BADANTE KILLER: TUTTO ARCHIVIATO

Badante killer, il Tribunale di Latina ha disposto l’archiviazione per il 48enne Mario Eutizia, auto-accusatosi di aver ucciso quattro anziani

Il giudice per le indagini preliminari di Latina, Giuseppe Cario, ha archiviato la posizione del 49enne di Napoli, Mario Eutizia, il reo confesso, cosiddetto badante killer, omicida di quattro anziani, uccisi tramite la somministrazione massiccia di farmaci. L’uomo, difeso dall’avvocato del foro di Santa Maria Capua Vetere, Antonio Daniele – e in precedenza anche dal collega Gennaro Romano, venuto a mancare a ottobre 2024 all’età di 39 anni -, esce fuori dalla inquietante vicenda di cui si era auto-accusato e che aveva coinvolti anziani di Latina.

È stato lo stesso pubblico ministero di Latina, Marco Giancristofaro, che aveva assunto il caso per competenza (Eutizia si auto-denunciò a Santa Maria Caputa Vetere e il fascicolo fu trasferito), a chiedere al giudice per le indagini preliminari l’archiviazione di Eutizia, la cui difesa ha sempre sostenuto in uno stato precario psicofisico. In sostanza, secondo il decreto di archiviazione disposto dal gip Cario, non vi è nesso tra la somministrazioni di farmaci anche in dosi superiori agli anziani da parte di Eutizia e l’evento morte. Ad essere esaminata dai consulenti della Procura pontina è stata la salma di Gerardo Chintemi, unico anziano tra le presunte vittime a non essere stato cremato: ebbene, l’uomo è morto per cause naturali, in ragione di problemi cardiologici cronici.

A febbraio 2025, il Gip Cario aveva anche accolto l’istanza di scarcerazione presentata dall’avvocato Daniele. Eutizia, che aveva lasciato il carcere di Santa Maria Capura Vetere, era stato liberato in ragione di una perizia disposta dalla Procura di Latina in cui era emerso che il sovradosaggio somministrato sull’unico corpo non cremato di una delle presunte vittime non aveva provocato la morte dell’anziano.

A ottobre 2024, il Tribunale del Riesame aveva confermato la custodia cautelare in carcere disposta dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Giuseppe Cario, a carico del 49enne di Napoli. Un mese prima, a settembre, si era svolto l’interrogatorio di garanzia per il 48enne napoletano Mario Eutizia. Il 22 agosto 2024 è la data in cui, davanti ai Carabinieri, Eutizia si era autoaccusato dei quattro omicidi di altrettanti anziani (di cui due di Latina), tramite la somministrazione massiccia di farmaci.

L’uomo, che presenta uno stato psicofisico e patologico piuttosto grave, avrebbe determinato, nella qualità di badante, il decesso mediante somministrazione di farmaci in misura eccedente al dosaggio massimo previsto e pertanto letale, asseritamente al fine di porre fine alle sofferenze di quattro persone anziane dallo stesso assistite, ossia quattro anziani deceduti tra il 2017 e l’anno in corso nelle province di Latina, Napoli e Salerno.

Il 17 settembre era stata eseguita, presso l’ospedale di Agropoli, l’autopsia sulla salma riesumata di Gerardo Chintemi, l’anziano di Vibonati, morto a 97 anni lo scorso marzo 2024. L’esame autoptico, disposto dal pm di Latina, Marco Giancristofaro, era stato eseguito sul corpo dell’unica vittima su cui era ancora possibile svolgere l’esame. I corpi degli altri tre anziani, compresi i due di Latina, erano stati, infatti, cremati, sebbene il pm Giancristofaro avesse chiesto le cartelle cliniche in modo tale da verificare le condizioni dei deceduti.

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Eutizia, accusato finora di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dalla minorata difesa, nell’ambito dell’interrogatorio di garanzia, aveva risposto al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Emilio Minio, che aveva interrogato l’uomo per rogatoria effettuata dal Tribunale di Latina. Il 48enne aveva risposto alle domande del magistrato, confermando quanto dichiarato e spiegando di come somministrava i farmaci e le modalità con le quali venivano acquistati e da chi. I farmaci sarebbero stati prescritti tutti dai medici di famiglia delle quattro vittime.

L’indagato aveva parlato anche della sua situazione di salute e si era quasi spogliato per far vedere le cicatrici dovute agli interventi subiti in Georgia per la sua delicata situazione cardiaca. L’uomo aveva anche spiegato di essere diabetico e non aver ricevuto, nel carcere casertano, le necessarie cure.

A margine, come si ricorderà, Eutizia deve rispondere anche di appropriazione indebita di circa 70mila euro per un procedimento penale distinto a Latina che non ha nulla a che vedere con la storia degli omicidi. L’uomo avrebbe prelevato i soldi dal conto di due anziani coniugi novantenni, negli anni tra il 2017 e il 2018. Il processo inizierà il prossimo 9 aprile 2026 davanti al giudice monocratico di Latina.

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