Accusata di rapina ed estorsione ai danni del 72enne pluri-omicida di Leona, Pasquale Guglietta, ascoltato oggi in udienza
È stato ascoltato, esaminato dal pubblico ministero Giuseppe Aiello, il 72enne pluri omicida, Pasquale Guglietta, l’uomo che, nell’ottobrem1990, si macchiò a Lenola dei delitti dei due fidanzati Silvano Quinto, 26 anni e Amalia Ponza, 20 anni.
Il caso ebbe una eco mediatica notevole. Guglietta, considerato all’epoca come un “pazzo innocuo” (così riportano le cronache dell’epoca), sparò contro i due fidanzati davanti ai famigliari dei medesimi.
Guglietta uccise prima il ragazzo, dopodiché si recò a casa della sua fidanzata e la fece fuori con le stesse modalità, suonando il campanello di casa.
L’uomo, già all’epoca considerato come un paziente psichiatrico, all’epoca si sarebbe costruito una storia di gelosia nella sua testa, arrivando a uccidere con una pistola calibro 7,65 i due fidanzati, lasciando nello sgomento un intero paese, peraltro molto piccolo, come Lenola.
È proprio per questo motivo che, anche a distanza di anni, nessuno voleva fare da badante a Guglietta il quale, anche nella giornata odierna, ha evidenziato le sue difficili condizioni di salute mentale. Chiamato a testimoniare, in qualità di persona offesa, ha fatto molta fatica a rispondere alle domande del pubblico ministero e dell’avvocato Peppe Arcangelo che difende la 27enne di Lenola, Vanessa Tramontana, accusata dei reati di rapina ed estorsioni adi danni di Guglietta.
La ragazza, finita in carcere per cinque mesi, successivamente liberata dal Giudice per le indagini preliminari per via di una gravidanza, è accusata di essersi introdotta in casa di Guglietta, di cui saltuariamente faceva da badante.
Una volta in casa dell’uomo, secondo l’accusa, la ragazza gli avrebbe chiesto insistentemente del denaro e, al rifiuto di questi, lo avrebbe colpito al volto con numerosi pugni e graffi, per poi strattonarlo e spingerlo, tanto da farlo cadere per le scale. Dopodiché, lo avrebbe costretto a seguirla presso il bancomat e, dopo averle fornito il pin, la ragazza avrebbe prelevato un importo da 50 euro.
La ragazza deve rispondere anche delle lesioni causate all’uomo e consistite in trauma allo zigomo e cranico, oltreché a una contusione alla guancia sinistra. Inoltre, secondo la Procura, la giovane si sarebbe appropriata anche di 1000 euro, nascosti sotto il letto di Guglietta, oltreché del suo cellulare e del portafogli.
I fatti, contestati al giugno 2024, sono stati negati per di più dallo stesso Guglietta che ha minimizzato rispetto all’aggressione subita. Il processo è stato rinviato per ascoltare l’ultimo testimone e concludersi con discussione e sentenza.
