Sonnino, il consigliere comunale d’opposizione, Dario Iacovacci, tornai sui conti del Comune: “Il “metodo dei debiti latenti”: quando la realtà smentisce i social”.
“Nonostante i proclami di efficienza dell’amministrazione De Angelis-Carroccia-Celani, le carte del Comune raccontano un’altra verità: quote non pagate dal 2019 e casse vuote, che costringono l’Ente alla rateizzazione”.
“C’è la politica dei post su Facebook, fatta di rivendicazioni e auto-incensazioni, e poi c’è la politica dei documenti ufficiali, quella che non ammette repliche. Al Comune di Sonnino, l’ultimo “scontro” tra queste due realtà è avvenuto tra le righe della Determina n. 203. Il tema? Un debito verso il Consorzio Industriale del Lazio, che sembrava dimenticato in qualche cassetto dal lontano 2019.
Per anni, l’ex sindaco Luciano De Angelis e l’assessore al Bilancio Gianni Celani hanno dipinto un quadro di stabilità finanziaria. Eppure, è bastato un accesso agli atti, del consigliere d’opposizione Dario Iacovacci, per far crollare il castello di carte. I documenti parlano chiaro: il Comune ha appena dovuto liquidare oltre 10.000 euro per quote associative che risalivano a sei anni fa.
Non si tratta di una cifra astronomica in sé, ma è il metodo a preoccupare. Com’è possibile che spese ordinarie siano rimaste “congelate” per oltre un lustro? La risposta dei critici è netta: un sistema di gestione che preferisce rimandare il problema piuttosto che affrontarlo, rischiando di far scivolare il paese verso un “dissesto invisibile”.
Se il passato presenta il conto, il futuro non sembra più roseo. Il passaggio più inquietante, della nota firmata dal Responsabile dell’Area Finanziaria, non riguarda ciò che è stato pagato, ma ciò che non si può pagare. L’Ente ha infatti ammesso di non avere la liquidità necessaria per saldare le annualità dal 2021 al 2025, chiedendo ufficialmente al Consorzio di poter rateizzare il debito.
È la prova del nove: le casse comunali sono in sofferenza, la scelta di pagare “a rate” non è una strategia lungimirante, ma una necessità estrema, che peserà sulle generazioni future con interessi e costi accessori.
L’allarme lanciato da Iacovacci tocca un punto nevralgico: senza il suo intervento, questo debito sarebbe probabilmente finito nell’esercito dei contenziosi legali che affollano gli uffici del Comune. Una prassi – quella di attendere il decreto ingiuntivo prima di pagare – che negli ultimi anni ha gonfiato le parcelle degli avvocati a spese dei cittadini, trasformando semplici dimenticanze in voragini finanziarie.
Mentre l’amministrazione si affanna ad inseguire i vecchi debiti, che spuntano come “funghi” ad ogni controllo fatto da Iacovacci, i cittadini restano spettatori di un paradosso: una “bravura” amministrativa decantata dai protagonisti, ma smentita dai piani di rientro forzati e dai pagamenti fuori tempo massimo. La domanda ora è solo una: quanti altri debiti del passato stanno per bussare alla porta del Comune?”.
Così, in una nota, il consigliere comunale d’opposizione, Dario Iacovacci.
