OMNIA 2, FALSA PARTENZA PER IL PROCESSO SULLO SCANDALO DEL CIMITERO

cimitero
Cimitero di via Bassiano, Sezze

Caso cimitero a Sezze, inizia zoppicante il processo derivante dalla maxi indagine “Omnia 2” che, nel 2021, turbò la città dei Monti Lepini

Falsa partenza oggi, 12 febbraio, per il processo che vede alla sbarra diverse persone coinvolte nel cosiddetto scandalo del cimitero che ormai cinque anni da sconvolse la città dei Monti Lepini, portando anche alla caduta dell’amministrazione Di Raimo. Tutti rinviati a giudizio e tre condanne col rito abbreviato, era stato questo l’esito dell’udienza preliminare a gennaio 2025, dinanzi al Gup del Tribunale di Latina, Barbara Cortegiano.

Condannati, invece, col rito abbreviato, per induzione indebita a dare o promettere utilità (reato riqualificato da quello più grave della corruzione) i tre imputati che avevano scelto il rito abbreviato.

Ad ogni modo, oggi, il terzo collegio ha dovuto rinunciare a svolgere il processo, in quanto il presidente Mario La Rosa ha svolto funzioni di giudice per le indagini preliminari, autorizzando le intercettazioni in fase di indagine. Peraltro, il giudice La Rosa si era già astenuto come giudice per l’udienza preliminare in ragione degli stessi motivi. Per tali ragioni, il processo è stato spostato al secondo collegio del Tribunale di Latina e inizierà il prossimo 19 maggio. In quella data, il secondo collegio stabilirà se qualche imputato dovrà tornare davanti al terzo collegio a causa delle possibili posizioni già prescritte.

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Il caso del cimitero di Sezze si origina dal procedimento penale scaturito dall’indagine Omnia 2 che a marzo 2021 portò a una serie di misure cautelari, tra cui due arresti in carcere per l’ex custode del cimitero Fausto Castaldi e l’ex dipendente comunale dell’Ufficio Tecnico di Sezze Maurizio Panfilio. L’indagine dei Carabinieri e della Procura di Latina – nata in realtà dalla Procura capitolina sulle tracce del caso di prostituzione minorile (e un giro che aveva coinvolto più minorenni) –, nella primavera del 2021, causò la fine dell’amministrazione guidata dall’ex primo cittadino Sergio Di Raimo.

A dover affrontare il processo, oltreché Castaldi e Panfilio, il figlio dell’ex custode e titolare di un’impresa edile Antonio Castaldi (classe ’80) e i titolari delle agenzie funebri Gianni (classe ’69) e Giusino Cerilli (classe ’57), Alfredo De Angelis (classe ’61), Fausto Perciballe (classe ’65) e Gianluca Ciarlo (classe ’72). E ancora i marmisti Francesco (classe ’74) e Antonio Fanella (classe ’72), più l’imprenditore di Santa Maria Capua Vetere Andrea Redi (classe ’67).

A processo anche Antonio Piccolo (ex consigliere comunale), Angelo Tomei (finanziere), Amerigo Francesco FicaccioAntonio Di Prospero (ex vice sindaco di Sezze), Giuseppe “Pino” ReginaldiPaolo Rosella (vigile urbano), Giulia MastrantoniMattia Benvenuto (ex Comandante dei Carabinieri a Sezze), Adelfo NardecchiaLuigi TasciottiAntonio PerciballeAntonio FeudoAlberto TestaMassimo Tomei, Maria Letizia PozziLoredana Maria Margani e Daniela Cocco.

I reati di cui devono rispondere, a vario titolo, gli indagati, riguardano imputazioni per: corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, in concorso e continuato; induzione indebita a dare o promettere utilità; distruzione, soppressione o sottrazione di cadavere, in concorso e continuato; peculato continuato; concussione in concorso; tentativo di minaccia o violenza in concorso per costringere a commettere un reato; esecuzione di lavori in assenza del titolo abilitativo e in violazione del regolamento di polizia mortuaria.

A Castaldi, viene attribuita anche l’ipotesi di reato di favoreggiamento della prostituzione, poiché, secondo l’accusa, in più occasioni, in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, avrebbe agevolato la prostituzione di una donna, organizzandole incontri sessuali con uomini (tra cui un indagato destinatario dell’avviso di conclusione indagine) presso la sua abitazione nella casa cimiteriale che le lasciava a disposizione.

Come parti civili il Comune di Sezze, assistito dall’avvocato Francesco Pietricola, e due privati cittadini: si tratta del proprietario di un loculo nel cimitero setino e la donna che riceveva uomini nella casa del custode Fausto Castaldi per prestazioni sessuali, assistiti dagli avvocati Virginia Ricci e Paolo Cardarello. La donna si è sentita danneggiata dal clamore mediatico che la vicenda del cimitero di Sezze ha avuto su di lei.

L’Associazione “Antonino Caponnetto”, invece, aveva rinunciato a costituirsi parte civile inviando una nota al Tribunale di Latina. Il nutrito collegio difensivo è composto dagli avvocati, Orlando Mariani, Italo Montini, Renato Archidiacono, Antonio Orlacchio, Dino Lucchetti, Giancarlo Vitelli, Marta Censi, Angelo Farau, Alessandro Rossi e Sinhue Luccone.

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