Quattro sono gli indagati per la morte del Gabriele Ubaldo Petrucci, il bambino di sette anni annegato IL 18 aprile alle terme di Suio, presso l’hotel “Le Vescine”.
Affidato l’incarico di consulenza tecnica riguardante il decesso di Gabriele Ubaldo Petrucci, il bambino annegato nella picina dello stabilimento termale di Suio.
Il sostituto procuratore di Cassino, titolare dell’indagine, Alfredo Mattei, ha nominato l’ingegnere Gabriele Novembri, docente presso l’Università La Sapienza. Il consulente dovrà valutare se la piscina delle terme Vescine, dove si è verificato il dramma, aveva tutti i requisiti previsti dalle leggi in vigore, così come la bocca di aspirazione che ha poi bloccato il braccio di Gabriele, non consentendogli di risalire in superficie.
Gli accertamenti inizieranno dal 21 maggio prossimo e saranno seguiti dai consulenti nominati dalle parti. All’appuntamento di ieri mattina erano presenti i legali dei quattro indagati e quelli nominati dai genitori del piccolo Gabriele Ubaldo, che aveva festeggiato il suo compleanno proprio nel complesso termale della frazione di Castelforte.
Ad essere accusati di omicidio colposo sono dipendenti della società proprietaria della struttura e della società che la gestisce, oltreché a un dipendente della manutenzione e ad un ulteriore addetto alla sicurezza. Secondo la Procura di Cassino e i Carabinieri della compagnia di Formia, gli indagati avrebbero avuto in concorso responsabilità nella morte del bimbo. In sostanza si tratta dei due gestori dello stabilimento termale Vescine di Suio, Marco e Paolo Migliorato, del responsabile della società di manutenzione, Giuseppe Boraccio, e dell’addetto all’assistenza bagnanti, Julian Panturu Dragos.
L’iscrizione nel registro degli indagati è diretta conseguenza delle indagini condotte dai Carabinieri della Stazione di Castelforte e della Compagnia di Formia. I militari, peraltro, hanno effettuato un ulteriore sopralluogo sulla piscina sequestrata e hanno acquisito le immagini delle telecamere interne all’impianto, da dove si cercherà di ricavare le immagini utili a ricostruire la tragedia.
Le indagini mirano ad accertare se i bocchettoni di aspirazione fossero dotati delle griglie previste dalle norme e se il sistema di filtraggio avesse avuto tutte le accortezze.
Secondo le testimonianze rese ai militari dell’Arma, il braccio del piccolo Gabriele è rimasto incastrato nel bocchettone a causa della forte pressione. Il braccio del minorenne ha fatto praticamente da tappo, tanto che è stato impossibile estrarlo al momento del bisogno, se non quando sono stati spenti i motori della piscina.
Per l’esame autoptico all’Ospedale di Cassino, i cui risultati si conosceranno tra 90 giorni, la Procura ha nominato il professore dell’Università del Sacro Cuore di Roma, Fabio Di Giorgio. Sarà chiamato a chiarire le cause del decesso e il tempo in cui il bambino è rimasto sotto l’acqua. La famiglia del bambino ha nominato tre consulenti medici: Nicandro Buccieri, Andrea Arcangeli e Nadia Fucci. I due legali che assistono la medesima famiglia sono Francesco Lauri e Marco Franco, mentre la struttura termale è difesa dall’avvocato Gianfranco Testa.
