RIFIUTI E DISAGI A LATINA, FIORE (MISTO): “20 ANNI DI RINVII PORTANO AL FALLIMENTO ODIERNO”

Daniela Fiore
Daniela Fiore

Rifiuti, Daniela Fiore (Gruppo Misto: “Il fallimento non è di oggi, vent’anni di rinvii ci hanno portato qui”

“La politica del non decidere ha consegnato ai cittadini una città impantanata nel degrado. Senza impianti e senza scelte strutturali continueremo a pagare costi altissimi e a vivere emergenze cicliche”

Dopo i disagi registrati all’indomani del lungo fine settimana del primo maggio, con accumuli di rifiuti in strada, cassonetti pieni e criticità nella raccolta dovute ai guasti di alcuni mezzi di ABC e alle limitazioni nel conferimento presso l’impianto di Rida Ambiente, interviene la consigliera comunale del gruppo Misto Daniela Fiore, che sposta il focus della discussione dalla gestione contingente dell’emergenza alle responsabilità politiche maturate negli ultimi vent’anni.

“Le immagini dei rifiuti accumulati in strada, dei cassonetti stracolmi, dei sacchi abbandonati e delle criticità nella raccolta non possono più essere archiviate come un semplice incidente di percorso. Non siamo davanti a un’emergenza casuale, né a un problema nato negli ultimi giorni. Siamo davanti al risultato di vent’anni di assenza di coraggio politico”.

“La crisi degli ultimi giorni – prosegue Fiore – ha messo in fila alcuni elementi molto chiari: mezzi in avaria, dipendenza da un unico impianto di conferimento, chiusure nei giorni festivi, sistema di raccolta misto, zone servite dal porta a porta e altre ancora affidate ai vecchi cassonetti, abbandoni indiscriminati e difficoltà strutturali nel garantire un servizio efficiente. Tutti aspetti reali, che però non possono essere letti separatamente. Sono i sintomi di una malattia più profonda: la mancanza, a tutti i livelli, di una vera politica industriale e ambientale sui rifiuti”.

Secondo la consigliera, per troppo tempo la politica locale ha scelto di rinviare invece di assumersi responsabilità. “Si è preferito annunciare invece di decidere. Si è inseguito il consenso immediato, evitando scelte che magari sarebbero apparse impopolari nel momento della decisione, ma che oggi avrebbero potuto consegnarci una città più pulita, un servizio più stabile e tariffe decisamente più basse per cittadini e imprese”.

“La verità è che negli ultimi vent’anni Latina e il suo territorio non hanno saputo dotarsi di soluzioni di sistema. Si è continuato a parlare di raccolta differenziata, di controlli e di multe, ma si è evitato il cuore del problema: dove vanno i rifiuti, come vengono trattati, con quali impianti, con quali costi e con quale autonomia del territorio”.

Fiore punta il dito soprattutto sulla mancata individuazione dei siti idonei per la realizzazione degli impianti. “Oggi ci troviamo nella condizione paradossale per cui, se un solo operatore può garantire il conferimento, è evidente che quell’operatore finisca per determinare tempi, condizioni e margini del servizio. Ma la responsabilità non è dell’operatore. La responsabilità è della politica che non ha scelto, che non ha programmato, che non ha costruito alternative, che ha lasciato intere comunità dipendere da soluzioni fragili e insufficienti”.

“Per anni si è agitata la paura degli impianti, raccontandoli come una minaccia per l’ambiente. Ma bisogna avere il coraggio di dire una cosa semplice: lasciare i rifiuti ammassati in strada è forse meno pericoloso? È più ecologico avere cassonetti stracolmi, sacchi abbandonati, degrado urbano, cattivi odori, rischi igienico-sanitari e costi crescenti? È più rispettoso dell’ambiente continuare a trasportare rifiuti altrove, pagando di più e restando esposti a ogni blocco, guasto o chiusura?”.

Per Fiore, questa è stata la grande demagogia che ha portato fuori strada. “Si è fatto credere che non scegliere fosse una scelta prudente. In realtà non scegliere è stata la scelta peggiore. Ha significato scaricare i problemi sul futuro. E quel futuro è arrivato”.

“Oggi paghiamo il prezzo di una politica che ha preferito dire sempre “no” o “poi vedremo”, senza mai spiegare quale fosse l’alternativa concreta. Paghiamo il prezzo di una visione corta, incapace di distinguere tra propaganda ambientalista e seria programmazione ambientale. Perché una città moderna non può limitarsi a sperare che la raccolta differenziata risolva tutto da sola”.

“La differenziata è fondamentale, ma non è una bacchetta magica. Senza impianti, senza una filiera locale, senza programmazione, senza capacità di trattamento e senza un sistema industriale efficiente, la differenziata rischia di diventare uno slogan. Utile nei comunicati stampa, insufficiente nella realtà. È evidente che servono più controlli contro gli abbandoni e comportamenti incivili. È giusto sanzionare chi sporca, chi scarica illegalmente, chi usa la città come una discarica a cielo aperto. Ma sarebbe un errore fermarsi qui. Gli incivili vanno puniti, certo. Ma la politica deve anche garantire un sistema che funzioni, che non vada in crisi per due mezzi guasti, che non dipenda da un solo impianto, che non lasci intere zone in un limbo tra vecchi cassonetti e nuovo porta a porta”.

Infine, l’appello a superare la logica delle emergenze periodiche. “La questione dei rifiuti non si risolve con un comunicato dopo ogni emergenza. Si risolve con decisioni strutturali, anche difficili. Con una pianificazione seria. Con impianti moderni, controllati, sicuri e trasparenti. Con una gestione capace di ridurre i costi, aumentare l’efficienza e restituire decoro alla città. Latina non può più permettersi la politica degli annunci. Serve una nuova strada, fondata sulla responsabilità e non sulla paura, che dica con chiarezza che la tutela dell’ambiente non coincide con l’immobilismo, ma con la capacità di governare i processi”.

“Il vero ambientalismo non è lasciare i rifiuti in strada. Il vero ambientalismo è costruire un sistema che li riduca, li raccolga, li tratti correttamente e li trasformi in minori costi, maggiore pulizia e migliore qualità della vita. Se non avremo il coraggio di cambiare rotta, continueremo a raccontarci che la prossima emergenza sarà solo un episodio isolato. Ma sappiamo bene che non è così. Senza scelte nuove, senza impianti, senza autonomia e senza responsabilità politica, – conclude la consigliera – Latina resterà prigioniera dello stesso schema: disagi, polemiche, annunci, promesse e poi di nuovo rifiuti in strada. È tempo di uscire dalla demagogia. È tempo di scegliere”.

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