contributi, documenti e progetti, prenotare interventi durante gli incontri e consultare tutte le informazioni relative al percorso e al calendario degli appuntamenti. Uno strumento attivo sia prima che dopo ogni assemblea, per garantire continuità al confronto.
Open Formia – Idee in Comune si propone così come un processo aperto e inclusivo, orientato a rafforzare il coinvolgimento della cittadinanza e a costruire, in modo condiviso, risposte ai bisogni del territorio.
