SEZZE RISCOPRE IL SUO ANTICO STATUTO COMUNALE

Sabato 9 maggio 2026, alle ore 17.30, nella Sala d’Ercole del Museo Archeologico di Sezze, si terrà la presentazione del volume Statuta sive constitutiones civitatis Setiae, edizione critica con testo a fronte, traduzione e commento a cura di Barbara Frateschi, Elide Cristina Rosella, Maria Elisa Spirito e Stefania Valleriani.

L’appuntamento, patrocinato dal comune di Sezze e che sarà ad ingresso libero, rappresenta un momento di particolare rilievo per la comunità setina e per tutti gli studiosi e appassionati di storia locale, poiché riporta al centro dell’attenzione un documento fondamentale per la conoscenza dell’identità civile, amministrativa e sociale della città.

Dopo i saluti istituzionali del sindaco Lidano Lucidi, del presidente della Compagnia dei Lepini Quirino Briganti e del presidente dell’Istituto di Storia e Arte del Lazio Meridionale Gioacchino Giammaria, la presentazione vera e propria sarà affidata a Sandro Notari, mentre è previsto l’intervento di Maria Teresa Caciorgna.

Lo Statuta sive constitutiones civitatis Setiae costituisce una delle fonti più importanti per ricostruire la vita cittadina di Sezze tra Medioevo e Rinascimento. Adottato nel 1520 e successivamente dato alle stampe nel 1547 da Antonio Blado, lo Statuto regolava numerosi aspetti della quotidianità della comunità setina.

Al suo interno trovavano spazio norme relative alla gestione del territorio, all’organizzazione del lavoro, alla vita del Campo Setino, al commercio, alle fiere, ai rapporti sociali e alle forme di convivenza civile. Non si tratta, dunque, soltanto di un testo giuridico, ma di una vera e propria fotografia della città e del suo funzionamento in una fase storica di grande trasformazione.

“Lo Statuto comunale di Sezze – dice il sindaco Lucidi – rappresenta molto più di un antico documento giuridico: è una testimonianza viva della nostra storia, della nostra identità e del ruolo che la città ha avuto nei secoli come punto di riferimento per l’intero territorio dei Lepini. È uno sguardo prezioso su una Sezze antica, ma ancora profondamente legata alla città che siamo oggi.

Come amministrazione comunale crediamo fortemente nella riscoperta e nella valorizzazione delle nostre radici. Recuperare la memoria storica significa rafforzare il senso di appartenenza della comunità e trasmettere alle nuove generazioni la consapevolezza dell’importanza che Sezze ha avuto nel corso dei secoli”.

Lo Statuto, custodito presso l’archivio comunale, negli ultimi anni è tornato al centro dell’interesse di studiosi e ricercatori, diventando anche una fonte preziosa per riscoprire antiche tradizioni cittadine, come quella del falò di Natale. La presentazione del 9 maggio si inserisce, dunque, in un percorso di valorizzazione della memoria storica setina, restituendo attenzione a un’opera che rappresenta una chiave preziosa per leggere le radici civiche, istituzionali e culturali della città.

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