AZIENDA SPECIALE “TERRACINA”, LE DIFFICOLTÀ CHE PERMANGONO

Vittorio Marzullo
Vittorio Marzullo

Azienda speciale “Terracina”, l’intervento dell’ex consigliere comunale Vittorio Marzullo all’esito della commissione

“Ho assistito Lo scorso 14 aprile alla riunione delle commissioni consiliari II e VI per discutere dell’azienda speciale Terracina alla presenza diversi assessori dirigenti comunali ed il Presidente dell’azienda medesima che ha introdotto i lavori facendo una disamina della situazione attuale.

L’azienda si trova in un processo di grande riorganizzazione, ha un potere di controllo e verifica dei conti che ieri non aveva, lo scorso Febbraio i dipendenti hanno preso per la prima volta una busta paga vera, in quanto le precedenti non contenevano tutti gli istituti contrattuali, oggi ha un proprio apparato amministrativo, si sta informatizzando e così via sul progetto riorganizzativo in atto.

Tra le cose dette dal Presidente in negativo vi sono: un milione di debito di TFR maturato dai lavoratori e non accantonato dalla vecchia gestione, nell’anno 2025 non è stata contabilizzata neanche una fattura e da ultimo non è stato detto in quale contesto, ma la Procura ha chiesto al Presidente di ripristinare quanto prima la catena di comando, leggasi, assunzione del nuovo direttore.

Tutto questo il dibattito consiliare lo ha ignorato, secondo me sbagliando, poiché sarebbe stato opportuno mettere in luce l’utilizzo clientelare che si è fatto di questa struttura, e che a chi ha amministrato il Comune per tanti anni non è importato nulla di tutto questo e neanche se non si facesse il controllo analogo oppure se non si presentavano bilanci consuntivi e preventivi, in quanto prioritario era che funzionasse la macchina clientelare a mo di macchina stampa voti.

La discussione è stata, prevalentemente caratterizzata dalla scelta di quale contratto  applicare in azienda.

La storia contrattuale dell’azienda dice che sin da quando si è fatto il primo, dei diversi contratti individuali alla direttrice, si è stabilito che il contratto del pubblico impiego si applicasse solo alla stessa con il conseguente versamento dei contributi relativi presso l’INPDAP, ente di previdenza per i dipendenti pubblici, quindi se ne trae il sunto che se questo doveva applicarsi alla sola direttrice, al resto dei dipendenti andava applicato il contratto dei dipendenti privati, cosa che è puntualmente avvenuta in tutti questi 17 anni di gestione, con l’inquadramento previdenziale ed assistenziale presso l’INPS del resto dei dipendenti, infatti, gli stessi, hanno percepito durante tutti questi anni della normativa e degli istituti di sostegno al reddito per i lavoratori dipendenti erogati dall’INPS, dove l’azienda è iscritta come azienda privata tanto è che i dipendenti sono stati messi in Cassa integrazione guadagni durante il periodo del COVID, cosa che non era possibile per i dipendenti pubblici.

Quanto appena sopra riportato, è stato anche verificato dal Giudice del lavoro durante le DUE, e non una, delle vertenze che l’ente ha perso contro due dipendenti, per finire con l’approvazione, nello scorso autunno, del nuovo statuto dell’azienda speciale, da parte del Consiglio Comunale, dove all’art. 39 stabilisce letteralmente:

  1. Il rapporto di lavoro dei dipendenti dell’azienda, compreso i dirigenti, ha natura privatistica.

Domando: Se non fosse di natura privatistica il rapporto di lavoro potevate fare autonomamente la nomina di un vice direttore senza avviso? E potevate anche dargli un aumento salariale di vostra iniziativa di 6.500,00 euro l’anno? No non avreste potuto farlo.

La convocazione della riunione ha visto invece la presenza delle sole organizzazioni sindacali del settore pubblico, presenze motivate da presidente della riunione, Consigliere Giuseppe Talone, che stava applicando l’art. 19 della legge 300/70 che non dice affatto quello che lui ha inteso  e comunicato, in quanto ha completamente ignorato, quindi non invitato ed escluse dalla riunione, le OO SS regolarmente presenti in azienda con proprie Rappresentanze Aziendali e rappresentative del settore privato, forti anche delle sentenze della Magistratura che hanno riconosciuto il loro ruolo ed i diritti derivanti dall’applicazione del Contratto Nazionale del settore privato.

Ora tutti, comprese le organizzazioni sindacali del settore pubblico, riconoscono che gli stipendi del Contratto privato sono PIU’ alti di quelli del settore pubblico, allora perché non si è d’accordo, nel dare ai dipendenti dell’azienda speciale uno stipendio più alto?

Certo è che  in particolar modo la UIL deve sciogliere i suoi nodi interni, ma non di  meno anche le altre OO SS, in quanto non si può andare avanti con la Funzione Pubblica che si incontra con amministrazione ed azienda e chiede l’applicazione del loro contratto di categoria e la UILTUCS che invece promuove e vince vertenze giudiziarie pur rimanendo fuori dalle riunioni ufficiali per i trucchetti messi in atto dal Presidente Talone.

In azienda vi sono problemi molto più importanti, anche del salario stesso, quali i lavoratori che vedono schiacciati da anni i propri diritti, quali i tempi determinati, i part time, gli interinali ecc. Tutti assunti al di fuori delle norme contrattuali e di legge e tutti in qualsiasi momento in condizione di far valere i propri diritti tramite legali di fiducia e rivendicare fior di migliaia di euro pro capite, nessuno che si preoccupa di ciò. SI riesce a far comprendere a chi di dovere che se le maestranze facessero valere i propri diritti l’azienda andrebbe in ginocchio? Nessuno si pone il problema di come intervenire per prevenire ed evitare che ciò avvenga?

Non è sufficiente, e forse anche inutile, spero che lo si capisca, arruolare un esperto di diritto pubblico, pagato sempre da noi cittadini,  per discutere di questa banalità su quale Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro applicare, in un contesto in cui è già tutto chiaro e stabilito, sia dal nuovo statuto aziendale (art. 39) sia dalle due sentenze della Magistratura del Lavoro.  Non c’è tempo da perdere in chiacchiere ci vogliono progettualità, voglia di fare , competenze e senza trucchi caro presidente Talone, non c’è tempo da perdere e non si può sbagliare, poiché a pagare sarebbe l’intera cittadinanza che  privereste  di servizi sociali indispensabili.

Intanto i dipendenti per non sapere ne leggere e ne scrivere, alcuni stanno promuovendo causa individuale contro l’azienda, mentre quelli andati via per pensionamento si stanno facendo fare i conteggi per fare la stessa cosa”.

 Così, in una. nota, l’ex Consigliere Comunale di Terracina, Vittorio Marzullo.

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