SOTTO CHIAVE I BENI DI CERILLI E BERNARDI TRA SEZZE E ROCCAGORGA: SEQUESTRO PER UN VALORE DI 1,5 MILIONI DI EURO

Roma, Sezze e Roccagorga. Operazione dei Carabinieri. esecuzione di decreto di sequestro anticipato finalizzato alla confisca

Dalle prima ore di questa mattina, a Roccagorga, Sezze e Roma, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Latina, insieme ai militari delle Compagnie di Latina, Terracina e Formia, hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro anticipato finalizzato alla confisca emesso dal Tribunale di Roma – Sezione speciale per l’applicazione delle misure di prevenzione, su richiesta della Procura della Repubblica di Latina.

La misura cautelare reale ha interessato beni per un valore complessivo di circa 1.500.000 euro, riconducibili a 2 soggetti: Stefano Bernardi, 64 anni, e Stefano Cerelli, 37 anni, rispettivamente residenti nel comune di Roma e Roccagorga.

L’operazione scaturisce da articolate indagini patrimoniali condotte dal Nucleo Investigativo, dalla fine del 2023 al febbraio 2026, nei confronti dei due soggetti, legati anche da un pregresso vincolo di convivenza ventennale, che hanno permesso di accertare il sistematico reimpiego di capitali di provenienza illecita per l’acquisizione di beni mobili, immobili e attività commerciali. Tali ricchezze sono risultate fittiziamente intestate a familiari dei proposti, con il chiaro intento di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali.

Gli approfondimenti investigativi hanno permesso di riscontrare come l’accumulo di tale patrimonio sarebbe avvenuto in un arco temporale in cui i due indagati avrebbero manifestato una spiccata e comprovata pericolosità sociale. In particolare, Bernardi annovera precedenti penali sin dalla giovane età, tra cui figura una condanna, divenuta irrevocabile nel 2016, conseguita a un’indagine della Procura della Repubblica di Salerno che ha permesso di documentare le sue responsabilità quale figura di spicco nell’ambito del panorama criminale legato al traffico e alla distribuzione di sostanze stupefacenti. Bernardi, originario di Roccagorga, nel 2009 avrebbe venduto 150 chili di marijuana al clan salernitano di Giuseppe Alfano, detto ‘o squalo.

Bernardi, artigiano di Roccagorga, nel febbraio 2011, era finito in manette con l’accusa di spaccio di droga in affari con la camorra, nell’ambito dell’inchiesta campana “Carpe Diem”, incentrata sul clan salernitano degli Alfano.

Il secondo soggetto, Stefano Cerilli, parimenti caratterizzato da un’elevata capacità criminale, documentata nel tempo, è stato sottoposto per due anni alla misura della Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza con obbligo di soggiorno, terminata lo scorso febbraio.

Cerilli, nel 2021, fu coinvolto in una maxi operazione anti-droga denominata “Il Tempio” (dal nome del ristorante “Il Tempio dei Templari” che Cerilli gestiva a Roccagorga) condotta dalla Squadra Mobile di Latina. A luglio 2022 è stato condannato col rito abbreviato a 7 anni di reclusione. Per gli inquirenti, Cerilli era il “leader indiscusso” del gruppo lepino dedito allo spaccio tra Roccagorga e Sezze.

Due gli episodi da cui è partita l’indagine della Squadra Mobile: si tratta degli arresti, risalenti ad aprile 2020, a carico di Stefano Cerilli, Ennio Reffe e Angelo Di Veroli quando i primi due furono trovati con oltre sette chili di droga sulla Pontina; una perquisizione della Polizia, a settembre 2019, nel ristorante di Cerilli, “Il Tempio dei Templari” a Roccagorga, dove furono trovate 150mila euro in contanti e un quadernone con sigle, nomi e cifre.

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In virtù delle evidenze raccolte, il Tribunale di Roma, su richiesta formulata dalla Procura della Repubblica di Latina, ha disposto dunque il sequestro di 3 immobili ubicati a Sezze e Roccagorga, quali un appartamento, il ristorante succitato e un bar-tabacchi, i beni aziendali relativi alle appena citate attività, oltre a 4 autovetture, di cui due di lusso, una utilizzata per cerimonie e un’utilitaria, il patrimonio aziendale di ulteriori due società rispettivamente impegnate nel settore edile e in quello della organizzazione di eventi, nonché i conti correnti intestati ai preposti, alle società a loro riconducibili e ai familiari più stretti.

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