Non notificò il sequestro al manufatto abusivo di Vincenzo Zizzo a Lenola: rinviata a giudizio l’allora comandante della Polizia Locale
Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Paolo Romano, ha rinviato a giudizio per omissione di atti d’ufficio e inosservanza dei provvedimenti dell’autorità l’ex comandante della Polizia Locale di Lenola (e Sperlonga), Valeria Passavanti, difesa dall’avvocato Enrico Quintavalle. A costituirsi in giudizio come parte civile il Comune di Lenola, assistito dall’avvocato Walter Marrocco. Il processo inizierà il prossimo 16 marzo dinanzi al secondo collegio del Tribunale di Latina.
La vicenda che ha portato al rinvio a giudizio dell’allora comandante della Polizia Locale di Lenola si intreccia irrimediabilmente con quella dell’attentato incendiario all’auto dell’attuale sindaco lenolese Fernando Magnafico. Il processo, come noto, è alle battute finali e vede sul banco degli imputati Vincenzo Zizzo, (43 anni, di Fondi), accusato di essere il mandante dell’attentato incendiario, Pasquale Spirito, accusato di spaccio di sostanze stupefacenti, e il 38enne albanese Riza Muco, che deve rispondere di reati di spaccio di sostanze stupefacenti.
In particolar modo, il procedimento penale che coinvolge Passavanti riguarda indirettamente Zizzo, in quanto l’allora comandante della Polizia Locale, secondo l’accusa della Procura di Latina, avrebbe omesso di notificare al medesimo Zizzo un decreto di sequestro preventivo per un manufatto abusivo di 84 metri quadrati. Una omissione andata avanti dal dicembre del 2023 all’aprile del 2024, dopo che la stessa Procura di Latina aveva sollecitato cinque volte, anche telefonicamente, la comandante per far sì che notificasse il sequestro.
Il manufatto abusivo, nelle ipotesi dell’accusa inserite nel processo per l’attentato incendiario, sarebbe uno dei moventi che avrebbero spinto Zizzo a commissionare l’incendio dell’auto del Sindaco. Zizzo, infatti, avrebbe messo in piedi il rogo come gesto di ritorsione di questo atto amministrativo poiché il Comune di Lenola aveva avviato l’iter per accertare l’abusivismo del manufatto. Una circostanza per la quale uno dei testimoni nel processo per l’incendio era andato più volte in Comune per protestare proprio contro quell’abuso.
In realtà, la comandante avrebbe in un primo momento disposto un sequestro probatorio non convalidato dalla Procura che chiedeva un sequestro preventivo. Dopodiché la Procura di Latina, nella persona del pubblico ministero Giorgia Orlando, ottenne dal giudice per le indagini preliminari un sequestro preventivo, non notificato dalla comandante e oggi imputata. Quattro mesi di solleciti senza ottenere la notifica dell’atto.
Una svista o un’omissione che costa a Passavanti un processo penale che non può che incrociare la vicenda dell’auto bruciata del sindaco di Lenola.
