Prima udienza, davanti alla Corte di Assise del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, del processo sull’omicidio di Luigi Magrino, campano ma trapiantato a Formia.
In apertura del dibattimento il presidente del Corte d’Assise, Marcella Suma, ha dato conto di una lettera, arrivata nei giorni scorsi presso la cancellaria del Tribunale, in busta chiusa, a firma di Pietropaolo Serafino, una figura della malavita mondragonese, attualmente rinchiuso nel carcere di Santa Maria Capua Vetere perché coinvolto in una maxi operazione anti droga.
Serafino, che condivide la stessa cella con Giancarlo Pagliaro, reo confesso dell’omicidio di Magrino, scrive al giudice per rappresentare una “difesa d’ufficio” di Pagliaro e per ridimensionare la figura della vittima. Il giudice pur precisando che il documento non avrà alcun peso nell’ambito del processo ha messo a disposizioni delle parti il documento per le opportune valutazioni.
Pietropaolo, 50 anni, originario di Mondragone, è stato già condannato a 9 anni e 4 mesi nell’ambito di un’inchiesta sul traffico di droga lungo il litorale, legata al gruppo guidato da Angelo Gagliardi, noto come “Mangianastri”.
Durante l’udienza sono state affrontate anche le prime questioni procedurali. I difensori dell’imputato hanno chiesto il rito abbreviato, ma la Corte ha rinviato ogni decisione alla fase successiva del dibattimento. È stata inoltre respinta, come già avvenuto in precedenza, la richiesta di escludere l’ex moglie della vittima come parte civile.
Giancarlo Pagliaro, imprenditore nel settore dell’arredamento, è accusato di omicidio volontario con l’aggravante della premeditazione. Secondo gli investigatori, avrebbe sparato tre colpi di pistola mentre si trovava nell’auto con Magrino, colpendolo mortalmente. L’arma utilizzata, una pistola modificata per sparare proiettili veri, non è mai stata recuperata.
Alla base del delitto ci sarebbe una presunta truffa da circa 200mila euro legata a una falsa promessa di sblocco di una polizza assicurativa. Il processo riprenderà il prossimo 28 aprile.
Nel collegio difensivo per Pagliaro gli avvocati Alfonso Quarto e Antonio Miraglia. Gli avvocati Ciro Balbo, Piergiorgio Di Giuseppe e Giovanni Valerio assistono invece i familiari della vittima costituitisi parti civili.
