LE PRESSIONI E I FAVORI PER L’IMPRENDITORE ITTICO A TERRACINA: I CARABINIERI IN COMUNE

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Inchiesta su Terracina: i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Latina sono tornati al Comune di Latina per acquisire atti sui presunti favori a un imprenditore

È un appendice dell’inchiesta “Porta Napoletana” che, a dicembre scorso, ha portato agli arresti di Eduardo Marano, legato al clan di camorra Licciardi, del consigliere comunale Gavino De Gregorio (in seguito dimessosi proprio per gli effetti della inchiesta di DDA e Carabinieri) e dell’imprenditore Michele Minale, al momento agli obblighi di firma. Accuse importanti e gravi come il voto di scambio politico mafioso che hanno coinvolto Marano e De Gregorio, fino a quel momento fedelissimo dell’attuale sindaco di Terracina, Francesco Giannetti.

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Quell’inchiesta, ora, ha portato ad un approfondimento almeno su aspetto rispetto al quale i Carabinieri del Nucleo Investigativo, coordinati dalla Procura di Latina, vogliono vederci chiaro. Già nell’ordinanza eseguita a dicembre scorso, il giudice per le indagini preliminari parlava senza mezzi termini di “asservimento del De Gregorio agli interessi di Marano e persone a lui legate da interesse di natura economica”, come gli indagati Maurizio Maggi e Domenico Scevola e del non indagato Ernesto Cicci. Quest’ultimo è un nome da tenere a mente perché proprio su di lui e sui favori a lui resi dalla politica ci sarebbe l’approfondimento della Procura.

Sisto Maggi, uno degli uomini vicini a Marano, spiega intercettato: Dobbiamo dargli i voti, dobbiamo fare qua…dobbiamo fare la…questo è roba nostra“. Successivamente in una telefonata tra Sisto Maggi e Gavino De Gregorio, emerge l’interessamento di Marano per procurare i voti: “Tutti quanti ti portano. Ho detto…mi sono raccomandato con tutti quanti, pure quelli che conosco, amici”.

A elezione avvenuta, è lo stesso Maggi a esporre a De Gregorio del progetto che aveva di costruire un fabbricato sopra un terreno, in realtà di proprietà di Marano. Successivamente Maggi informa Marano dello sblocco del vincolo paesaggistico che aveva posto la sovrintendenza sul terreno: “Allora la terra là la sovrintendenza hanno sbloccato tutto“. È qui che si augura dell’aiuto del neo.consigliere di maggioranza eletto: “Mo’ non ci sta problema ci sta Gavino, però intanto fino a quando il comune non mi dà questa liberatoria, Gavino deve cercare di smuovere un attimo…”]. Marano lo rassicura, spiegando che De Gregorio conosceva tutti in Comune, lasciando intendere che sarebbe riuscito a soddisfare le sue esigenze.

De Gregorio, d’altra parte, per Maggi, leggasi Marano, era il “cavallo vincente”. Un cavallo che sarebbe vincente anche per altri. Dopo la sua elezione De Gregorio si dimostra disponibile a soddisfare gli interessi di imprenditori di Terracina molto vicini a Marano. Tra di loro c’è Ernesto Cicci, per il quale Marano chiede a De Gregorio un intervento sugli impiegati comunali di Terracina e sullo stesso sindaco Giannetti, così da rimuovere gli ostacoli nel rilascio delle autorizzazioni all’installazione di alcune pergotende presso il suo esercizio commerciale (funzionali ad ottenere un risarcimento per i danni subiti a causa di un temporale) e di un dehors presso il Centro Ittico di Terracina, entrambi riconducibili a Cicci.

Quando Marano vede che De Gregorio è un po’ lento ad agire per i problemi di Cicci, spiega al consigliere comunale ironicamente: “Io ho fatto un guaio a farti dare questi voti”. E ancora Marano: “Ernesto si sta lamentando che non gli fai piaceri sul Comune“.

A conferma delle pressioni esercitate da De Gregorio in Comune per favorire la pratica d’interesse di Cicci, a gennaio 2024 i Carabinieri hanno ascoltato a sommarie informazioni la dirigente del Comune di Terracina, Francesca Vacca.

La dirigente spiega che “Posso riferire invece di avere ricevuto direttamente pressioni da un assessore o consigliere dell’attuale amministrazione in carica, non saprei dirle con esattezza e di cui non ricordo il nome, in riferimento ad una pratica di risarcimento danni derivanti dall’evento atmosferico della tromba d’aria di alcuni anni addietro, la Lido Pesca del legale rappresentante Cicci“.

Ma chi è il consigliere che pressa: “Sinceramente non ricordo il nome e nemmeno quale carica effettiva ricopra all’interno dell’amministrazione, sono tuttavia a conoscenza essere un uomo di mezza età, di circa 50 anni, pelato e non particolarmente alto, collegato alla lista del sindaco Giannetti”.

Il “cavallo vincente” De Gregorio si sarebbe presentato “ogni settimana presso il mio ufficio, in maniera insistente e petulante a chiedere contezza della pratica di risarcimento, chiedendomi insistentemente se la pratica potesse essere conclusa in tempi stretti“.

I Carabinieri del Nucleo Investigativo, guidati dal tenente colonnello Antonio De Lise, hanno acquisito alcuni atti del Comune riguardanti quelle pratiche ha avrebbero riguardato l’imprenditore del settore ittico.

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