Incendi Boschivi, il Coordinamento intercomunale contro gli incendi boschivi “InBosco” al tavolo di Terracina per la Campagna AIB 2026
In vista della stagione estiva e del conseguente aumento del rischio di incendi, una rappresentanza del Coordinamento Intercomunale contro gli incendi boschivi “InBosco” – rete che unisce storiche associazioni del territorio, rappresentanti delle istituzioni e della politica e singoli cittadini nata ormai due anni fa con la scopo di proporre soluzioni per contrastare la grave piaga degli incendi boschivi nella Provincia di Latina – ha preso parte alla riunione operativa indetta dal Comune di Terracina.
La riunione si è tenuta il 9 giugno per discutere la pianificazione della Campagna Antincendio Boschivo (AIB) 2026 ed è stata convocata dal Sindaco e dal Consigliere Delegato del Sindaco alla Protezione Civile Daniele Carlot alla presenza di tutti i portatori di interesse per l’attuazione della Campagna AIB 2026, affiancato dall’Assessorato all’Ambiente, dalla Polizia Municipale e dalla Protezione Civile Comunale. All’incontro erano presenti oltre al nostro coordinamento, i Vigili del Fuoco, il Parco Regionale Monti Ausoni e Lago di Fondi, le associazioni ambientaliste Legambiente e WWF, le associazioni escursionistiche Svalvolati into the Wild, le associazioni di Protezione Civile, i raggruppamenti di caccia ATC LT, la Croce Rossa.
Secondo i dati comunicati dal comandante provinciale dei Vigili del Fuoco i dati parlano chiaro: nel solo periodo compreso tra il 1° luglio e il 30 settembre 2025 il territorio ha registrato ben 140 interventi di spegnimento per incendi boschivi e di sterpaglia (codice 301). Un bilancio drammatico (1564 ettari di bosco bruciati) che colloca Terracina al secondo posto a livello provinciale per numero di roghi, preceduta solo da Latina e seguita da Aprilia.
Durante l’incontro sono stati affrontati diversi argomenti importanti alla luce del recente incontro avvenuto in Prefettura e a seguito della emissione anticipata da parte del Comune di Terracina della ordinanza AIB 2026 per tutto il territorio comunale.
L’obiettivo e’ quello di dare forma definitiva ad una rete di enti (Comune, Parco, Consorzio Bonifica, Carabinieri Forestali), esperti tecnici e volontari organizzati per contrastare, sotto il controllo dei VVFF, il fenomeno degli incendi (avvistatori statici, dinamici e operatori di primo spegnimento), supportata da tecnologie di videosorveglianza e dotata di droni, coinvolgendo anche i cittadini, gli operatori della caccia e della pastorizia, e i proprietari delle abitazioni più’ prossime alle aree percorse dal fuoco.
Il Coordinamento “InBosco” ha rilanciato nel corso della riunione le proprie proposte programmatiche, già presentate ufficialmente negli anni precedenti alle istituzioni locali fino all’ultimo incontro del 6 maggio 2025.
Al centro dell’agenda strategica della rete c’è la richiesta di una rigorosa applicazione dei vincoli del Catasto dei soprassuoli percorsi dal fuoco, in particolar modo relativamente ai divieti di pascolo. È fondamentale applicare tempestivamente le sanzioni previste dalla legge per impedire tutto ciò che è vietato svolgere/realizzare sulle aree dove si sono verificati gli incendi. Proteggere il patrimonio naturale e collinare significa azzerare anche ogni incentivo economico per chi appicca il fuoco.
È stato chiesto poi che si predisponga un Piano Antincendi Boschivi Comunale che tenga conto delle risorse e dei mezzi disponibili per le fasi di prevenzione, contrasto, gestione delle emergenze e repressione, e che ai prossimi tavoli operativi vengano coinvolti anche i rappresentanti degli addetti alla pastorizia e all’allevamento e di istituire un coordinamento degli stessi con l’associazione dei cacciatori e la squadra comunale antincendio, al fine di ottimizzare le operazioni di vigilanza preventiva sul territorio.
Durante l’incontro, l’Amministrazione ha presentato il nuovo sistema di telecamere di videosorveglianza per il rilevamento degli incendi, segnalando tuttavia una forte criticità legata alla carenza di personale in sala operativa mettendo, inoltre, in evidenza, secondo la loro visione, come la presenza di droni sul territorio non riesca purtroppo ad abbreviare le operazioni di spegnimento immediato delle prime fasi dell’incendio a causa del tempo occorrente tra la segnalazione alla Sala Operativa Unificata SOUP e l’intervento da parte del Direttore Operazioni Spegnimento DOS.
Il Coordinamento inoltre ritiene che sia indispensabile la presenza di altri enti, oggi assenti, per porre in atto una strategia efficace e organica, quali il Consorzio di Bonifica e i Carabinieri Forestali, per garantire una strategia integrata efficace di prevenzione e repressione.
Un’altra proposta è quella di introdurre anche nel territorio pontino i “contratti di responsabilità”, ispirati al modello virtuoso sperimentato in passato in alcuni Parchi italiani. Si potrebbe inoltre vincolare l’erogazione dei contributi europei, già percepiti dai pastori, a un’effettiva e concreta tutela del territorio, subordinandoli alla totale assenza di incendi nelle aree delle fida pascolo. Il Coordinamento “InBosco” continuerà a vigilare e a offrire il proprio contributo propositivo come ci si aspetta da tutti gli altri attori di questa spinosa questione affinché l’estate 2026 non si trasformi nell’ennesima stagione di cenere per le colline del territorio.
