AMATO-FALCO: I FLUSSI DI DROGA DAL BELGIO, I RUOLI E IL CORRIERE DEI GAMBACURTA

Gruppo Amato-Falco: il flusso di droga del sodalizio aprilian-cisternese era praticamente senza soluzione di continuità

Chiamavano lo stupefacente “guantoni”, “insalata”, “palle”, “tavole” e avevano anche un “libro mastro” per contabilizzare introiti, acquisti, cessioni e debiti, per poi bruciare i fogli di carta che potevano lasciare tracce.

Il sodalizio apriliano di Francesco Falco dedito alla droga, ma con la testa a Cisterna, nel capo Gennaro Amato, pluripregiudicato che, per indole violenta, riesce a piegare anche un pezzo da novante come Luigi Morra, ossia uno dei luogotenenti del boss Patrizio Forniti, aveva contatti anche con l’estero: prima con la Spagna, successivamente, quando arrestano i loro due riferimenti, si buttano in Belgio per approvviggionarsi di droga (lì, al porto di Anversa, arrivano quantità infinite di cocaian dalla rotto col Sudamerica).

Ad un certo punto, il gruppo Amato-Falco pianifica il viaggio in Belgio, al fine di aprire un canale estero per ottenere la droga. Il collegamento sono le conoscenze di “zio Fabio”, al secolo Fabio Kowalski che risulta solo indagato. A fungere da emissario è il fedelissimo di Francesco Falco, ossia Marco Tuccio, con il quale ha commesso un tentato omicidio da cui sono derivate due pesanti condanne a 14 e 12 anni di reclusione.

In ottica Belgio, Falco, Tuccio e un altro sodale Tonino Di Pietro detto “il negro”, acquistano tre cellulari con schede sim intestate a prestanome. La droga, d’altra parte, è il “core business” del gruppo: a testimoniarlo è la facilità con cui, su indicazione di Falco (già carico di precedenti per droga, su tutti l’operazione datata denominata “Turn Over”) che soggiornava lì, il sodalizio avvia una piazza di spaccio a Massa, in Toscana. Secondo gli inquirenti, fa parte del sodalizio il 49enne di Ciampino, Claudio Amadio, definito come il corriere della cosca romana “Gambacurta” di Boccea-Primavalle. È Falco a osserva che “lì ce stanno i più forti de Roma…s’ammazzano per mezzo punto (nda: vale a dire per 500 euro)”.

A rifornire di droga il sodalizio c’è anche il marocchino Kamal Mechkour, capace di muovere diversi chili di hashish; inoltre c’è il “fai da te”, con la costruzione di serre all’avanguardia tecnologica (luci e strumentazioni varia per far cresce bene la marijuana) tramite la “sapienza” del bidello Simone D’Innocenzo e di Gian Luca Bottoni, detto il “muratore”. Quest’ultimo sarebbe stato il custode della serra, mentre Silvio Melotto Speranza, alias “l’elettricista”, sarebbe stato l’addetto agli allacci abusivi in modo tale da ottenere energia per le luci necessarie alla marijauna. Ad adoperarsi alla coltivazione della marijuana anche l’altro sodale, Stefano Tiozzo, braccio destro dell’uomo legato alla ‘ndrangheta dei Morabito, Giuseppe Arcadi.

Falco, per fare il suo ingresso all’estero e avere un canale certo di rifornimento droga, progetta, spiegando ai sodali Tonino Di Pietro e Patrizio Abbate, di voler raggiungere il territorio belga in auto, servendosi del succitato Di Pietro, incensurato.

Prima di partire per il Belgio, Falco pianifica tutto frazionando la droga in su possesso così da garantire la fornitura della filiera in sua assenza.

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