Sequestri e denunce tra Terracina e Priverno. Rinvenuti fusti di vernice sversati sulla sponda: il materiale inviato in Procura per risalire ai responsabili.
Non è solo una questione di licenze o di pesca fuori orario. Quella che emerge dall’ultima operazione delle Guardie Ittiche Volontarie Fipsas è l’immagine di un territorio, quello dell’Agro Pontino, costantemente sotto l’attacco di bracconieri e “furbetti” dello smaltimento illecito.
“Un ecosistema fragile, tutelato dall’azione di volontari che, nella loro funzione di Pubblici Ufficiali e Polozia Giudiziaria e in sinergia con le autorità competenti, contribuiscono a presidiare argini e canali a proprie spese.
“Il pattugliamento ha interessato i comuni di Terracina, Pontinia, Sabaudia, Sonnino e Priverno. Sotto la lente sono finiti i principali corsi d’acqua della zona: dal Sisto all’Amaseno, passando per il Diversivo Linea, Canale Portatore, Diversivo Linea Pio, Canale di Navigazione e il Canale Botte. Il bilancio parla di 18 pescatori controllati e 6 sanzioni pesanti per mancanza di tesserini e licenze, per un totale di 400 euro di multe.
L’episodio più concitato è avvenuto lungo il Canale Botte. Qui, una squadra di pescatori di frodo di nazionalità straniera è stata sorpresa mentre utilizzava lo jacco, una rete a lancio con piombi vietata per la sua capacità di rastrellare indiscriminatamente il fondale. Alla vista delle divise, i bracconieri si sono dileguati nei campi, abbandonando l’attrezzatura e il pescato. Le guardie sono riuscite a liberare i pesci ancora vivi, restituendoli immediatamente alle acque.
Ma la scoperta più inquietante è avvenuta sulle sponde dell’Ufente. Non lenze, ma secchi di vernice e fusti di solventi abbandonati tra la vegetazione. Parte del contenuto è stato versato direttamente sul terreno, creando una chiazza tossica a pochi passi dal fiume.
“Un gesto criminale”, spiegano i volontari. “La vernice che penetra nel terreno non inquina solo la terra, ma finisce direttamente in acqua, avvelenando i pesci e la flora”. Fortunatamente, l’occhio attento degli agenti ha rinvenuto all’interno dei fusti elementi riconducibili a un’attività edile presumibilmente della zona. Il materiale è stato segnalato alla Procura della Repubblica: le indagini sono in corso per identificare ufficialmente gli autori dello scempio.
Resta lo sfondo di una battaglia combattuta con pochi mezzi ma molta determinazione. Le Guardie Ittiche operano da anni sul territorio senza fondi pubblici: sebbene la Fipsas fornisca una piccola quota di rimborsi, questa copre solo una minima parte delle necessità. Gran parte delle spese per divise, carburante e attrezzature ricade sulle spalle dei singoli volontari. Un impegno che rimane un baluardo fondamentale contro il degrado dei nostri fiumi.
