Convocazione urgente della Commissione Trasparenza sulle conseguenze amministrative, organizzative ed economiche della sentenza del TAR Lazio relativa al riassetto della Polizia Locale
“Dopo il caos sulla sosta, con l’interruzione del servizio e un percorso amministrativo incomprensibile, a Formia si apre un altro fronte che riguarda direttamente il funzionamento della macchina comunale.
Questa volta il punto è la Polizia Locale. Con la sentenza dell’8 aprile, il TAR di Latina ha annullato le delibere di Giunta con cui, nel 2024, l’Amministrazione aveva riorganizzato l’ente, inserendo il Corpo di Polizia Municipale all’interno di un settore amministrativo più ampio e affidandone la guida a una dirigente amministrativa.
Una scelta che viene oggi smentita in sede giudiziaria e che non può essere considerata un passaggio secondario. Non si tratta di un semplice contenzioso o di una questione interna tra il Comune e un dipendente, ma di una precisa decisione politica e organizzativa dell’Amministrazione Taddeo su un settore particolarmente delicato.
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Il TAR ha chiarito un principio fondamentale: la Polizia Locale deve mantenere autonomia operativa e organizzativa e non può essere inglobata in un settore che comprenda ambiti come affari legali, attività produttive o commercio. In questo caso, invece, il Comando è stato ridotto a semplice servizio e la sua comandante, la dott.ssa Picano — vincitrice di concorso pubblico nel 1997 — è stata spostata ad altro incarico.
Parliamo quindi di un atto che appare non solo politicamente discutibile, ma anche giuridicamente illegittimo. Una forzatura che conferma quanto da tempo denunciamo: la gestione del personale da parte dell’Amministrazione è diventata una vera emergenza, con ricadute dirette sulla qualità dei servizi offerti ai cittadini.
Per questo, come consiglieri comunali di opposizione, abbiamo chiesto la convocazione urgente della Commissione Trasparenza. È necessario chiarire quali siano le conseguenze amministrative ed economiche della sentenza, quali atti il Comune intenda adottare adesso, se esistano ulteriori profili di rischio e se questa vicenda possa incidere sugli atti adottati nel periodo interessato.
Ci chiediamo inoltre se il Sindaco, la Giunta, la maggioranza e il Segretario Generale siano pienamente consapevoli del danno arrecato alla città, non solo in termini di disservizi ma anche di possibile spreco di risorse pubbliche.
La preoccupazione, quindi, non riguarda solo questo episodio. Riguarda un metodo. In questi anni non abbiamo visto un Comune che si rafforza, ma una macchina amministrativa che ha progressivamente perso equilibrio: dirigenti che vanno via, uffici in affanno, assetti modificati più volte e procedure che si trascinano per anni. Tutto questo restituisce l’immagine di una struttura sempre più fragile.
Restano inoltre ancora poco chiari altri passaggi amministrativi, come quello relativo al bando per il dirigente dell’area tecnica, il cui esito appare tuttora incerto.
Ci chiediamo inoltre se vi siano altri provvedimenti sottoscritti o avallati dalla Segretaria Generale che, alla luce della sentenza in oggetto, meritino di essere riesaminati, al fine di evitare future pronunce sfavorevoli, con conseguenze gravi sull’azione amministrativa dell’Ente e sulle casse comunali.
Al contempo, richiamiamo l’attenzione sulla circostanza che la dott.ssa Giuseppina Sciarra continui a sottoscrivere atti e ordinanze in qualità di dirigente della Polizia Locale, con particolare riferimento all’ordinanza n. 127 del 10 aprile, nella quale risultano richiamati decreti annullati dal TAR. Nutriamo pertanto dei dubbi in ordine alla correttezza amministrativa della situazione, nonché agli eventuali profili di illegittimità – anche di natura penale – e alle possibili criticità che potrebbero derivarne.
Il punto politico è evidente: quando la gestione del personale non rispetta regole e principi, il rischio è che si trasformi in una forma di prevaricazione, con conseguenze pesanti per l’intero ente.
E ora si apre anche un ulteriore fronte: quello delle possibili richieste risarcitorie, su cui dovrà esprimersi il Tribunale civile, alla luce di quanto già stabilito dal TAR. Il rischio concreto è che a pagare siano ancora una volta i cittadini, già colpiti dai disservizi di questi anni.
È questo il nodo più serio: una gestione della macchina comunale che rischia di paralizzare l’ente nel suo complesso.
Per questo la Commissione Trasparenza è necessaria. Serve a fare piena luce su quanto accaduto, a comprendere le responsabilità e a evitare che errori di questa portata si ripetano. Perché dopo il caso della sosta, e davanti a una struttura amministrativa che da troppo tempo perde pezzi e fatica a garantire i servizi ordinari, non si può più far finta di nulla.
Il problema ormai è sotto gli occhi di tutti: dentro il Comune esiste una difficoltà politica e amministrativa reale. E non è più rinviabile un chiarimento serio davanti alla città”.
Così, in una nota, i consiglieri comunali d’opposizione, Alessandro Carta, Luca Magliozzi, Immacolata Arnone, Paola Villa, Antonio Di Rocco e Nicola Riccardelli.
