Chiesto un maxi risarcimento al Comune di Sabaudia da parte dell’imprenditore Fabrizio Gallo che si aggiudicò la gestione di cinque chioschi
Non solo l’aspetto penale per cui a breve inizierà il processo per turbativa d’asta a carico dell’ex vice sindaco Giovanni Secce e di due dipendenti del Comune di Sabaudia, la vicenda dei chioschi si porta con sé anche l’aspetto amministrativo.
Fabrizio Gallo, infatti, che nella vicenda penale è l’imprenditore vittima delle condotte dei tre imputati, ha ottenuto come noto una vittoria al Tar di Latina che, a dicembre scorso, ha sancito che non poteva decadere dopo aver vinto la gara d’appalto pubblica per gestire ben cinque chioschi sul lungomare di Sabaudia. Quella sentenza non è mai stata appellata dal Comune di Sabaudia al Consiglio di Stato.
Ora, l’avvocato che assiste l’imprenditore, Tony De Simone, ha presentato al Tar di Latina cinque ricorsi per ciascuna delle cinque concessioni decadute, chiedendo un risarcimento al Comune di Sabaudia per oltre tre milioni di euro.
Secondo il Tar, che a dicembre aveva valutato il ricorso di Gallo, “devono ritenersi fondate le doglianze svolte in ordine alla motivazione del provvedimento, fondata sull’interesse al celere affidamento dell’area in vista della stagione balneare, considerato che il ricorrente aveva prodotto, prima che venisse dichiarata la decadenza, tutta la documentazione necessaria per la stipula della convenzione e l’avvio dell’attività”.
“Si evince – motivavano i giudici amministrativi – che nella lex specialis della procedura, pur prevedendosi il pagamento del canone tra le obbligazioni a carico dell’assegnatario del bene e la conseguente risoluzione del contratto in caso di inadempimento, nulla è stato disposto circa l’obbligo dell’aggiudicatario di provvedere al versamento dello stesso prima della stipula della convenzione di concessione, tanto meno a pena di decadenza dall’assegnazione”.
Inoltre, “l’Amministrazione non aveva il potere di disporre la decadenza dall’assegnazione dell’area in ragione del mancato pagamento del canone in misura intera, e anticipatamente rispetto alla stipula della convenzione, nulla essendo previsto in proposito dalla lex specialis della procedura”. Infatti, “non vi sono, come nel caso di specie, disposizioni specifiche a disciplinarne l’espletamento – la previsione di una diffida addirittura «ad horas», istituto in effetti sconosciuto all’ordinamento giuridico”.
La battaglia per il risarcimento rischia di diventare un problema enorme del Comune di Sabaudia, chiamato da Gallo a risarcire le concessioni decadute per tre anni. Secondo il ricorrente, infatti, la cifra risarcitoria va calcolata sulla proroga che i concessionari non decaduti hanno ottenuto per tre anni dallo stesso Comune di Sabaudia.
