INCHIESTA CHIOSCHI, VIETATO A SECCI DI VEDERE I FIGLI

Giovanni Secci
Giovanni Secci

L’ex vice sindaco di Sabaudia Giovanni Secci non può vedere per nessun motivo i figli. Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Giuseppe Cario, che ha respinto la richiesta avanzata dall’avvocato Renato Archidiacono, legale del politico di Forza Italia.

Secci si trova attualmente agli arresti domiciliari perché accusato di “turbata libertà del procedimento di scelta del contraente” in merito all’inchiesta sull’assegnazione dei chioschi a Sabaudia. Nella richiesta al Tribunale, presentata il 25 maggio scorso, il legale chiedeva l’autorizzazione per il suo assisto di poter incontrare i due figli nati nel primo matrimonio.

Lo scorso 29 maggio, il giudice per le indagini preliminari Giuseppe Cario ha respinto per la seconda volta una istanza presentata dal difensore di Secci. Nell’istanza l’avvocato chiedeva l’autorizzazione per consentire ai due figli, che hanno 32 e 35 anni, di incontrare il padre con cui non possono comunicare da febbraio scorso.

Nell’ordinanza, il giudice spiega che “rispetto al quadro cautelare già ritenuto per il quale è prescritto divieto di comunicazione non sono indicati nell’istanza elementi nuovi rilevanti permanendo il quadro cautelare già ritenuto”. Secondo il gip, “permangono le esigenze cautelari ritenute e le prescrizioni inerenti alla cautela in atto al fine di scongiurare interferenze del Secci con l’attività pubblicistica nella definizione delle pratiche relative alla gestione dell’attività balneare. Inoltre “permane il pericolo che abbia potere di controllo e determinazione in altri finalizzata ad orientare l’azione amministrativa distorta per favorire gli aggiudicatari finali a lui legati per essere stato in passato progettista degli stessi quale geometra”.

Il processo sui chioschi di Sabaudia inizierà il prossimo 13 luglio.

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