IMMOBILE CONFISCATO AI CASALESI, IL COMUNE DI FORMIA INTERESSATO AD ACQUISIRLO

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Comune di Formia

Formia, la Giunta Taddeo delibera l’acquisizione al patrimonio indisponibile del Comune di Formia dell’immobile confiscato ai Casalesi

La giunta comunale ha disposto una delibera ieri, 9 maggio, con cui manifesta all’Agenzia Nazionale dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata l’interesse dell’Amministrazione Comunale di Formia all’acquisizione al patrimonio indisponibile del Comune di un immobile in Via Rotabile 74.

L’immobile, specifica la delibera, sarà utilizzato per finalità di lucro, con i relativi proventi reimpiegati esclusivamente per la realizzazione della progettualità di carattere sociale e, secondo la norma, saranno utilizzati dall’Ente per l’incremento del patrimonio di edilizia residenziale pubblica da destinare alle categorie sociali più svantaggiate.

La manifestazione d’interesse doveva essere presentata entro 60 giorni da quando la cosiddetta ANBSC (Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata) ha informato il Comune di Formia e altri comuni dei beni derivanti da una ingente confisca risalente ad anni fa.

Si tratta di una confisca a carico di Mario D’Ambrosca e altri soggetti coinvolti in una indagine anti-camorra che ha portato a un processo arrivato fine in Cassazione con sentenza passata in giudicato (la sentenza in Cassazione arrivò nel 2018).

Il riferimento è a uno dei processi più rilevanti che coinvolse a più livelli il Clan dei Casalesi e i cosiddetti colletti bianchi scaturito dall’operazione Normandia 2. Tanti i reati contestati tra i quali associazione per delinquere di stampo mafioso, turbata libertà degli incanti, concorso esterno ed estorsione. Un viluppo tra imprenditoria, politica e camorra quello sul quale indagò la Procura di Napoli, in relazione alla
predisposizione concordata di offerte con gli imprenditori partecipanti a gare di evidenza pubblica, nonché all’allontanamento degli imprenditori non disponibili ad assecondarne le richieste.

Tra i condannati anche il boss dei Casalesi Antonio Iovine detto ’o Ninno e Nicola Schiavone, figlio di Francesco detto Sandokan. Condannati anche funzionari e amministratori. Per Mario D’Ambrosca è stata esclusa l’aggravante della finalità mafiosa e dichiarata la prescrizione di una delle contestazioni, assoluzione per l’altra. Tra i coinvolti anche l’ex politico Nicola Ferraro.

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