SOVRAFFOLLAMENTO E CATTIVE CONDIZIONI IGIENICHE NELLA GESTIONE DEI RIFUGIATI AD APRILIA

Il centro di accoglienza per richiedenti asilo "Rehema" è nella frazione di Campoverde del Comune di Aprilia

Nell’articolo Karibu grande signora di Umuganda (2°parte ) Latina Tu aveva segnalato alcune criticità nella gestione dei rifugiati da parte della cooperativa sociale Karibù all’interno del Centro di Accoglienza Straordinaria “Rehema” nei pressi della frazione di Campoverde nel Comune di Aprilia. Ora la conferma arriva dalla Prefettura di Latina in un documento redatto lo scorso 23 maggio a firma del Direttore dell’Esecuzione del Contratto di appalto, dott.ssa Rosella Di Giulio. La lettera indirizzata alla cooperativa e per conoscenza al Responsabile unico del Procedimento, dott.ssa Maria Pia Temporale, e al Viceprefetto vicario, dott.ssa Vittoria Ciaramella, fa riferimento ad una visita ispettiva del 13 novembre 2018 effettuata da funzionari di Piazza della Libertà.

CARENZE IGIENICHE NEL CENTRO

Nella missiva si evidenziano una serie di inadempimenti riscontrati durante il sopralluogo in ordine al capitolato di appalto sottoscritto dalla Karibù. In primo luogo presso la struttura localizzata a 5 km dal centro abitato di Aprilia vi è una carenza di di condizioni igienico-sanitarie dovute ad una scarsa pulizia di tutti i locali. Gli ospiti fanno le pulizie per conto proprio senza l’ausilio di una ditta che provvede alle pulizie più approfondite nonostante supporto di un’impresa sia previsto nello stesso capitolato di appalto.

Marie Thérèse Mukamitsindo, Presidente e fondatrice della cooperativa sociale Karibù (fonte YouTube.com).

MOBILI VETUSTI O ASSENTI

In secondo luogo nelle stanze di alcuni beneficiari sono state rinvenute prese elettriche con prolunghe, anche doppie, non previste dalle norme di salute e sicurezza sul lavoro. In terzo luogo è stato segnalato che in tutte le stanze ci sono mobili vetusti e in alcuni casi assenti. Ne consegue una situazione di disordine generalizzato e scarsissima pulizia.

EVIDENTE SOVRAFFOLLAMENTO

Quarto punto è il sovraffollamento delle stesse stanze, dichiarato anche in un verbale dell’ASL del 19 novembre 2018. Secondo le indicazioni dell’ASL la capienza massima della ricettività della struttura non può superare le 46 presenze, mentre gli ospiti effettivamente presenti sono 62. Non si comprende inoltre perché vi fosse un numero di letti (14 per l’esattezza) maggiore rispetto ai beneficiari, tutti uomini, presenti al momento dell’ispezione.

STANZE NON IDONEE

Quinto aspetto toccato dal documento sono gli spazi comuni ritenuti insufficienti. Al piano terra, dove si trova la sala ristoro, sono posizionate due stanze da letto che non sono state ritenute idonee dalla ASL. Queste camere sono prive di finestre con apertura verso l’esterno. Le due lavatrici a disposizione dei rifugiati sono insufficienti alle esigenze di 62 persone.

NESSUNA INTEGRAZIONE

Ulteriore criticità è il servizio dei pasti gestito da una ditta esterna che consegna giornalmente: la fornitura risulta insufficiente per il numero di richiedenti asilo. Nei frigoriferi sono stati rinvenuti vasetti di yogurt, confezioni di latte e wurstel già scaduti. Infine gli ospiti del centro risultano poco curati dagli operatori e non sono coinvolti in attività ricreative e sportive. Né tantomeno sono integrati nella comunità locale.

AZIONI DI DISINFESTAZIONE E DERATTIZZAZIONE

La prefettura rivolge una serie di prescrizioni nei confronti della cooperativa di Marie Thérèse Mukamitsindo. Si sollecita l’esecuzione di interventi anche straordinari per risolvere le scarse condizioni igienico-sanitarie di Rehema. Queste operazioni dovranno esser accompagnate da azioni di disinfestazione e derattizzazione.

UMIDITÀ E MUFFE NELLE STANZE

Le autorità prefettizie invitano per giunta ad adeguare le stanze ai normali standard di igiene evitando nelle stesse la conservazione di cibi deteriorabili. Si raccomanda perciò di garantire la salubrità del cibo e di realizzare urgentemente interventi di pulizia straordinaria. Nello specifico sarà necessario rimuovere umidità e muffe nelle stanze. Il mobilio in dotazione dovrà essere conforme alla normativa e quello fatiscente dovrà essere sostituito.

Prefettura di Latina
La sede della Prefettura in Piazza della Libertà, Latina

ASSENZA DI PRESIDI ALL’ENTRATA E ALL’USCITA

Si intima di seguito l’eliminazione di prolunghe, fili elettrici e fornelli elettrici all’interno delle stanze e il ripristino degli impianti di riscaldamento anche nei bagni interni delle stanze. Dal documento sembrerebbero emergere anche mancati aggiornamenti delle schede personali degli ospiti. Una situazione già deprecabile che si aggrava se si pensa che nel centro, suddiviso in due unità immobiliari, mancato presidi di controllo all’entrata e all’uscita. La tracciabilità, attraverso apposti report, appare carente anche per quanto concerne i servizi di assistenza alla persona. Ne deriva l’impossibilità di valutare il sostegno socio-psicologico agli ospiti, per cui si prescrive un potenziamento.

MANCATA CANDIDATURA AL BANDO SUI CAS

La cooperativa, entro 10 giorni dal ricevimento della lettera, dovrà predisporre idonee iniziative per eliminare le criticità elencate, oltre a fornire adeguate giustificazioni al fine di determinare le sanzioni che saranno assegnate. Benché il documento della Di Giulio sia molto dettagliato, appare tuttavia tardivo rispetto ad un verbale redatto dagli ispettori al termine di una visita risalente a più di sei mesi fa. Tardivo anche in ragione del fatto che la Karibù, non avendo partecipato all’ultimo bando emesso dalla Prefettura in materia di gestione dei Cas (scaduto il 6 maggio), dovrà lasciare la struttura di Campoverde come tutti gli altri centri d’accoglienza nella Provincia.

Marie Thérèse Mukamitsindo premiata ai MoneyGram awards 2018 come imprenditrice straniera dell’anno alla presenza dell’ex Presidentessa della Camera dei Deputati Laura Boldrini.

CREDITI PIGNORATI

Sembra che ad aver contribuito alla mancata candidatura al bando sia la difficile situazione finanziaria della cooperativa, dimostrata dal pignoramento dei crediti disposto dal Tribunale ordinario di Latina lo scorso autunno. Sulla base di un decreto ingiuntivo del Tribunale del 28 settembre scorso, il custode giudiziario il 14 dicembre aveva intimato alla Karibù il pagamento di 139mila euro. Non avendo la cooperativa dato alcun esito all’intimazione, a quel punto l’ufficiale giudiziario aveva sottoposto a pignoramento tutti i crediti vantati dalla Mukamitsindo. Crediti nei confronti di Ministero degli Interni, Regione Lazio, Comune di Latina e di Sezze, oltre che nei confronti di tre Istituti di credito italiani. La cifra pignorata corrispondeva al valore della somma da versare al creditore insoddisfatto.

QUALE FUTURO?

La vicenda dei crediti pignorati della Karibù nei confronti del Comune di Sezze è stata oggetto di un’interrogazione presentata dal membro del consiglio Giovan Battista Moraldo (gruppo “Biancoleone”) lo scorso 14 maggio. Se la cooperativa sociale di origini setine possiede ancora futuro, appare arduo lo che possa ancora rivolgere all’accoglienza e assistenza dei richiedenti asilo.

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