“PUNTO FERMO” PER I CONFERITORI SERIALI DI RIFIUTI NON AUTORIZZATI: SEQUESTRATA LA SOCIETÀ DI DEL PRETE. I LEGAMI CON LA FDP METAL DI CISTERNA

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Sabaudia, attività organizzata per traffico illecito di rifiuti. I Carabinieri denunciano 29 persone, sequestrano un’azienda, relative quote societarie e 11 automezzi  

Oggi, 20 aprile, i militari del N.I.P.A.A.F. (Nucleo di Polizia Forestale, Ambientale e Agroalimentare) del Gruppo Carabinieri Forestale di Latina e Nucleo Carabinieri Forestale di Terracina, coadiuvati nella fase di esecuzione dai Nuclei Carabinieri Forestale di Latina, Cisterna di Latina, Sezze e Priverno, hanno dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo, emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma, Tamara De Amicis, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia.

Il sequestro ha riguardato l’azienda Ilm srl, sita in Via Maremmana, a Sabaudia, frazione Borgo San Donato, delle relative quote societarie e  di 11 automezzi, nell’ambito di un procedimento penale a carico dell’Amministratore Unico della società, Nicola Del Prete (classe 1965), e di altri 28 soggetti. Il principale indagato, Nicola Del Prete, è assistito dall’avvocato Massimo Frisetti.

Le indagini condotte dai militari del N.I.P.A.A.F. hanno dimostrato che l’Amministratore Unico della società, avente ad oggetto la raccolta, il trasporto e la gestione di rifiuti, al fine di conseguire un ingiusto profitto rappresentato dagli illeciti guadagni conseguiti attraverso il traffico illecito, con più operazioni e attraverso l’allestimento di mezzi e attività continuative organizzate, riceveva e gestiva illecitamente nel tempo ingenti quantitativi di rifiuti, conferiti presso la struttura da terzi in violazione della normativa in materia ambientale: questo in quanto i rifiuti conferiti, speciali, pericolosi e non pericolosi, venivano raccolti e trasportati da privati in violazione della normativa sullo smaltimento degli stessi, atteso che trattasi di rifiuti non tracciati e trasportati in assenza della prescritta documentazione di legge, effettuati da soggetti non iscritti all’Albo Nazionale Gestori Ambientali (ANGA) e quindi non autorizzati al trasporto rifiuti né conto proprio né conto terzi (attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti – art. 452 quaterdecies c.p.).

Secondo quanto raccolto dagli investigatori della Forestale, tra il 29 marzo e il 27 aprile 2022, sarebbe stato possibile rilevare, tramite anche video-sorveglianza, 673 ingressi di mezzi e 193 conferitori di rifiuti diversi, di cui solo 13 iscritti all’Albo Nazionale Gestori Ambientali.

Altri 24 soggetti indagati ricevevano, trasportavano, scaricavano e comunque gestivano illecitamente ingenti quantitativi di rifiuti, con più operazioni e attraverso allestimento di mezzi e attività continuative organizzate, presso la struttura della società, in violazione della normativa ambientale utilizzando autocarri e/o autoveicoli. Per ulteriori 4 soggetti è stata addebitata la sola gestione illecita di rifiuti.

Contestualmente, al fine di garantire la prosecuzione dell’attività aziendale, impedendone la chiusura, il Tribunale ha nominato un Amministratore Giudiziario, iscritto all’Albo degli Amministratori Giudiziari – sezione esperti in gestione aziendale.

Tra gli indagati che trasportavano e scaricavano illecitamente diversi personaggi di origine rom come Omero, Stefano, Manolo e Giovanni Fè (riconducibili alla nota famiglia di Latina), Roberto Di Silvio (classe 1952), Concettina Spada e Pasquale Ciarelli (classe 1968). Alcuni di loro sono già sottoposti a procedimenti penali per reati analoghi.

Il pubblico ministero, per i fatti avvenuti principalmente a Sabaudia nel 2022, dove i conferitori scaricavano rifiuti non a norma, ha chiesto l’applicazione degli arresti domiciliari per Nicola Del Prete e l’obbligo di dimora e firma per gli indagati, Omero Fé, Emanuela Ippoliti, Guglielmo Santucci, Kevin Cavazza, Mahmoud Rashid Yaser Saler, Stefano Fé, Marco Persechino, Pasquale Ciarelli, Giovanni Nunziata, Manolo Fé, Giovanni Fé, Federik Crescenzi, Massimo Migliori, Davide Capraro, Angelo De Santis, Luca Fé, Fausto Cantarelli, Claudio Marchi, Giulio Persechino, Gianfranco Fransceschini, Roberto Di Silvio, Bruno Basso, Francesco Persechino e Gelasio Santucci. Le richieste di misure cautelari sono state respinte dal giudice per le indagini preliminari.

Il capitale sociale della Ilm srl è risultato interamente nelle mani di un’altra società della famiglia Del Prete, la FDP Metal, con sede a Cisterna e di cui Nicola Del Prete era socio al 50%. Dal 2024, il capitale sociale è stato acquistato totalmente da Del Prete. La società FDP Metal nel 2024 era stata coinvolta in una indagine per riciclaggio e false fatturazioni della Guardia di Finanza: in quel caso, l’indagato principale era un altro Nicola Del Prete (classe 1987), figlio dell’assessore all’ambiente del Comune di Cisterna, Lino Del Prete. Il Nicola Del Prete della Ilm è lo zio del Nicola Del Prete della FDP Metal.

L’indagine che ha portato al sequestro odierno inizia a dicembre 2021 e, da subito, secondo gli inquirenti, sono emerse incongruenze riconducibili agli ingenti quantitativi di rifiuti in in uscita. Peraltro la società è risultata non autorizzata a trattare le batterie al piombo esauste, in realtà presenti nel centro rottami.

Un’altra criticità è risultata essere il rinvenimento nei locali dell’ufficio della società di biglietti prestampati con indicazioni di “data”, “cliente”, “materiale”, “peso”, oltreché alle tipologie dei rifiuti da registrare in ingresso nel sito di Borgo San Donato.

I privati conferiscono con una sorta di autofattura, ma senza i cosiddetti Fir, ossia i Formulari di Identificazione dei Rifiuti. Gli inquirenti, avendo apposto due telecamere con visuale sull’entrata della Ilm srl, hanno potuto appurare che il traffico di rifiuti comprende anche ingenti partite di rifiuti metallici, anche provento di conferimenti abusivi da parte di privati privi della autorizzazioni ambientali.

La Ilm fungerebbe da “collettore di destinazioni di rifiuti pericolosi e non, trasportati abusivamente da soggetti terzi, con mezzi di trasporto, non iscritti all’Albo nazionale gestori ambientali”. Conferimenti seriali ad opera di numerosi soggetti (peraltro conferitori seriali) che hanno depositato rifiuti metallici di origine non tracciabile e derivanti da operazioni di raccolta e trasporto abusivi.

Secondo quanto emerso, la società non è autorizzata a ricevere rifiuti pericolosi. Invece, gli investigatori avrebbero documentato la ricezione di batterie esauste, senza autorizzazione. I Carabinieri Forestali hanno scoperto, tramite le videocamere di sorveglianza, che i dipendenti della Ilm avrebbero rimosso in più occasioni la cancellata di ferro che divide la società dall’impianto gestito dalla società Vanbat srl. In almeno 28 occasioni del periodo attenzionato nel 2022, sono stati documentati i passaggi della batterie esauste all’impianto Vanbat srl. In pratica, Ilm accetta illecitamente i conferimenti, per poi trasferire i rifiuti alla società autorizzata.

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Anche nel 2026, tra gennaio e febbraio, i Carabinieri Forestali hanno documentato un “massiccio conferimento di rifiuti da parte di soggetti non autorizzati; e, anche rispetto ai soggetti autorizzati, l’analisi della contabilità ambientale ha consentito di rilevare il mancato utilizzo di formulari, con il conseguente mancato tracciamento dei rifiuti in ingresso”. Per di più, i conferitori seriali coincidono con quelli già osservati in passato. Tra gennaio e febbraio 2026, ben 45 ingressi alla Ilm effettuati da 22 conferitori, di cui solo 8 iscritti all’Albo ambientale.

La società di Del Prete avrebbe costituito nel tempo un “punto fermo” per tutti coloro che volessere conferire i rifiuti abusivamente.

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