CONFISCATO IL PATRIMONIO DA 1 MILIONE DI DANIELE TRANQUILLI

Confisca da oltre 1 milione di euro nei confronti di Daniele Tranquilli, 52enne di Latina già noto per diversi procedimenti in merito allo smercio di droga

Nei giorni scorsi, i finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Latina, guidati dal tenente colonnello Nicola Davide Lorenzo, hanno dato esecuzione ad un provvedimento di confisca di primo grado emesso dal Tribunale di Roma – Sezione per l’Applicazione delle Misure di Prevenzione, che, in prosecuzione dell’iter processuale e sulla base della normativa prevista dal cosiddetto “Codice Antimafia”, ha disposto l’applicazione della misura patrimoniale relativamente a beni per un valore complessivamente stimato di oltre 1 milioni di euro appartenenti a un noto soggetti di Latina, il 52enne Daniele Tranquilli, considerato socialmente pericoloso in considerazione dei numerosi precedenti giudiziari per detenzione e spaccio di stupefacenti.

Da quanto emerso dalle investigazioni, e dai successivi accertamenti patrimoniali, la commissione di condotte delittuose, senza soluzione di continuità, ha consentito l’accumulo di illeciti profitti, rilevati in ragione del tenore di vita sproporzionato rispetto alle risorse lecitamente disponibili, così costituendo il presupposto soggettivo della pericolosità.

Il soggetto destinatario del provvedimento, negli anni, è risultato sistematicamente implicato in reati in materia di stupefacenti, come hanno dimostrato le indagini condotte a suo carico, che in un caso lo hanno visto sottoposto a misura cautelare in carcere.

Il patrimonio confiscato era già stato posto sotto sequestro su disposizione della citata Autorità Giudiziaria ad ottobre 2024, a seguito di richiesta del sostituto procuratore di Latina, Giuseppe Miliano. Le investigazioni patrimoniali condotte dal Nucleo di Polizia Economica – Finanziaria di Latina hanno interessato l’intero nucleo familiare della persona, consentendo, allo stato, di ipotizzare come lo stesso abbia accumulato un patrimonio sproporzionato rispetto ai redditi lecitamente dichiarati, composto da beni mobili registrati (autovetture, motocicli) e beni di lusso (orologi, gioielli e vini), disponibilità finanziarie, per un valore complessivo di oltre 1 milioni di euro.

Il provvedimento ablativo della Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Roma, è il risultato dell’impegno congiunto della Procura della Repubblica di Latina e della Guardia di Finanza, nel quadro delle strategie di aggressione patrimoniale dei beni acquisiti da soggetti che vivono abitualmente con i proventi di attività delittuose o che rappresentano il frutto o il reimpiego di attività illecite.

L’operazione testimonia il ruolo della Guardia di Finanza di presidio di legalità economico-finanziaria e, nel caso specifico, di aggressione dei patrimoni illeciti, ruolo che assume anche un valore anche “sociale”, poiché consente di restituire alla collettività le ricchezze accumulate nel tempo dalla criminalità.

Nel 2012, l’uomo subì un altro sequestro da centinaia di milioni di euro: quattrocentomila euro in contanti furono trovati dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Latina nascosti in un garage del capoluogo.

Tranqulli – come riportano le cronache di 12 anni fa – girava con  auto di lusso e nella sua bella abitazione state trovate diverse teche con rettili di valore, tra cui un pitone di 4 metri, e una cantina con celle frigorifere in cui erano conservate bottiglie pregiate. L’uomo  – secondo gli investigatori – aveva organizzato una vera e propria rete di spacciatori che per eludere i controlli erano dotati di schede telefoniche intestate acquistate attraverso l’utilizzo di documenti di riconoscimento contraffatti.

Nel 2012, Daniele Tranquilli, incensurato, fu arrestato insieme ad altri tre sodali. Secondo gli investigatori, con i soldi ricavati dall’illecita attività avrebbe condotto un tenore di vita molto elevato. In casa sua, al momento della perquisizione, i finanzieri rivennero anche diversi rettili, tra cui un  pitone lungo sei metri, tenuti in casa in grandi teche di vetro.

Secondo gli investigatori della Guardia di Finanza, l’allora 38enne avrebbe gestito una rete di spacciatori dotati di schede telefoniche intestate ad ignari cittadini di Latina ed acquistate attraverso l’utilizzo di documenti di riconoscimento contraffatti. Tale accortezza, adottata per rendere più difficoltose le eventuali investigazioni, era stata addirittura estesa agli acquirenti dello stupefacente che venivano dotati di telefonino (oltre 30 quelli sequestrati) e scheda, da usare unidirezionalmente per fissare gli appuntamenti in località concordate; solo allora, di persona, avvenivano gli ordinativi, le consegne ed i pagamenti.

La scaltrezza dell’organizzatore dell’illecito traffico, al fine di eludere eventuali investigazioni a suo carico, lo aveva portato, inoltre, a ricorrere al noleggio di autovetture che cambiava continuamente, nonché all’ausilio di un complice che svolgeva l’attività di corriere espresso per una nota impresa di trasporto, con filiale anche a Latina”.

Secondo i riscontri si sarebbe avvalso di alcuni complici che procedevano ad occultare i proventi dello spaccio, riciclandoli mediante versamenti di contante su conti correnti fittiziamente intestati ad altri e della collaborazione di un altro giovane che avrebbe percepito uno stipendio a fine mese.

Ad ogni modo, il processo maturato da questa maxi indagine si è prescritto dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Latina, Enrica Villani a giugno 2024, mentre per un altro procedimento penale, risalente al 2021, la posizione di Tranquilli è stata archiviata. Fatto sta che, ora, è scattata la confisca del patrimonio.

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