PORTO DI TERRACINA BLOCCATO DALL’INSABBIAMENTO, PD: “ANNUNCI, RITARDI E SILENZI”

Porto di Terracina, l’intervento del Partito Democratico: “Tutto bloccato. La responsabilità politica è chiara”

“Mentre il porto di Terracina continua a insabbiarsi giorno dopo giorno, la città assiste all’ennesima dimostrazione di inefficienza amministrativa e di totale assenza di attenzione istituzionale da parte della Regione Lazio guidata da Francesco Rocca e dei partiti di centrodestra che governano Terracina da oltre vent’anni senza discontinuità.

Da oltre un anno sono stati annunciati 400.000 euro per l’escavo del porto canale. Da oltre un anno la città aspetta la draga commissionata dal comune. Da oltre un anno la barra sabbiosa continua ad accumularsi. Nel frattempo arriva una draga privata, impegnata esclusivamente nella darsena del diporto. Ma il problema vero resta irrisolto: il porto canale continua a chiudersi. Questa non è una dimenticanza. È una responsabilità politica precisa”, afferma il consigliere comunale di PD, Daniele Cervelloni.

“Perché un porto insabbiato significa: rischio concreto per l’uscita dei pescherecci; danno diretto all’economia della marineria; indebolimento dell’intero sistema turistico cittadino; rischio per una delle tradizioni più importanti della nostra comunità: la processione a mare della Madonna del Carmelo e di San Rocco.

Quando si mette in difficoltà la pesca, si mette in difficoltà una parte della storia e dell’identità di Terracina. Quando si mette a rischio la processione a mare, si colpisce un simbolo che appartiene a tutta la città, non a una parte politica”, rimarca Annarita Percoco (esponente del Partito Democratico delegata alla portualità).

“È grave il silenzio della Regione Lazio. È ancora più grave l’inerzia dell’amministrazione comunale e della così detta filiera di governo. Dopo anni di promesse e mesi di annunci, oggi il risultato è sotto gli occhi di tutti: il porto resta insabbiato e Terracina resta ferma”, conclude il segretario del Pd Pierpaolo Chiumera.

“Serve immediatamente: l’avvio dell’escavo del porto canale; un cronoprogramma pubblico e verificabile; un’assunzione chiara di responsabilità istituzionale. Perché Terracina non può continuare a pagare il prezzo dell’incapacità amministrativa del centrodestra locale e della scarsa attenzione della Regione. Il porto non è un dettaglio tecnico. È economia. È lavoro. È identità. È città”.

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