PAC-MAN, RITORSIONI VIOLENTE E ORDIGNI ESLOSIVI: “LANCEREI ‘NA BOMBA SOPRA”

Antonio Mazzucco
Antonio Mazzucco detto Tulò

Il modello di “lavare” i tradimenti con le bombe emerge anche nell’ordinanza “Pac Man” che ha portato a sedici arresti a Latina

Ormai è diventato un modus operandi nella criminalità emergente o meno latinense. Se ci sono problemi o si individuano “infami”, lanciare una bomba contro il proprio bersaglio a mo’ di intimidazione o peggio è diventato il modo più facile per ristabilire gli equilbri.

A rischiare di farne le spese è stata una delle arrestate nell’operazione Pac-Man, Sabrina De Angelis, pusher di 33 anni, finita nel mirino dei due leader dello spaccio Antonio Mazzucco detto Tulo’ (49 anni) e il suo sodale Davide Beccaro (41 anni).

Tulò’ e Beccaro ritengono che De Angelis possa essere un’infiltrata oppure una confidente di Polizia. Ecco perché, il 2 febbraio 2026, individuano l’abitazione della donna, cercando di capire se vi sia la videosorveglianza, sino a che progettano di lanciare contro l’abitazione un ordigno esplosivo.

Beccaro spiega a Mazzucco di andare a prendere armi: “Du berette, una nove e una sette”, con chiaro riferimento a pistole calibro 9 e 7,65. Mazzucco è netto nelle sue intenzioni: “Io lancerei proprio ‘na bomba sopra”. D’altra parte i due, se è vero ciò che dicono nelle intercettazioni, si vantano anche di una recente spedizione punitiva ai danni di un altro soggetto detto “Falchetto”, investito di percosse, ginocchiate, calci al volto, oltreché a una quasi strangolatura con una calza: alla fine per lui ferite e fratture ai denti. A partecipare alla spedizione punitiva o quantomeno alla conversazione sull’atto di ritorsione anche il non indagato Pietro Mazzucco.

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