TOUCH&GO: SCARCERATO “CIUFFO”. ERA STATO ARRESTATO A LUGLIO PER ASSOCIAZIONE E SPACCIO

Lungomare di Scauri
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Inchiesta Touch&Go: esce dal carcere Daniele Scarpa detto “Ciuffo”, il 37enne di Minturno era stato arrestato lo scorso luglio dai Carabinieri di Formia

Il Gip del Tribunale di Roma, Dott. Ezio Damizia, ha accolto favorevolmente l’istanza presentata dall’avvocato Pasquale Cardillo Cupo in favore di Daniele Scarpa, arrestato lo scorso primo luglio in seguito all’operazione Touch and Go che ha sgominato un sodalizio di stampo camorristico operante tra Scauri, Formia, Gaeta e Ponza (solo per rimanere nei luoghi della provincia di Latina).

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Al 37enne Scarpa, nato a Formia ma residente a Minturno, cui vengono contestate l’associazione finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti aggravata dalle armi e da altre plurime aggravanti, oltre che ad alcuni reati fine, è stata disposta l’adozione del braccialetto elettronico presso la propria abitazione di Minturno.

Soddisfazione per la difesa che ritiene il giovane estraneo alle dinamiche contestate. È sostanzialmente la prima attenuazione di misura di custodia cautelare in riferimento all’indagine Touch&Go portata avanti dai Carabinieri di Formia e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma. Fino ad oggi, infatti, le accuse avevano integralmente retto anche innanzi al Tribunale del Riesame di Roma con la conferma pressoché totale dei 22 arresti eseguiti a luglio.

Per quanto riguarda Daniele Scarpa, che è stato uno dei 22 a finire dietro le sbarre, gli inquirenti sono convinti che il 37enne detto “Ciuffo” sia stato uno dei terminali della vendita della droga da parte dei fratelli Scotto, Stefano Forte detto “Fortone” e Michele Aliberti tutti e quattro arrestati nell’operazione antimafia.

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“Ciuffo”, come si legge nell’ordinanza, è stato inquadrato come un soggetto dal “doppio” ruolo: sia rivenditore che corriere di stupefacente in numerose occasioni e per diversi mesi. Ecco perché, secondo il Pm della DDA romana Corrado Fasanelli che ne aveva chiesto l’arresto, sussisteva in Scarpa il pericolo di recidiva specifica. “Ciuffo”, scrivevano gli investigatori, ha dimostrato una rilevante determinazione nella partecipazione all’associazione prendendo anche il posto del minturnese Diego Camerota dopo l’arresto di quest’ultimo avvenuto ad aprile 2016. Fu in seguito a questo fatto, che impedì a Camerota di stare su piazza, che, secondo l’inchiesta, gli associati investirono per l’attività di spaccio sugli Scarpa che si servivano di Constantin Cismaseanu per la custodia della sostanza stupefacente e in seguito dell’albanese Eduart Lena, controllato già in passato con i componenti del gruppo a casa di Danilo Clemente.

Diversi i contatti di Scarpa con Domenico Scotto nell’ambito della rivendita di stupefacenti “come emerge dal fatto che il suo nome è annotato nel foglietto attinente presumibilmente alla contabilità della droga rinvenuto nell’autovettura di Scotto in occasione del controllo del 12 marzo 2019 (“Ciuffo 350”)“.

Infatti, il 12 marzo 2019, a Formia, i Carabinieri procedettero al controllo del suddetto Domenico “Mimmo” (o “Peppe”) Scotto che viaggiava in auto con Walter Palumbo (altro indagato) e all’interno del mezzo, nascosti nel sottotetto dell’abitacolo, trovarono alcuni foglietti riportanti nomignoli, importi di denaro, quantitativi di sostanza stupefacente.
La somma degli importi riportati a fianco dei rispettivi nomignoli è stata calcolata in circa 150mila euro. Tra i destinatari dello stupefacente sono stati individuati numerosi soggetti co-indagati in “Touch&Go”, tra cui per l’appunto Daniele Scarpa, oltreché a Armando Danilo Clemente e Giancarlo Di Meo.

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