PROCESSO ARPALO: ASCOLTATO IL CONSULENTE DELLA PROCURA

Arpalo: continua il processo che vede sul banco degli imputati l’ex Presidente del Latina Calcio e deputato di Fratelli d’Italia Pasquale Maietta

Il processo che contesta agli imputati, a vario titolo, l’associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio aggravato dalla transnazionalità, al trasferimento fraudolento di valori, alla bancarotta fraudolenta, a reati tributari e societari, è proseguito oggi in Corte d’Assise presso il Tribunale di Latina dopo che, nella precedente udienza si era bloccato per via di alcune intercettazioni che, secondo il collegio difensivo, non erano state portate agli atti.

Oggi, il perito nominato dal Tribunale ha ricevuto le intercettazioni, oggetto di disputade, depositate dal Pm Claudio De Lazzaro, presente in Aula insieme all’altro Pm Giuseppe Bontempo, e, entro fine marzo, le trascriverà così come richiesto.

Per la fine dell’escussione del testimone Antonio Galante, ex Capo della Squadra Mobile di Latina che ha svolto parte delle indagini, solo dopo la trascrizione delle intercettazioni si potrà procedere a concludere la deposizione in Aula.

Intanto, chiamato a parlare davanti al Collegio presieduto da Caterina Chiaravalloti – a latere Francesco Valentini e Clara Trapuzzano (proprio il cambio di collegio aveva determinato, invano, la richiesta della difesa di rinnovare dapprincipio il dibattimento) – il consulente tecnico della Procura che ha iniziato a parlare delle sue analisi sui flussi finanziari Italia-Svizzera-Italia che alimentavano gli investimenti (soprattuto nel mattone) e sui bilanci delle società di Maietta&Co.

Il consulente tecnico si è soffermato sui passaggi di società evidenziando che in una di queste vi era un patrimonio da 30 mila euro e un debito da oltre un milione, senza contare che non era stato formato un fondi rischi cosicché i crediti non potevano essere recuperati. Secondo il consulente il passaggio di una società (che secondo l’accusa faceva parte della galassia messa in piedi da Maietta e Cavicchi avrebe) a favore di uno degli indagati del secondo filone di Arpalo (specificatamente sul crac del Latina Calcio), Pierluigi Sperduti, avrebbe dovuto comportare la cessione del credito insieme alla partecipazione delle quote. Eppure, ha detto in Aula il consulente, ciò non sarebbe avvenuto comportando difformità.

L’escussione del testimone, ad ogni modo, si presenta molto corposa e sarà protagonista anche nella prossima udienza.

Come noto, ad essere giudicati nel processo, oltreché a Maietta e Cavicchi, risultano alla sbarra il figlio di quest’ultima, l’avvocato Fabrizio Colletti, l’imprenditore Fabio Allegretti, il commercialista Pietro Palombi e gli ex collaboratori dell’ex parlamentare di Fratelli d’Italia Giovanni FanciulliPaola Neroni e Roberto Noce.

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