Sentenza ex Svar, sindaco Celentano e assessore Muzio esultano: “Pronti all’approvazione definitiva del Piano Olim Palus 2032”. Ma la sentenza non si esprime nel merito
Il Tribunale Civile di Latina – spiega in una nota l’amministrazione – ha rigettato la domanda, presentata dalla società Immobiliare Romagnoli, di retrocessione dei beni e dell’area acquisiti dal Comune di Latina attraverso esproprio nello spazio a tutti noto come ex Svar. Contestualmente, il Tribunale ha rigettato la richiesta di risarcimento danni, quantificata dalla stessa società in 7.645.77,62 euro.
Ne hanno dato notizia, questa mattina, il sindaco Matilde Celentano e l’assessore all’Urbanistica Annalisa Muzio, esprimendo soddisfazione per il verdetto che consente di procedere speditamente verso l’approvazione definitiva del piano di zona “Olim Palus 2032”, adottato con delibera di Consiglio comunale dello scorso gennaio.
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“Ringrazio l’Avvocatura comunale – ha affermato la prima cittadina – per l’egregio lavoro svolto in difesa degli interessi della collettività. La chiusura di questo contenzioso consentirà di portare a termine la rigenerazione urbana in un’area lasciata al degrado per troppi anni. Ringrazio, altresì, l’assessore Muzio per essersi presa carico di questa vicenda complessa, non soltanto dal punto di vista urbanistico ma anche giudiziario, considerando l’elevato numero di contenziosi che vanno avanti da tanti anni. La buona notizia di oggi conferma la validità dell’interesse pubblico alla realizzazione del piano di edilizia economica e popolare, che risolve l’esigenza abitative di 622 persone. Oggi si aprono prospettive reali e concrete per una trasformazione profonda dell’area. La nostra amministrazione vuole fornire risposte concrete e strutturate all’emergenza abitativa, lavorare per la riqualificazione urbanistica delle aree degradate e migliorare la qualità della vita in tutti i quartieri”.
“Ero fiduciosa dell’esito di questa causa – ha aggiunto l’assessore Muzio – perché stiamo lavorando alacremente per portare avanti l’edilizia pubblica, i piani di zona incluso quello riguardante l’ex Svar oggi piano Olim Palus 2032. Grazie alla costituzione del tavolo tecnico, istituito con deliberazione di giunta della scorsa estate, si è garantita la massima efficacia e rapidità nel portare avanti l’iter del piano, assicurando il coordinamento tra tutti i settori comunali coinvolti, inclusa l’Avvocatura. L’intervento sull’Ex Svar non rappresenta solo un’operazione di edilizia pubblica fondamentale e una ricucitura essenziale alla riqualificazione di tutto il quartiere, ma è una grande occasione di rigenerazione urbana e risanamento ambientale, a cui abbiamo lavorato per questi quasi tre anni di amministrazione, insieme agli uffici e ai dirigenti, che ringrazio, con studi approfonditi per dare finalmente esecuzione a un piano rimasto per anni bloccato. Ringrazio il presidente della commissione Urbanistica Roberto Belvisi e i commissari per il lavoro di approfondimento svolto, consentendo l’adozione del Piano all’inizio di quest’anno”.
In realtà, il giudice del Tribunale civile di Latina, Luca Venditto, si è pronunciato dichiarando il difetto di giurisdizione del Tribunale ordinario rimandando tutto al Tar. I privati, ossia la Immobiliare Romagnoli, assistita dall’avvocato Maurizio Giglio, puntavano con la causa civile alla restituzione del bene oggetto di esproprio e alla condanna del Comune al risarcimento dei danni per 7.645.772 euro. La decadenza della pubblica utilità significherebbe tornare in possesso di una ricca volumetria, per di più con i soldi del risarcimento. Un affare immobiliare che, in potenziale, sarebbe tra i colpi più ghiotti messi a segno nella città di Latina.
Secondo la Romagnoli, sarebbe decaduta la pubblica utilità, tanto più che “il Comune di Latina non avrebbe realizzato alcuna opera consequenziale alla dichiarazione di pubblica utilità e finalizzata all’intervento di Edilizia economia e popolare né tale intervento sarebbe possibile, stante i costi e i parametri di riferimento necessari per la costruzione, che si porrebbero al di fuori di ogni utilità”.
È stato lo stesso Comune di Latina a eccepire il difetto di giurisdizione e, nel merito, l’infondatezza delle domande della Immobiliare Romagnoli. Chiaramente l’ente di Piazza del Popolo ha negato anche che vi fosse stata la decadenza di pubblica utilità e il danno.
Per il giudice del Tribunale civile, che spiega la differenza tra retrocessione totale e retrocessione parziale del bene su non è stata compiuta l’opra pubblica, “si rende, dunque, necessaria una valutazione in ordine alla perdurante sussistenza dell’interesse pubblico perseguito dall’amministrazione convenuta, che non può essere oggetto di scrutinio da parte del giudice adito”.
Lo stesso giudice spiega di come “l’ente locale”, ossia il Comune di Latina, “non sia rimasto inerte, avendo al contrario posto in essere attività prodromiche alla realizzazione dell’opera programmata e per cui è stato operato l’esproprio, attività resasi necessaria anche in ragione dei conteziosi incardinati dalla società attrice o contro la stessa”.
Tuttavia, la domande della Romagnoli sulla sussistenza dell’interesse pubblico del bene espropriato va rivolta al giudice amministrativo, ossia al Tar di Latina.
