I Comitati costituenti riuniti di Futuro Nazionale Latina ritengono necessario intervenire sulla situazione del Parco Falcone e Borsellino e chiedono all’Amministrazione comunale di Latina chiarezza, trasparenza e risposte puntuali sulla realizzazione dell’intervento, sulle modalità con cui sono stati eseguiti i lavori e sull’utilizzo delle risorse pubbliche impiegate.
“Il Parco Falcone e Borsellino – spiegano i vannacciani pontini, Massimo Perrone, Andrea Silvagni e Fabrizio Falconi – rappresenta un luogo importante per la città di Latina e avrebbe dovuto essere restituito alla comunità come uno spazio sicuro, funzionale, decoroso e pienamente fruibile.
Proprio per questo, alla luce delle criticità emerse immediatamente dopo la riapertura, riteniamo doveroso chiedere all’Amministrazione di fornire ai cittadini un quadro completo e documentato dell’intervento. Non sono trascorse nemmeno 24 ore dall’apertura e un’area del parco è stata interdetta per motivi di sicurezza.
Particolare attenzione desta l’area giochi destinata ai bambini, dove sono state segnalate criticità relative alle strutture e alla componentistica, comprese problematiche riguardanti alcuni bulloni. Sul posto è intervenuta la Polizia Locale a seguito di una segnalazione.
Se la segnalazione è partita da un genitore, va riconosciuto a quel cittadino il merito di aver prestato attenzione e di aver contribuito a prevenire un possibile rischio.
L’episodio rende necessario chiarire quali controlli siano stati effettuati prima dell’apertura del parco e delle strutture destinate ai bambini, chi abbia verificato la sicurezza e la conformità delle strutture, quali certificazioni siano state prodotte e se tutte le verifiche previste siano state effettuate prima della consegna e dell’apertura al pubblico.
Non si tratta di formulare accuse o di anticipare giudizi. Si tratta di chiedere che ogni aspetto venga chiarito e documentato. Un altro punto fondamentale riguarda le risorse pubbliche impiegate per la realizzazione e il completamento del parco.
Si parla di un investimento complessivo vicino ai 6 milioni di euro. Una cifra importante, che appartiene alla collettività e sulla quale i cittadini hanno il diritto di conoscere nel dettaglio come siano state utilizzate tutte le risorse disponibili.
Chiediamo quindi all’Amministrazione di rendere pubblico e facilmente consultabile il quadro economico complessivo dell’intervento, indicando gli importi inizialmente stanziati, le risorse effettivamente utilizzate, i lavori affidati e i relativi costi, le eventuali varianti intervenute, le ulteriori somme impegnate successivamente, gli interventi effettivamente realizzati, i lavori eventualmente ancora da completare e i costi relativi alla manutenzione, al verde e agli altri servizi connessi al parco.
Non si tratta di mettere in discussione preventivamente la regolarità della spesa. Si tratta di chiedere che la spesa pubblica sia conoscibile, verificabile e trasparente.
Alla luce delle criticità emerse subito dopo l’apertura, riteniamo inoltre necessario verificare che tutte le opere siano state realizzate nel rispetto delle normative vigenti, dei capitolati, dei progetti approvati e delle procedure previste.
Riteniamo necessario accertare che siano state effettuate tutte le verifiche tecniche previste prima della consegna dell’opera e che siano stati acquisiti tutti i certificati, i collaudi e le attestazioni necessarie per l’apertura al pubblico. Sono richieste di trasparenza, non accuse.
Riteniamo necessario fare chiarezza anche sulle eventuali risorse comunali utilizzate successivamente rispetto al finanziamento originario.
Qualora siano stati necessari ulteriori interventi sul verde, sulla manutenzione o su altre componenti del parco, l’Amministrazione dovrà rendere noto quali lavori si siano resi necessari, le ragioni per cui non fossero ricompresi nell’intervento originario, i relativi costi e gli atti attraverso i quali siano stati affidati.
Lo stesso vale per il servizio di apertura e chiusura dei cancelli, per il quale risulta un affidamento di circa 90 mila euro. Anche in questo caso chiediamo di conoscere l’oggetto dell’affidamento, i servizi compresi, la durata, la procedura utilizzata e le motivazioni alla base della spesa. La questione riguarda anche la qualità complessiva dell’opera.
Il verde, le aiuole, la pavimentazione, la pulizia e la manutenzione sono elementi fondamentali per garantire la piena fruibilità di un parco pubblico. I cittadini devono poter usufruire di uno spazio decoroso, sicuro e funzionale, soprattutto quando si tratta di un luogo che porta i nomi di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, figure che rappresentano per l’Italia il senso dello Stato, il coraggio e il sacrificio al servizio delle istituzioni.
Proprio per il valore simbolico di questo luogo, riteniamo che l’Amministrazione debba garantire la massima attenzione alla qualità dei lavori e alla successiva manutenzione.
C’è poi un altro aspetto sul quale riteniamo doveroso chiedere chiarezza: la sorte dei tombini storici presenti all’interno di quei giardinetti e dei sampietrini che caratterizzavano quell’area. Non lo diciamo per nostalgismo e non lo diciamo per voler tornare a una storia che non c’è più. Lo diciamo perché la storia di una città non si cancella semplicemente rimuovendone le tracce.
Latina ha una storia, con tutte le sue contraddizioni, i suoi periodi e le sue vicende. Una storia che può essere discussa, criticata, interpretata e persino rifiutata, ma che rimane comunque parte integrante della memoria e della storia della città.
Quei tombini e quei sampietrini rappresentavano anche una testimonianza materiale di quel passato. Per questo riteniamo legittimo ottenere informazioni sulla loro destinazione, sulla loro eventuale conservazione o recupero e sulle ragioni della loro rimozione nell’ambito dei lavori di riqualificazione. Non è una questione di nostalgismo. È una questione di memoria, rispetto della storia e trasparenza.
Una città matura non ha bisogno di cancellare ciò che è stato per costruire ciò che sarà. Può, al contrario, conservare le tracce della propria storia e raccontarle alle nuove generazioni, anche quando quella storia è scomoda o controversa. Perché la storia, che piaccia o no, non si cancella: si conosce, si conserva e si comprende. I Comitati costituenti riuniti di Futuro Nazionale Latina non intendono trasformare questa vicenda in una polemica personale nei confronti dell’assessore Carnevale o di qualsiasi altro amministratore. La questione è esclusivamente politica e amministrativa.
Quando vengono utilizzate risorse pubbliche per un’opera di questa importanza, i cittadini hanno il diritto di conoscere come sono stati spesi i soldi, come sono stati affidati i lavori, come sono stati eseguiti, chi li ha verificati e se tutte le procedure e le normative previste siano state rispettate.
Per questo chiediamo all’Amministrazione comunale di fornire una relazione completa e documentata sull’intervento, rendendo disponibili gli atti e le informazioni necessarie affinché cittadini, forze politiche e organi di informazione possano conoscere con chiarezza l’intero percorso amministrativo e tecnico che ha portato alla riapertura del parco. Non chiediamo processi mediatici. Chiediamo trasparenza. Non formuliamo accuse. Chiediamo risposte documentate.
Non mettiamo in discussione preventivamente la regolarità degli atti. Chiediamo di sapere se tutto sia stato svolto nel rispetto delle norme, delle procedure e dei progetti approvati.
Per i Comitati costituenti riuniti di Futuro Nazionale Latina, questo è il significato della buona politica: controllare, chiedere spiegazioni, tutelare l’interesse pubblico e pretendere che ogni euro dei cittadini venga utilizzato con la massima trasparenza e responsabilità”.
