LATINA CITTÀ UNIVERSITARIA, LE REAZIONI DELLA POLITICA: “BENE GLI INVESTIMENTI”

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Università La Sapienza e città di Latina. Apprezzamento per i nuovi spazi, ora avanti con tempi certi e regolamenti per aprire gli spazi alla comunità”

“Un titolo ambizioso, ma il rischio è che resti un dibattito generico senza ricadute concrete”. È netta la posizione della consigliera comunale del gruppo Misto Daniela Fiore, intervenuta questa mattina nel corso del consiglio comunale monotematico su “Latina città universitaria: analisi dei progetti in itinere e prospettive future”, convocato su impulso della sindaca Celentano e svoltosi alla presenza della rettrice della Sapienza Antonella Polimeni.

“Non possiamo limitarci alle dichiarazioni, ai rendering, alle parole come visione, futuro, attrattività”, ha dichiarato Fiore. “Siamo grati per gli investimenti della Sapienza sul nostro territorio, ma come amministratori dobbiamo interrogarci su quale sia la nostra parte in questo percorso”.

La consigliera ha richiamato la necessità di un cambio di passo nell’azione amministrativa: «Una città universitaria non nasce con le parole. Non basta declamarsi tale, bisogna costruirla con servizi, infrastrutture e una programmazione seria, con obiettivi e tempi verificabili».

Nel suo intervento Fiore ha evidenziato alcune criticità concrete, a partire dalla gestione degli spazi universitari: «L’ex garage Ruspi, destinato ad aula studio, oggi rappresenta un luogo di aggregazione ma non produce ancora un reale valore culturale: al suo interno non c’è nemmeno un libro e, soprattutto, non è collegato ai sistemi di ricerca né al sistema museale. Se si concede un immobile strategico per trent’anni, bisogna pretendere un salto di qualità, altrimenti l’investimento rischia di restare sterile».

Altro nodo centrale quello degli alloggi e della mobilità: “Serve vigilanza sul mercato immobiliare per gli studenti fuori sede, anche attraverso la Consulta per la Casa, che di fatto ad oggi non è ancora operativa. E il tema della mobilità è decisivo: una città universitaria deve garantire collegamenti efficienti, sostenibili e sicuri tra stazione, sedi universitarie e quartieri. Oggi, invece, il trasporto pubblico locale è in difficoltà e questo incide direttamente sulla qualità della vita degli studenti”.

Da qui la proposta politica: “Non possiamo essere spettatori di quella che oggi è stata anche una passerella istituzionale. Il Consiglio comunale deve avere un ruolo centrale e operativo”.

Fiore ha chiesto quindi alla maggioranza un impegno preciso: “Portare in aula, entro tempi certi, un vero atto di indirizzo su Latina città universitaria che contenga cinque elementi fondamentali: un masterplan degli immobili universitari, un piano per gli alloggi degli studenti, un piano per la mobilità, una strategia sull’offerta formativa e una cabina di regia permanente. Quest’ultima – spiega – dovrebbe coinvolgere tutti i soggetti istituzionali e socio-economici del territorio – Comune, Sapienza, Regione, Provincia, DiSCo, Unindustria, Camera di Commercio e rappresentanti degli studenti – con l’obiettivo di svolgere anche un’azione costante di monitoraggio e verifica, producendo una relazione trimestrale al Consiglio comunale su stato di avanzamento, criticità e risorse necessarie”.

“In questo modo il Consiglio tornerebbe a essere motore di un cambiamento reale. Il punto – ha concluso Fiore – non è dichiararsi favorevoli a Latina città universitaria, lo siamo tutti. Il punto è decidere se vogliamo davvero diventarlo. Perché una città universitaria non si proclama: si costruisce con atti concreti, misurabili ed emendabili, con servizi e responsabilità”.

A intervenire anche la consigliera comunale e capogruppo del Movimento 5 Stelle Latina, Maria Grazia Ciolfi: “La Sapienza rappresenta per Latina non soltanto un’istituzione accademica di altissimo livello, ma una parte integrante della nostra comunità, un pilastro fondamentale dello sviluppo della città, della crescita culturale e della formazione delle nuove generazioni.

Oggi, in Consiglio Comunale, ascoltando la presentazione delle progettazioni, delle attività e della pianificazione in corso, siamo ancora più consapevoli del valore di questo percorso e, a nome del Movimento 5 Stelle e con profondo senso istituzionale, desidero esprimere un sincero ringraziamento all’Università Sapienza e alla Magnifica Rettrice Antonella Polimeni per il lavoro importante che sta portando avanti nella nostra città. Un percorso che, nel tempo, ha saputo superare difficoltà e resistenze e che oggi restituisce alla città una prospettiva concreta, ambiziosa e, per certi aspetti, fino a pochi anni fa inimmaginabile.

Desidero aggiungere anche una testimonianza personale e professionale. Come medico ospedaliero da ormai ventisei anni presso l’ospedale Santa Maria Goretti di Latina, non posso che riconoscere la qualità della collaborazione tra la componente ospedaliera e quella universitaria: una collaborazione concreta, quotidiana e costruttiva, che ha contribuito in modo significativo alla crescita della qualità dell’assistenza sanitaria, della formazione dei professionisti e dello sviluppo delle competenze all’interno dell’intero sistema sanitario locale.

Possiamo dirlo con orgoglio: Latina sta diventando, a tutti gli effetti, una città universitaria. Questo risultato è il frutto di un lavoro serio, continuo e lungimirante, che ha visto l’Università Sapienza investire sul nostro territorio con progettazioni importanti, interventi strutturali e una visione chiara del futuro.

Un apprezzamento particolare desidero rivolgerlo al progetto complessivo del grande campus universitario presentato oggi, che non si limita alla riqualificazione degli edifici, ma costruisce un sistema di servizi, residenze, spazi di studio e socialità che qualificano la città, la rendono più attrattiva per studenti, famiglie e comunità e che ha contribuito in modo significativo alla riqualificazione di una parte importante della nostra città.

Per questo motivo, oggi è stata una giornata importante e positiva, una giornata in cui abbiamo riconosciuto il valore del lavoro svolto e apprezzato la disponibilità dimostrata dall’Università nei confronti della città. In particolare, è stata una notizia significativa la rassicurazione ricevuta circa l’apertura a breve della sala centrale dell’ex Banca d’Italia: un segnale concreto che testimonia la volontà di rendere progressivamente fruibili gli spazi e di restituire alla città luoghi di cultura e aggregazione.

Allo stesso tempo, proprio perché consideriamo la Sapienza una parte integrante della nostra comunità, riteniamo importante richiamare con spirito costruttivo alcuni principi fondamentali per il buon esito di questo percorso. Il primo principio è quello del rispetto dei tempi certi di attuazione. Tutti sappiamo che i progetti, per diventare realtà, hanno bisogno di tempi chiari, procedure efficienti e collaborazione tra istituzioni. Confidiamo quindi che, a seguito della presentazione delle progettazioni esecutive, anche per i lavori al piano superiore dell’ex Banca d’Italia, si possa procedere rapidamente con gli adempimenti amministrativi necessari e con l’avvio dei lavori previsti.

Il secondo principio riguarda la partecipazione e la condivisione con la cittadinanza. Una città universitaria è, per definizione, una città aperta, una città in cui gli spazi della conoscenza diventano anche spazi di incontro, confronto e partecipazione pubblica. Oggi, purtroppo, a Latina dobbiamo registrare una difficoltà reale nell’utilizzo e nell’accessibilità di alcuni spazi pubblici destinati alla comunità. Non sempre è semplice, e talvolta è impossibile, organizzare iniziative culturali o momenti di partecipazione civica in luoghi che dovrebbero essere naturalmente aperti alla città. Per questo motivo ritengo necessario avviare all’interno dell’Amministrazione comunale una riflessione seria e concreta sulla disponibilità e sull’utilizzo degli spazi pubblici destinati alla partecipazione, alla cultura e alla vita comunitaria.

Il terzo punto riguarda la necessità di regolamenti chiari per l’utilizzo degli spazi. Credo sia arrivato il momento per l’amministrazione comunale di definire e aggiornare i regolamenti che disciplinano l’utilizzo delle strutture, affinché possano essere realmente accessibili alla cittadinanza e anche alla politica, che rappresenta la forma più alta di partecipazione democratica alla vita pubblica. Un richiamo particolare lo rivolgo alla definizione del regolamento per l’utilizzo dell’ex Garage Ruspi da parte del Comune, previsto dagli accordi e atteso da oltre un anno. Come abbiamo appreso nel corso del Consiglio, la struttura viene utilizzata dagli studenti dal lunedì al venerdì, mentre il sabato e la domenica potrebbe essere aperta alla città e ospitare eventi culturali e iniziative pubbliche. Senza questo regolamento, l’ex Garage Ruspi continua di fatto a essere escluso dalla piena fruizione pubblica.

Sappiamo tuttavia che la disponibilità e la collaborazione da parte dell’Università non sono mai mancate, e di questo desidero ringraziare sinceramente la Magnifica Rettrice e l’intera comunità accademica.

Viviamo una fase storica complessa, segnata da una crescente fragilità sociale e da una vera e propria emergenza educativa e psicologica che riguarda soprattutto i giovani. In questo contesto, gli spazi pubblici, culturali e universitari diventano strumenti essenziali per costruire relazioni, promuovere partecipazione e rafforzare il senso di comunità. Ed è proprio per questo che confidiamo nella collaborazione dell’Università Sapienza, che consideriamo a tutti gli effetti una parte della nostra comunità, per affrontare insieme queste sfide e per costruire risposte concrete ai bisogni della città, anche attraverso il completamento della Biblioteca dell’ex Banca d’Italia.

Un ulteriore ringraziamento va all’Università Sapienza per aver dato risposta all’esigenza di una maggiore disponibilità relativamente all’accesso controllato alla facoltà di Medicina e Chirurgia. Oggi molti studenti che desiderano intraprendere gli studi in medicina sono costretti a rivolgersi alle università private, accessibili solo a chi ha adeguate disponibilità economiche, oppure a trasferirsi all’estero. Per questo è stata particolarmente importante la comunicazione ricevuta oggi, con la conferma dell’apertura di nuove aule nella facoltà di medicina, che rappresentano un incremento concreto delle opportunità di accesso e di formazione per i nostri giovani.

Oggi Latina non è soltanto una città che ospita un’università. Sta diventando una città universitaria. E questo è un risultato che appartiene a tutta la comunità”.

Anche il movimento “Decisamente Latina” accoglie con favore l’apertura del tavolo operativo per lo sviluppo del progetto “Latina città universitaria e della farmaceutica”, riconoscendo il valore strategico dell’iniziativa per il futuro del territorio.

“Esprimiamo un plauso all’amministrazione guidata dal sindaco Matilde Celentano per questo importante risultato – dichiara Andrea Giuliani, presidente di Decisamente Latina –. L’università rappresenta un pilastro fondamentale per Latina: significa offrire ai nostri giovani la possibilità di restare qui a studiare, evitando di doversi spostare altrove, ma soprattutto attrarre studenti da fuori, generando un flusso positivo di energie, idee e competenze.”

“Questo processo – prosegue Giuliani – porta con sé effetti concreti e immediati: più scambio culturale, più domanda abitativa, nuove opportunità per i proprietari e per gli imprenditori locali, e un centro urbano sempre più vivo, dinamico e attrattivo”-

Secondo Decisamente Latina, il valore dell’iniziativa risiede anche nella forte integrazione tra formazione e mondo del lavoro. “La sinergia con il sistema produttivo, a partire dal comparto farmaceutico che rappresenta una delle eccellenze del nostro territorio, è un passaggio strategico – sottolinea Giuliani –. Creare percorsi formativi collegati direttamente alle imprese significa dare ai giovani una prospettiva concreta: studiare, trovare lavoro e costruire qui il proprio futuro.”

“In questa direzione – conclude – auspichiamo che il modello possa essere esteso anche ad altri settori chiave del territorio, come l’agricoltura e l’allevamento, che costituiscono eccellenze storiche della nostra provincia. Rafforzare il legame tra università e queste filiere significherebbe valorizzare ulteriormente le nostre risorse e rendere Latina sempre più competitiva”. Decisamente Latina continuerà a sostenere tutte le iniziative volte a rafforzare il ruolo della città come polo universitario e produttivo di riferimento.

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