Una relazione al capolinea, rabbia e rancori mai sopiti, una discussione degenerata nel sangue. Venerdì pomeriggio a Porcia, in provincia di Pordenone, Fabrizio Barberini, 50 anni, originario di Latina e residente da diversi anni nella frazione di Rorai Piccolo, avrebbe aggredito l’ex compagna e ucciso il padre di lei, Marius Adrian Dorobantu, 59enne di origine romena, intervenuto in difesa della figlia. Una tragedia consumata in pochi minuti, davanti ai tre figli della coppia, in una villetta di via Zuccolo che per anni aveva tenuto segreti i suoi silenzi.
Secondo la prime ricostruzione, scrive il quotidiano Il Gazzettino, Barberini si sarebbe presentato nell’abitazione di via Zuccolo con l’intenzione di affrontare un chiarimento legato alla separazione. La discussione è presto degenerata: la donna, Andra Florina Dorobantu, 39 anni, sarebbe stata colpita con una bottiglia. Sembrava finita lì. Barberini è uscito di casa e lei si è barricata all’interno con i tre figli di 16, 7 e 4 anni.
La situazione è però precipitata nel momento in cui è arrivato il padre della donna, Marius Adrian Dorobantu, che abitava a meno di un chilometro di distanza, in via Monte Jouf. Intervenuto per proteggere la figlia, Barberini lo avrebbe colpito con una pietra. Alcuni vicini hanno sentito delle urla, poi il silenzio, poi le sirene.
La donna ha chiamato il 112 verso le 15.30. I poliziotti della Squadra Volante sono arrivati nel giro di pochi minuti e hanno trovato Dorobantu a terra sul vialetto antistante la villetta, esanime. Gli agenti gli hanno praticato il massaggio cardiaco senza interruzione fino all’arrivo dell’ambulanza e dell’automedica, ma non c’è stato nulla da fare: l’uomo era in arresto cardiaco e le manovre di rianimazione si sono rivelate inutili.
Barberini, alla vista dei soccorritori, avrebbe simulato uno stato comatoso. Ha biascicato qualcosa come «mi ha massacrato», pur non presentando lesioni apparenti. I parametri vitali erano nella norma, ma non reagiva e mostrava un apparente deterioramento neurologico. I medici rianimatori hanno deciso di intubarlo e trasportarlo in elicottero all’ospedale di Udine, dove la TAC non ha riscontrato alcuna anomalia.
A coordinare le indagini è il sostituto procuratore Federica Urban, presente sul luogo della tragedia insieme al procuratore Pietro Montrone. La Procura, in attesa dei referti medici, stava valutando nella serata di ieri se procedere all’interrogatorio immediato dell’uomo.
Sul fronte degli elementi raccolti, la polizia scientifica ha sequestrato una bottiglia in frantumi e dei cocci di vetro sul vialetto esterno. «C’è anche una pietra — ha confermato il procuratore Montrone — dovremo verificare se è quella usata per colpire la vittima e se è stato utilizzato anche dell’altro». La vittima presentava ferite alla testa. Il medico legale Antonello Cirnelli ha effettuato un primo esame esterno, dopodiché sono cominciate le ricerche di ulteriori reperti, protrattesi fino a tarda notte.
