Sede di Ecoambiente srl, Borgo Montello
Sede di Ecoambiente srl, Borgo Montello

SOSTANZE CANCEROGENE E INQUINAMENTO A BORGO MONTELLO, MA PER ECOAMBIENTE LA BONIFICA È “RIUSCITA”

in Cronaca/Notizie

La nota di Ecoambiente, una delle due società che gestisce gli invasi della Discarica di Borgo Montello, apparsa oggi sul quotidiano pontino Latina Editoriale Oggi, fa molto discutere. Per la società Ecoambiente controllata dal gruppo Cerroni (ndr: Manlio Cerroni, il cosiddetto “Supremo”, l’imprenditore più potente nel settore rifiuti delle ultime decadi), la bonifica, per quanto riguarda gli invasi di sua competenza, sarebbe cosa fatta.
A dirlo, una relazione commissionata da Ecoambiente al professor Umberto Belluco dell’Università di Padova, affiancato dal geologo Umberto Manara e dal chimico Gabriella Jaforte che commentano la relazione firmata dai tecnici Domenico Longo e Mauro D’Angelantonio, inviata al Dirigente del Servizio Suolo e Bonifiche di Arpa Lazio Marco Le Foche di cui Latina Tu ha dato conto il 12 maggio scorso (leggi di seguito).

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Conclusioni, quelle a cui arrivano i tecnici di parte, che non possono che lasciare basiti (per rimanere sul velluto): è la stessa Arpa che parla ancora di sostanze cancerogene rilevate nelle operazioni di campionamenti dell’acqua di falda della discarica di Borgo Montello realizzate tra il 10 e il 17 febbraio scorso sia nei piezometri di Ecoambiente che in quelli dell’altra società che gestisce gli invasi di Monte Inferno, Indeco.

Consci di quella che appare una enorme incongruenza, Latina Tu ha chiesto un parere a Giorgio Libralato, tecnico ed ambientalista, nonché consulente del Comitato di Via Monfalcone che è parte civile nel processo, che si tiene al Tribunale di Latina, a carico dell’ex management di Ecoambiente proprio sul possibile inquinamento della falda acquifera.
Libralato, oltreché a rispondere tramite ampi stralci della sunnominata relazione di Arpa Lazio, si domanda se la bonifica data per “riuscita” sia una conclusione dei tecnici di Ecoambiente o una libera interpretazione della Redazione del giornale diretto da Alessandro Panigutti.

Giorgio Libralato
Giorgio Libralato

LA NOTA DI GIORGIO LIBRALATO

Con riferimento all’articolo non firmato dal titolo “Ecoambiente dopo i prelievi Arpa: «Bonifica riuscita» – Borgo Montello, I lavori di risanamento e messa in sicurezza intrapresi a partire dal 2010 avrebbero dato gli esiti sperati” «Il sito che ospita le discariche non è più contaminato rispetto alla situazione pre-bonifica» riportato oggi a pag. 17 del quotidiano “Latina editoriale oggi” non si comprende se la fonte sia la società, che può dichiarare ciò che vuole, oppure una libera interpretazione della Redazione. In ogni caso non corrisponde al vero o almeno non corrisponde alla relazione, alle analisi e agli esami effettuati, in contraddittorio all’interno della discarica di Borgo Montello. Infatti, in entrambi i siti, in diversi piezometri si sono verificati una lunga serie di non conformità che farebbero pensare che non solo non c’è stata la bonifica, ma che addirittura la situazione potrebbe essere peggiorata rispetto ai dati preesistenti al progetto di bonifica.
Di seguito si riportano, infatti, ampi stralci della relazione dell’Arpa Lazio cui si fa riferimento nell’articolo. I cittadini sono “abituati” da quasi
50 anni di “errori”, di scelte sbagliate, di autorizzazioni illegittime, comunque di inquinamento che continua tuttora come dimostrano inequivocabilmente le stesse analisi Arpa Lazio e come dimostrano, purtroppo, le giornaliere (o quasi) ventatine di puzza, aerosol e inquinanti vari nelle case in via Monfalcone. Quasi 50 anni di cronaca nera, processi, disastro ambientale in atto che dovrebbe essere stato sufficiente a far chiudere il sito tra indagini, sequestri, arresti, confische, condanne definitive per inquinamento, interventi della mafia, vittime civili, migliaia di pagine delle commissioni contro mafie ed ecomafie. Purtroppo a volte con la compiacenza di alcuni rappresentanti istituzionali (anche di chi faceva parte della commissione antimafia), dirigenti o commissari e anche di una certa parte dell’informazione. A volte anche finanziata (anche sotto forma di pubblicità) da imprenditori del settore (ndr: il titolare della concessionaria pubblicitaria “Iniziative Editoriali” per Latina Oggi e Ciociaria Oggi è l’imprenditore romano Valter Lozza, attivo nel ramo discariche e con interessi economici nel Lazio; tramite la Mad srl controlla le discariche di Roccasecca, in località Cerreto, provincia Frosinone, e di Fosso Crepacuore a Civitavecchia). Quest’articolo arriva, guarda caso, mentre la conferenza dei sindaci dovrebbe indicare i siti, e in Regione sta per essere approvato (o almeno sta per arrivare in aula), il Piano regionale dei rifiuti

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Estratto della relazione tecnica dell’Arpa Lazio protocollo 0028319 del 07/05/2020 avente per Oggetto: Discarica di Borgo Montello, loc. Borgo Montello – Latina (LT). Trasmissione esiti analitici campionamento in contraddittorio acque sotterranee.

Gli esiti degli accertamenti analitici restituiti laboratorio di ARPA Lazio – per il settore di pertinenza della Ecoambiente S.r.l. – hanno evidenziato, limitatamente ai parametri analizzati e nei limiti di sensibilità dei metodi adottati:

per il campione di acqua di falda prelevato dal piezometro identificato con la sigla MW6 (NRG 2398 del 11.02.2020); la non conformità dei parametri analizzati rispetto alle concentrazioni soglia di contaminazione (CSC) previste dalla Tabella 2, Allegato 5, Titolo V della Parte IV del D.Lgs. 152/06 e ss.mm.ii., per i seguenti parametri: metalli e metalloidi: Arsenico in concentrazione pari a 41,6 μg/l (la CSC risulta pari a 10 μg/l);

Ferro in concentrazione pari a 10400 μg/l (la CSC risulta pari 200 μg/l); Manganese in concentrazione pari a 187 μg/l (la CSC risulta pari a 50 μg/l), per i composti organici alifatici clorurati cancerogeni: Triclorometano (cloroformio) in concentrazione pari a 2,8 μg/l (la CSC risulta pari a 0,15 μg/l).

Per il campione di acqua di falda prelevato dal piezometro identificato con la sigla MWP4 (NRG 2400 del 11.02.2020); la non conformità dei parametri analizzati rispetto alle concentrazioni soglia di contaminazione (CSC) previste dalla Tabella 2, Allegato 5, Titolo V della Parte IV del D.Lgs. 152/06 e ss.mm.ii., per i seguenti parametri: metalli e metalloidi: Arsenico in concentrazione pari a 15,5 μg/l (la CSC risulta pari a 10 μg/l);

Ferro in concentrazione pari a 17800 μg/l (limite proposto da ISS pari a la CSC risulta pari 200 μg/l); Manganese in concentrazione pari a 1410 μg/l (la CSC risulta pari a 50 μg/l); per i composti organici alifatici clorurati cancerogeni: Triclorometano (cloroformio) in concentrazione pari a 2 μg/l (la CSC risulta pari a 0,15 μg/l); per i clorobenzeni: 1,4-Diclorobenzene in concentrazione pari a 4,0 μg/l (la CSC risulta pari a 0,5 μg/l);

per il campione di acqua di falda prelevato dal piezometro identificato con la sigla C1 (N.R.G.2404 del 11.02.2020); la non conformità dei parametri analizzati rispetto alle concentrazioni soglia di contaminazione (CSC) previste dalla Tabella 2, Allegato 5, Titolo V della Parte IV del D.Lgs. 152/06 e ss.mm.ii., per i seguenti parametri: metalli e metalloidi:

Arsenico in concentrazione pari a 20,3 μg/l (la CSC risulta pari a 10 μg/l); Ferro inconcentrazione pari a 373 μg/l (limite proposto da ISS pari a la CSC risulta pari 200 μg/l);

Manganese in concentrazione pari a 1650 μg/l (la CSC risulta pari a 50 μg/l); per i composti organici alifatici clorurati cancerogeni: Triclorometano (cloroformio) in concentrazione pari a 1,3 μg/l (la CSC risulta pari a 0,15 μg/l).

Per il campione di acqua di falda prelevato dal piezometro identificato con la sigla MW24 (NRG 2526 del 11.02.2020); la non conformità dei parametri analizzati rispetto alle concentrazioni soglia di contaminazione (CSC) previste dalla Tabella 2, Allegato 5, Titolo V della Parte IV del D.Lgs. 152/06 e ss.mm.ii., per i seguenti parametri: metalli: Ferro in concentrazione pari a 354 μg/l (la CSC risulta pari 200 μg/l); Manganese in concentrazione pari a 119 μg/l (la CSC risulta pari a 50 μg/l); per i composti organici alifatici clorurati cancerogeni: Triclorometano (cloroformio) in concentrazione pari a 2,7 μg/l (la CSC risulta pari a 0,15 μg/l); con la sigla MW25 (NRG 2527 del 11.02.2020); la non conformità dei parametri analizzati rispetto alle concentrazioni soglia di contaminazione (CSC) previste dalla Tabella 2, Allegato 5, Titolo V della Parte IV del D.Lgs. 152/06 e ss.mm.ii., per i seguenti parametri.

Metalloidi: Arsenico in concentrazione pari a 38,3 μg/l (la CSC risulta pari a 10 μg/l); per i composti organici alifatici clorurati cancerogeni: Triclorometano (cloroformio) in concentrazione pari a 1,6 μg/l (la CSC risulta pari a 0,15 μg/l); per i composti organici alifatici clorurati non cancerogeni: 1,2-Dicloropropano in concentrazione pari a 0,3 μg/l (la CSC risulta pari a 0,15 μg/l);

per il campione di acqua di falda prelevato dal piezometro identificato con la sigla PM5 (N.R.G.2529 del 11.02.2020); la non conformità dei parametri analizzati rispetto alle concentrazioni soglia di contaminazione (CSC) previste dalla Tabella 2, Allegato 5, Titolo V della Parte IV del D.Lgs. 152/06 e ss.mm.ii., per i seguenti parametri: metalli: Manganese in concentrazione pari a 442 μg/l (la CSC risulta pari a 50 μg/l); per i composti organici alifatici clorurati cancerogeni: Triclorometano (cloroformio) in concentrazione pari a 1,3 μg/l (la CSC risulta pari a 0,15 μg/l).

Per il campione di acqua di falda prelevato dal piezometro identificato con la sigla PM8 (N.R.G.2530 del 11.02.2020); la non conformità dei parametri analizzati rispetto alle concentrazioni soglia di contaminazione (CSC) previste dalla Tabella 2, Allegato 5, Titolo V della Parte IV del D.Lgs. 152/06 e ss.mm.ii., per i seguenti parametri: composti organici alifatici clorurati cancerogeni: Triclorometano (cloroformio) in concentrazione pari a 0,5 μg/l (la CSC risulta pari a 0,15 μg/l).

Per il campione di acqua di falda prelevato dal piezometro identificato con la sigla PM9 (N.R.G.2531 del 11.02.2020); la non conformità dei parametri analizzati rispetto alle concentrazioni soglia di contaminazione (CSC) previste dalla Tabella 2, Allegato 5, Titolo V della Parte IV del D.Lgs. 152/06 e ss.mm.ii., per i seguenti parametri: metalli: Cromo VI in concentrazione limite pari a 5 μg/l (la CSC risulta pari a 5 μg/l); per i composti organici alifatici clorurati cancerogeni: Triclorometano (cloroformio) in concentrazione pari a 0,7 μg/l (la CSC risulta pari a 0,15 μg/l); ); per i composti organici alifatici clorurati non cancerogeni: 1,2,3-Tricloropropano in concentrazione pari a 0,1 μg/l (la CSC risulta pari a 0,001 μg/l).

Gli accertamenti analitici – per il settore di pertinenza della Ind.Eco. S.r.l. – restituiti dal laboratorio di ARPA Lazio hanno evidenziato, limitatamente ai parametri analizzati e nei limiti di sensibilità dei metodi adottati:

per il campione di acqua di falda prelevato dal piezometro identificato con la sigla MW21 (N.R.G.2695 del 13.02.2020); la non conformità dei parametri analizzati rispetto alle concentrazioni soglia di contaminazione (CSC) previste dalla Tabella 2, Allegato 5, Titolo V della Parte IV del D.Lgs. 152/06 e ss.mm.ii., per i seguenti parametri: metalli: Manganese in concentrazione pari a 1830 μg/l (la CSC risulta pari a 50 μg/l); per i composti organici alifatici clorurati cancerogeni: Triclorometano (cloroformio) in concentrazione pari a 0,6 μg/l (la CSC risulta pari a 0,15 μg/l);

per il campione di acqua di falda prelevato dal piezometro identificato con la sigla MW38 (N.R.G.2696 del 11.02.2020); la non conformità dei parametri analizzati rispetto alle concentrazioni soglia di contaminazione (CSC) previste dalla Tabella 2, Allegato 5, Titolo V della Parte IV del D.Lgs. 152/06 e ss.mm.ii., per i seguenti parametri: metalli: Cromo VI in concentrazione limite pari a 6,1 μg/l (la CSC risulta pari a 5 μg/l); per i composti organici alifatici clorurati cancerogeni: Triclorometano (cloroformio) in concentrazione pari a 0,4 μg/l (la CSC risulta pari a 0,15 μg/l);

per il campione di acqua di falda prelevato dal piezometro identificato con la sigla MW37 (N.R.G.2697 del 13.02.2020); la non conformità dei parametri analizzati rispetto alle concentrazioni soglia di contaminazione (CSC) previste dalla Tabella 2, Allegato 5, Titolo V della Parte IV del D.Lgs. 152/06 e ss.mm.ii., per i seguenti parametri: metalli: Manganese in concentrazione pari a 139 μg/l (la CSC risulta pari a 50 μg/l); per i composti organici alifatici clorurati cancerogeni: Triclorometano (cloroformio) in concentrazione pari a 0,7 μg/l (la CSC risulta pari a 0,15 μg/l);

per il campione di acqua di falda prelevato dal piezometro identificato con la sigla MW16 (N.R.G.2698 del 13.02.2020); la non conformità dei parametri analizzati rispetto alle concentrazioni soglia di contaminazione (CSC) previste dalla Tabella 2, Allegato 5, Titolo V della Parte IV del D.Lgs. 152/06 e ss.mm.ii., per i seguenti parametri: metalli: Manganese in concentrazione pari a 807 μg/l (la CSC risulta pari a 50 μg/l); per i composti organici alifatici clorurati cancerogeni: Triclorometano (cloroformio) in concentrazione pari a 0,8 μg/l (la CSC risulta pari a 0,15 μg/l);

per il campione di acqua di falda prelevato dal piezometro identificato con la sigla MW1 (N.R.G.2861 del 17.02.2020); la non conformità dei parametri analizzati rispetto alle concentrazioni soglia di contaminazione (CSC) previste dalla Tabella 2, Allegato 5, Titolo V della Parte IV del D.Lgs. 152/06 e ss.mm.ii., per i seguenti parametri: metalloidi: Arsenico in concentrazione pari a 140 μg/l (la CSC risulta pari a 10 μg/l); per i composti organici alifatici clorurati cancerogeni: Triclorometano (cloroformio) in concentrazione pari a 2,3 μg/l (la CSC risulta pari a 0,15 μg/l);

per il campione di acqua di falda prelevato dal piezometro identificato con la sigla MW8 (N.R.G.2864 del 17.02.2020); la non conformità dei parametri analizzati rispetto alle concentrazioni soglia di contaminazione (CSC) previste dalla Tabella 2, Allegato 5, Titolo V della Parte IV del D.Lgs. 152/06 e ss.mm.ii., per i seguenti parametri: metalli e metalloidi:

Arsenico in concentrazione pari a 15 μg/l (la CSC risulta pari a 10 μg/l); Manganese in concentrazione pari a 68 μg/l (la CSC risulta pari a 50 μg/l); per i composti organici alifatici clorurati cancerogeni: Triclorometano (cloroformio) in concentrazione pari a 2,1 μg/l (la CSC risulta pari a 0,15 μg/l); per i composti organici alifatici clorurati non cancerogeni: 1,2- Dicloropropano in concentrazione pari a 0,4 μg/l (la CSC risulta pari a 0,15 μg/l);

per il campione di acqua di falda prelevato dal piezometro identificato con la sigla MW29 (N.R.G.2865 del 17.02.2020); la conformità dei parametri analizzati rispetto alle concentrazioni soglia di contaminazione (CSC) previste dalla Tabella 2, Allegato 5, Titolo V della Parte IV del D.Lgs. 152/06 e ss.mm.ii.;

per il campione di acqua di falda prelevato dal piezometro identificato con la sigla MW33 (N.R.G.2866 del 17.02.2020); la non conformità dei parametri analizzati rispetto alle concentrazioni soglia di contaminazione (CSC) previste dalla Tabella 2, Allegato 5, Titolo V della Parte IV del D.Lgs. 152/06 e ss.mm.ii., per i seguenti parametri: metalli: Manganese in concentrazione pari a 1090 μg/l (la CSC risulta pari a 50 μg/l); per i composti organici alifatici clorurati cancerogeni: Triclorometano (cloroformio) in concentrazione pari a 1,1 μg/l (la CSC risulta pari a 0,15 μg/l); per i composti organici alifatici clorurati non cancerogeni: 1,2-Dicloropropano in concentrazione pari a 0,4 μg/l (la CSC risulta pari a 0,15 μg/l).

Da una valutazione oggettiva dei dati riportati in tabella 2 e 3, considerando un numero di punti di controllo pari a 21 (di cui 16 ottenuti dal monitoraggio condotto dal SSB – UoS suolo e bonifiche di Latina e 5 dal monitoraggio effettuato nell’ambito dei controlli AIA), ed estendendo le considerazioni all’invaso unico di discarica (pertinenza Ecoambiente e pertinenza Ind.Eco.) emerge per i parametri Triclorometano, 1,2 Dicloropropano e 1,4 Diclorobenzene la conformità alle concentrazioni soglia di rischio (CSR) ottenute dall’Analisi di Rischio sito specifica approvata con Determinazione n. 1522/2015 del 25.09.2015, anche se gli stessi sono stati rinvenuti in falda con concentrazioni eccedenti rispetto alle concentrazioni soglia di contaminazione di cui alla Tabella 2 – Allegato 5 alla Parte IV – Titolo V del D.Lgs 152/06 e s.m.i.

Nello specifico, il Triclorometano (Cloroformio) è stato rivenuto oltre le CSC (valore più alto riscontrato in MW6 pari a 2,8 μg/l quasi 19 volte superiore al valore limite della CSC) in 15 piezometri su 21 monitorati, ed anche se lo stesso è risultato conforme alle CSR la sua dispersione in falda è risultata abbastanza diffusa, anche in considerazione che lo stesso rientra tra le sostanze clorurate cancerogene; minori invece sono state le eccedenze rispetto alle CSC del 1,2 Dicloropropano (rilevate in tre piezometri rispetto ai 21 considerati) e del 1,4 Diclorobenzene (rilevato in un piezometro su 21).

Per quanto concerne gli altri parametri la cui concentrazione è risultata superiore rispetto alle Concentrazioni Soglia di Contaminazione (CSC), non inclusi della simulazione di calcolo relativa all’analisi di rischio sito specifica, e dunque sprovvisti di una Concentrazione Soglia di Rischio (CSR) è stata rilevata la diffusa presenza di elementi appartenenti alla famiglia dei metalli come L’Arsenico, il Ferro ed il Manganese, del Cromo VI rinvenuto al di sopra delle CSC nei piezometri MWE6 ed MW35, e pari al limite (5 μg/l) nel piezometro PM9; del 1,2,3 Tricloropropano nei piezometri MW35 e PM9 e del 1,2 Dibromoetano nel piezometro MW35 Alla luce di quanto sopra osservato, si ritiene necessario procedere alla rimodulazione dell’Analisi di Rischio, per la determinazione delle CSR, includendo nella simulazione di calcolo anche i parametri che negli ultimi monitoraggi (Servizio SSB e AIA) sono risultati superiori rispetto alle CSC, come il Cromo VI; l’1,2,3 Tricloropropano e l’1,2 Dibromoetano, ed inserendo nell’analisi i dati più cautelativi relativi agli ultimi due anni di monitoraggio.

Inoltre, tenuto conto che nell’AdR vengono considerati i parametri volatili e semivolatili, che l’unica via di esposizione potenzialmente attiva per i recettori umani viene indicata la potenziale inalazione di vapori proveniente da falda acquifera, e considerato altresì che il polder circoscrive l’area dei soli bacini (S1, S2 ed S3) di proprietà Ecoambiente, si ritiene necessario che la rielaborazione della AdR preveda anche l’individuazione precisa degli eventuali punti di conformità (PoC) delle acque sotterranee e la loro esplicitazione nella AdR, nel rispetto di quanto indicato nell’art.2 comma 43 del D.Lgs. 04/2008 e richiamato nel D.Lgs. 152/2006 . all’ Allegato 1 – CRITERI GENERALI PER L’ANALISI DI RISCHIO SANITARIO AMBIENTALE SITO-SPECIFICA. Parte IV – Titolo V che si riporta qui integralmente “Il punto di conformità per le acque sotterranee rappresenta il punto a valle idrogeologico della sorgente al quale deve essere garantito il ripristino dello stato originale (ecologico, chimico e/o quantitativo) del corpo idrico sotterraneo, onde consentire tutti i suoi usi potenziali, secondo quanto previsto nella parte terza…omissis…Pertanto in attuazione del principio generale di precauzione, il punto di conformità deve essere di norma fissato non oltre i confini del sito contaminato oggetto di bonifica e la relativa CSR per ciascun contaminante deve essere fissata equivalente alle CSC di cui all’Allegato 5 della parte quarta del presente decreto”.

Relativamente alle eccedenze rispetto alle CSC riscontrate per i metalli Fe e Mn ed il metalloide As, si rileva che le stesse sono state escluse dalla simulazione sviluppata per l’implementazione dell’Analisi di rischio in quanto, attribuibili a valori di fondo naturale (AdR redatta congiuntamente dalle delle 2 società – relazione n.14508390586/R1956, rif. prot. ARPA Lazio n.60018 del 24.07.2015). In relazione a tale considerazione, fermo restando la possibilità che dette eccedenze possano essere ascrivibili a fenomeni naturali e non indotte dallo svolgimento delle attività industriali condotte nell’area di discarica, occorre evidenziare che agli atti dell’Agenzia non risulta un valore numerico di concentrazione da attribuire ai singoli metalli eccedenti i limiti di legge, né di guardia tali da poter determinare delle soglie di concentrazione al di sotto delle quali non si dovrà procedere con la bonifica. In relazione a ciò occorre evidenziare che nel rispetto delle indicazioni riportate nel paragrafo 8 – Valori di fondo naturale ed antropico della D.G.R. Lazio n. 780 del 22 ottobre 2019 (D.G.R. che ha modificato la precedente D.G.R. 296/2019) “Nel caso di superamento delle CSC definite per la specifica destinazione d’uso del sito è fatta salva la possibilità che le concentrazioni dei parametri non conformi vengano assunte pari al valore di fondo (naturale o antropico) presente. Nelle more di uno specifico studio dei valori di fondo finalizzato alla predisposizione della mappatura regionale, il soggetto obbligato o interessato proprietario/gestore del sito trasmette un elaborato tecnico alla Regione Lazio, all’ARPA Lazio nonché all’amministrazione responsabile del procedimento di bonifica, nel quale è documentata e scientificamente motivata la compatibilità delle concentrazioni rilevate nel sito, con le condizioni geologiche, idrogeologiche, ed antropiche, presenti nel contesto territoriale di appartenenza”.

Pertanto nel caso specifico, l’esclusione dei metalli dalla simulazione di calcolo, dovrà essere necessariamente seguita dalla presentazione e successiva verifica istruttoria di tale elaborato tecnico, i cui contenuti dovranno essere concertati e condivisi da tutte le strutture coinvolte nel procedimento di bonifica, e dovranno “tener presente in special modo, nel caso di condizioni territoriali particolarmente complesse, quanto riportato nel documento SNPA “Linee Guida per la determinazione dei valori di fondo per i suoli e per le acque sotterranee” (2017)”. In relazione al citato elaborato tecnico, occorre evidenziare che “la valutazione di merito e l’attribuzione del valore numerico di fondo naturale o antropico è demandata ai sensi di legge alla Regione Lazio” che provvederà in tal senso tramite approvazione in CdS appositamente convocata.

Infine si ritiene opportuno, per meglio definire l’assetto e l’estensione spaziale dei contaminanti, includere nell’elaborazione numerica una rappresentazione cartografica di sintesi delle isoconcentrazioni (isocone) dei contaminanti, considerando gli esiti analitici relativi agli ultimi due anni, per i clorurati cancerogeni e non cancerogeni, gli alogenati cancerogeni e clorobenzeni, ed inorganici (metalli e metalloidi) rappresentativi della contaminazione presente nelle acque sotterranee (rif. Allegato 2 – Criteri generali per la caratterizzazione dei siti contaminati – Parte IV – Titolo V – “Rappresentazione dello stato di contaminazione del sottosuolo” del D.Lgs. n.152/2006 e ss.mm.ii.

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