Tiberio, concluso il processo per corruzione che vedeva sul banco degli imputati il sindaco di Sperlonga, Armando Cusani
Il secondo collegio del Tribunale di Latina, presieduto dal giudice Elena Nadile, a latere le colleghe Francesca Zani e Clara Trapuzzano Molinaro, dopo una camera di consiglio fiume di oltre nove ore, ha pronunciato la sentenza a carico degli imputati alla sbarra per corruzione nel processo “Tiberio”. Di seguito le condanne: Armando Cusani 6 anni di recluzione, Isidoro Masi 7 anni, Nicola Volpe 8 anni e Antonio Avellino 6 anni. Condannati all’interdizione durante la pena e incapaci in perpetuo a contrattare con la pubblica amministrazione, oltrechĂŠ al risarcimento delle parti civili. Prescritti Massimo Pacini e Antonio Fabrizio.
Per via di questa condanna, scatterĂ la legge Severino per il sindaco di Sperlonga che verrĂ sospeso dalla carica di primo cittadino per 12 mesi. L’ex presidente della Provincia di Latina era presente in aula: dopo la lettura del dispositivo di condanna, si è seduto. Presenti anche gli altri imputati
Ă durato nove anni il processo scaturito dallâindagine Tiberio. A maggio 2017 câè stata la prima udienza per il procedimento penale che ha trattato diverse ipotesi di corruzione e turbativa dâasta tra Sperlonga, la Provincia di Latina e altri comuni pontini.
Lo scorso 20 gennaio, sono stati gli ultimi tre avvocati difensori Vincenzo Macari, Gianni Lauretti e Gaetano Marino a chiedere lâassoluzione per i rispettivi assistiti, sottolineando la genericitĂ delle accuse e lâassenza di qualsivoglia patto corruttivo.
Lo scorso 17 febbraio, era previsto che gli avvocati difensori contro-deducessero le due repliche del pubblico ministero Valerio De Luca depositate nelle scorse settimane. Contro-repliche che si sono svolte oggi, 17 marzo, dopo il rinvio dello scorso. Al contempo, è arrivata l’ordinanza del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Mara Mattioli, che ha emesso due ordinanze di arresti domiciliari per due co-indagati del sindaco nella nuova inchiesta sul sistema Sperlonga. Cusani è stato graziato dalla misura cautelare sebbene il Gip abbia scritto che non era commisurata la mera misura dell’obbligo di firma: in sostanza, sarebbe stata necessaria una richiesta piĂš restrittiva per le nuove ipotesi di corruzione.
Oggi, 17 marzo, prima che il Tribunale si ritirasse in camera di consiglio, è stata rigettata dallo stesso Tribunale l’istanza proposta dall’avvocato di parte civile, Francesco Di Ciollo, di acquisire le carte dell’ordinanza del Gip Mattioli soprattutto in riferimento alle ingerenze che sarebbero state messe in atto da Cusani e da un collaboratore rispetto ad alcuni testimoni del processo Tiberio.
A ottobre scorso, si era svolta la requisitoria del pubblico ministero Valerio De Luca, con la richiesta delle condanne a carico degli imputati, al netto di maturate prescrizioni per le turbative dâasta. A rimanere in piedi solo la corruzione, il reato piĂš grave. Il pubblico ministero, dopo circa due ore e mezza abbondanti di requisitoria, ha chiesto le pene: Armando Cusani 6 anni di reclusione; Nicola Volpe 8 anni; Antonio Avellino 6 anni, Isidoro Masi 7 anni. Non doversi procedere per diversi capi riguardanti la turbativa dâasta prescritta.
Come noto, il processo ruota attorno alla vicenda dellâHotel Grotta di Tiberio e di alcuni appalti, tra cui quello piĂš importante riferibile, per lâappunto, al complesso archeologico di Villa Prato a Sperlonga per un importo di 700mila euro. A sedere sul banco degli imputati, oltrechĂŠ al sindaco di Sperlonga Armando Cusani (ex DC e Forza Italia, al momento esponente della Lega), lâarchitetto Isidoro Masi, allâepoca dei fatti contestati in comando dalla Provincia presso il Comune di Sperlonga come Responsabile dellâUfficio Tecnico, lâex dirigente comunale Massimo Pacini e gli imprenditori Andrea Fabrizio, Antonio Avellino e Nicola Volpe. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Macari, Conca, Panella, Palmieri, Fusco, Lauretti, Pucci e Marino.
Lâattuale dirigente del settore Ambiente del Comune di Latina, Gian Pietro De Biaggio, ha giĂ patteggiato a 1 anno e 3 mesi nel procedimento âTiberioâ, coinvolto come responsabile dellâufficio tecnico del Comune di Prossedi.
Tutti sono accusati, a vario titolo, di aver messo in piedi un sistema illecito volto a favorire lâattivitĂ imprenditoriale del primo cittadino e a pilotare gare dâappalto a discapito della collettivitĂ . Turbativa dâasta e corruzione, i reati piĂš gravi contestati dallâindagine che è stata portata avanti dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Sperlonga. Uno degli imputati è deceduto: si trattava dellâimprenditore di Nettuno Mauro Ferrazzano (che fu condannato in abbreviato), le cui dichiarazioni sono ormai irripetibili, non piĂš in grado di essere smentite e quindi cristallizzate: proprio queste potrebbero significare un punto a favore dellâaccusa e un ostacolo difficile da superare per il sindaco di Sperlonga ed ex Presidente della Provincia di Latina, Armando Cusani. Quantomeno per il merito delle accuse.
Diverse le parti civili costituitesi nel processo: Comune di Sperlonga, Prossedi, Priverno, piĂš il confinante dellâHotel Tibero, Carmine Tursi, lâAssociazione antimafia âCaponnettoâ e, infine, i gli esponenti politici Alfredo Rossi, Marco Toscano, Alessandro Zori e Carla Di Girolamo. Proprio da Carmine Tursi, assistito dallâavvocato Francesco Di Ciollo, sono partite le denunce che hanno dato il via alle indagini dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Latina e della Stazione di Sperlonga. Al centro delle segnalazioni di Tursi gli abusi edilizi allâhotel âGrotta di Tiberioâ (ad oggi acquisito al patrimonio del Comune di Sperlonga in quanto completamente abusivo), che vedeva Cusani comproprietario col suocero e dal cui prende il nome lâinchiesta.
Una inchiesta che si è allargata successivamente a un sistema di appalti considerati truccati tra cui il suddetto complesso archeologico di Villa Prato, da 700mila euro; la ristrutturazione del Comune di Prossedi, da 230mila; lâaffidamento del servizio di pulizia delle strade extraurbane di Priverno, da 40mila; il restauro della scuola âSantoroâ di Priverno, appalto da 35mila euro. Sia Masi che Pacini, secondo lâaccusa, avrebbero garantito gli interessi di Cusani per lâhotel.
Nel novembre 2013 Armando Cusani fu sospeso dalla carica di presidente della Provincia e consigliere comunale di Speronga dallâallora Prefetto di Latina di allora, Antonio DâAcunto, che applicò la legge Severino in seguito alla condanna a un anno e otto mesi inflitta in primo grado dal Tribunale di Latina per abuso dâufficio. Il caso riguardava la rimozione del comandante dei vigili urbani di Sperlonga nel 2003, quando Cusani era sindaco del comune del sud pontino.
LA REQUISITORIA DEL PUBBLICO MINISTERO – Il pubblico ministero, che ha preparato una memoria di circa 100 pagine, ha ricostruito la genesi dellâinchiesta, partendo dalla vicende dellâalbergo e dellâabuso edilizio con le conseguenti e dovute sanzioni, mai emesse. Sarebbe questa per lâaccusa lâipotesi di corruzione per lâhotel sostanzialmente riconducibile al sindaco di Sperlonga âestremamente attivoâ. âCâera un evidente e incredibile conflitto dâinteressi â ha detto il pubblico ministero -. Allâepoca dei fatti câera una sentenza di condanna di abuso dâufficio e abuso edilizio per Cusani e Faiola (nda: responsabile dellâufficio tecnico prima di Pacini e Masini) rispetto allâhotel Grotta di Tiberioâ. Reati che, come noto, si conclusi con la prescrizione.
Masi era totalmente inerte nellâadottare provvedimenti nei confronti dellâalbergo. Al contempo, come ha ricostruito il pm, era attivo Carmine Tursi, il confinante dellâalbergo, inviando segnalazioni alla Procura sugli abusi dellâhotel. Nellâottobre 2012, ricorda lâaccusa, Cusani fu condannato per lâampliamento di volumetria dellâhotel Grotta di Tiberio: una sentenza che andava a decidere su una piccola porzione dellâhotel, ma con una motivazione di 80 pagine che descriveva lâhotel con diversi problematiche di natura edilizia. âLa sentenza venne notificata al Comune, ma avvenne un fatto inquietanteâ. Succede, infatti, che poco prima della sentenza (anno 2012), lâallora responsabile dellâUfficio Tecnico del Comune, Pacini, non avendo mai fatto accesso nellâhotel, a pochi mesi dalla suddetta sentenza, si reca nella struttura, rilevando che lâabuso edilizio delle vetrate era stato rimosso.
Successivamente, nel 2014, lâUfficio Tecnico viene ricoperto da Masi, che prende il posto di Pacini, essendo distaccato dalla Provincia di Latina. Lâimputato ottiene anche una proroga della sua mansione che andava a scadenza: âĂ Cusani che ha fortemente voluto Masi a dirigere quellâufficio tecnico. Masi accettò di ricoprire lâincarico per convenienza economica e una palese e dichiarato forma di volere compiacere Cusani, come si evince dalle intercettazioniâ. Nel periodo nel quale si svolgono le intercettazioni, anno 2016, Cusani è sospeso dalla carica di Sindaco in ragione della legge Severino (nelle more della condanna subita, il cui reato è andato prescritto): âCâè il vicesindaco Francescantonio Faiola a firmare i documenti, ma Masi rimane nel suo incarico solo per Armando Cusaniâ. In una intercettazione, Masi chiama Cusani e gli spiega di essere risentito dal sindaco reggente Faiola: âSe questo continua cosĂŹ, io lo mando affanculoâ. Masi era stato collocato allâUfficio Tecnico del Comune di Sperlonga da un sindaco in quel momento dalla Legge Severino.
A febbraio 2016, gli investigatori captano con una intercettazione ambientale che allâinterno dellâUfficio Tecnico si dovrebbe verificare una situazione inerente allâhotel Grotta di Tiberio (al momento dichiarato abusivo da Tar e Consiglio di Stato, con un ricorso in Cassazione ancora pendente). Masi, intercettato con un impiegato dellâUfficio Tecnico, spiega che sullâhotel, pur essendo sospeso, è Cusani ad aver deciso. Cusani â spiega il pm â si interessa affinchĂŠ in quellâUfficio Tecnico occupasse e permanesse come responsabile. La requisitoria del pm De Luca prosegue nel dimostrare le ingerenze di Cusani nellâufficio Tecnico, imponendo il suo uomo di fiducia e spendendosi per questioni di suo interesse personale. In altre intercettazioni, Cusani si interessa alle concessioni balneari: âLâUfficio Tecnico lavorava al ritmo dei voleri di Armando Cusaniâ. Ma è sullâalbergo che lâinfluenza di Cusani è evidente, puntualizza lâaccusa. Le sentenze si susseguono ma niente cambia rispetto allâhotel: nĂŠ, nel 2012, dopo la sentenza di condanna di Cusani; nĂŠ sulla sentenza di Cassazione sul primo sequestro dellâhotel che lo confermava. âNon succede nulla. DopodichĂŠ, nel gennaio 2017, câè lâarresto di Cusani proprio per lâinchiesta Tiberio.
Ă dal 2005 che lâhotel viene coinvolto in vicende di naturale penale, spiega il pm, per poi arrivare alla sentenza di Consiglio di Stato che ha dichiarato abusivo lâhotel. Ă lo stesso De Luca a leggere un passo della sentenza: âĂ emersa una situazione complessa di abusi ediliziâ. Un viluppo di abusi e conflitti dâinteresse che il pubblico ministero sottolinea piĂš volte nel corso della sua requisitoria.
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La seconda parte dellâindagine â prosegue il pm â si concentra su Isidoro Masi âmesso lĂŹ a dirigere lâufficio tecnico del Comuneâ. Lâallora responsabile ha contatti con Nicola Volpe, imprenditore. Finisce al centro delle attenzioni dei Carabinieri la gara dâappalto di Villa Prato a Sperlonga (il cui reato di turbativa è prescritto), a cui Volpe sarebbe stato interessato, cosĂŹ come Masi e Cusani. âVolpe, in concorso con Masi, che avrebbe dovuto curare lo svolgimento della gara, si è interessato allâalterazione della medesima garaâ. Ă lâindagine a palesare subito questo interesse con la prospettiva che si stia creando una cordata di imprese che parteciperanno alla gara: âFrutto di unâalterazione con Masi compartecipe. Regista dellâoperazione è Volpeâ. Ă il 15 febbraio 2016 e in quel giorno le intercettazioni registrano un contatto tra Volpe e Cusani: il primo ha una carica di consigliere comunale e conosce il sindaco di Sperlonga. Ă Volpe a chiamare Cusani: âCi vediamo allâhotel Ganimede e ci prendiamo un caffèâ. Dopo poco, Volpe chiama un altro imprenditore, Ferrazzano della Edilsafer: âSono venuto al mare a vedere la situazione, vedrò mio cuginoâ. Per i Carabinieri il âcuginoâ è Cusani, chiamato per âsistemare la storiaâ della gara dâappalto di Villa Prato. Nellâindagine, emerge lâelenco delle ditte che parteciperanno alla gara dâappalto, tra cui la Edilsafer di Ferrazzano. Seguono altre interlocuzioni e incontri fino a che, a fine febbraio, un sms di Volpe a Ferrazzano: âTutto a posto, al mare puoi procedere. Trattasi di altra persona, omonimo e mezzo parenteâ.
Dopo poco, lo stesso Volpe scrive a Cusani: âHo ricontrollato: sul dubbio che avevi, è solo unâomonimia. Si può andare avantiâ. Ma Volpe chiama anche Masi e gli dice: âTi ricordi quando mi hai parlato della partita di burraco e avevi perplessitĂ : ho verificato, è un omonimo e mezzo parente. Ă tutto a postoâ. Ancora dopo qualche giorno, Volpe chiama di nuovo Ferrazzano: âHo sentito mio cugino al mare e sono molto contenti che piazzano questo ombrellone. Secondo lâaccusa, sono tutte frasi criptiche che celano lâinteressamento per lâappalto di Villa Prato.
A marzo, viene protocollato al Comune di Campodimele (deputato a recepire), lâelenco delle ditte che parteciperanno alla gara dâappalto: âĂ evidente che sia frutto dei contatti dei giorni passati, compreso il problema dellâomonimiaâ. Prima dello svolgimento della gara, accadono altre questioni che fanno comprende â spiega lâaccusa â di come lâelenco delle ditte sia stato recepito da Masi per tramite di Volpe. Alcune ditte rispondono allâinvito e altre ditte rimangono silenti e non recepiscono la lettera del Comune. A fine marzo, viene fuori che vuole partecipare una ditta campana che non è stata invitata dallâEnte. Volpe e Masi si vedono e lo stesso Volpe chiama Ferrazzano: âCi sta un dubbio che mi puoi sciogliere solo te, giĂš al mareâ. Nelle intercettazioni, a fine marzo, esce fuori che âalla partita di beach câè un giocatore di Napoli che non câentra un cazzoâŚlo devi buttaâ al cessoâ, spiega Volpe.
Il 29 marzo è il giorno dâapertura delle buste e la ditta campana viene esclusa: âPer lâaccusa è un enorme riscontro a ciò che emergeâ. I sei giocatori per Villa Prato erano stati scelti, a parere dellâaccusa, da Volpe e Masi e il settimo doveva essere âbuttato fuoriâ. âRivendicano fortemente di aver elaborato la lista dei partecipantiâ. Ă Volpe, spiega il pm, ad aver architettato la gara con il consenso di Cusani.
A finire nella requisitoria del pm anche la gara dello spazzamento delle strade di Priverno a cui erano interessati Volpe e la Edilsafer di Ferrazzano che non figura. Volpe si fare intermediario tra lâingegnere Domenico DâAchille (che ha definito la sua pena nel giudizio abbreviato con pena di 3 anni) e unâimprenditore a cui spiega come svolgere la gara, compresi i ribassi da applicare. Secondo De Luca, però, Volpe prende contatti diretti anche con lâaltro soggetto che vuole partecipare alla gara: âNe diventa dominus, essendo a conoscenza di offerte e ribassiâ.
Altro capitolo è la gara per lâistituto scolastico di Priverno âSantoroâ. Alla gara viene invitata anche la Edilsafer di Ferrazzano, con lâintermediario Volpe. âIl giorno prima del 29 aprile 2016, ossia del bando, ci sono telefonate intercettate a carico di Volpe in cui lui parla e si interfaccia con un interlocutore e gli chiede di farli avere una pecâ. Il giorno precedente alla gara, Volpe chiama per farsi dare gli indirizzi pec delle tre ditte che verranno invitate.
