PARCHEGGIO MULTIPIANO ALLA STAZIONE DI LATINA SCALO: L’ENNESIMA FIGURACCIA DELL’AMMINISTRAZIONE ZACCHEO

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Multipiano Latina Scalo

È notizia di pochi giorni fa l’ennesima figuraccia dell’amministrazione comunale targata Vincenzo Zaccheo.

IL FATTO

La questione riguarda il parcheggio multipiano della stazione ferroviaria di Latina Scalo.

Secondo la sentenza n. 20309/2017 del Tribunale di Roma, l’opera è stata realizzata violando la normativa sui brevetti industriali.

La suddetta sentenza statuisce che il Comune di Latina targato Vincenzo Zaccheo, committente dei lavori, e la società che li ha realizzati (Fantasia Srl di Terracina) hanno copiato una invenzione della Fast Park Srl.

A parte la figuraccia, il danno patrimoniale è comunque contenuto rispetto a tutti i disastri compiuti dall’amministrazione capitanata da Vincenzo Zaccheo. Il Comune dovrà risarcire alla legittima titolare del brevetto, in solido con la Fantasia Srl, l’importo di € 183.000.

UNA COINCIDENZA PARTICOLARE

Si tratta di una goccia nel mare inquinato dall’amministrazione Zaccheo, ma rimane comunque una testimonianza significativa su un certo modo di operare.

Nel caso specifico c’è anche una coincidenza particolare, che coinvolge il rag. Carlo Alberto Zaccheo, fratello dell’ex Sindaco Vincenzo e, per tale ragione, ribattezzato Raùl Castro.

All’epoca dei fatti, stiamo parlando del 2008, il suddetto ragioniere intratteneva rapporti professionali continuativi proprio con la società Fantasia Srl.

Come abbiamo già specificato trattasi ovviamente di una mera casualità, che ci teniamo però a evidenziare come esempio della imperscrutabilità del fato, che non si sa bene come e perché riesca alcune volte a intrecciare storie, situazioni e persone in maniera del tutto indipendente dalla volontà delle medesime.  

Dopo questa brevissima digressione filosofica sul concetto di destino, ritorniamo alla politica.

LA ZACCHÈIDE

Come abbiamo già detto, la vicenda del brevetto copiato e della conseguente condanna al risarcimento rappresenta una goccia nel mare inquinato dall’amministrazione Zaccheo, ma rimane comunque una testimonianza significativa su un certo modo di operare.

A tal proposito, visto che:

gli esponenti più importanti della Lega e di Fratelli d’Italia (partiti che si propongono per guidare la nostra città) hanno già governato Latina proprio nel periodo di Zaccheo Sindaco, contribuendo da consiglieri comunali e da assessori alle sciagurate scelte che hanno caratterizzato quel periodo;

il parlamentare europeo della Lega Matteo Adinolfi, nel corso di un incontro pubblico tenutosi a marzo del 2019, ha definito Zaccheo un maestro e un mostro sacro della politica;

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  • il Senatore di Fratelli d’Italia Nicola Calandrini, nel corso della puntata di giovedì 23 gennaio 2020 del programma di Egidio Fia “Monitor”, ha definito Zaccheo una risorsa per Latina.

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È opportuno rammentare alcuni esempi delle incapacità, delle negligenze e delle opacità che hanno contraddistinto il periodo in cui Zaccheo è stato Sindaco, soprattutto per evidenziare che i vari Tripodi, Carnevale, Calandrini, Tiero e compagnia brutta (politicamente si intende), che hanno condiviso e partecipato ad ogni scelta, non possono di certo rappresentare una adeguata prospettiva per la nostra città.

LA COSIDDETTA “METROPOLITANA LEGGERA”

Rappresenta il più grande bluff politico – amministrativo nella storia della nostra città e, probabilmente, conserverà tale connotazione per sempre, in quanto la follia economica e finanziaria perpetrata difficilmente potrà mai essere superata.

Come in tutti i grandi bluff vi è una devastante miscellanea di situazioni farsesche, di dichiarazioni bugiarde, di comportamenti (politici e amministrativi) vergognosi: a) due finte inaugurazioni; b) piano economico finanziario con dati inventati; c) convenzione trentennale a vantaggio del privato e a discapito dell’amministrazione comunale.

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L’ALTRO PROJECT FINANCING: QUELLO SUL CIMITERO

A Zaccheo e alla sua amministrazione non è bastato lo sciagurato project financing relativo alla metro.

Hanno dato il loro peggio anche per quello riguardante il cimitero, molto sbilanciato verso gli interessi della parte privata, che ha prodotto, oltre a contenziosi milionari, la cosiddetta tassa sul morto e gli avvisi sulle tombe di minaccia di rimozione della salma da destinare a fossa comune.

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L’ACQUISTO DI UN IMMOBILE FATISCENTE PER EURO 3.030.000

Tra le varie operazioni immobiliari discutibili che hanno caratterizzato l’amministrazione Zaccheo, probabilmente  quella che ha suscitato maggior scalpore risale al 2003, quando il Comune di Latina, partecipando ad un’asta rocambolesca e sconcertante, ha acquistato per l’iperbolica cifra di € 3.030.000 dal fallimento ICOS un immobile fatiscente (trattasi del rudere ben visibile dalla Pontina, che si trova vicino alla fascia urbanizzata dei cosiddetti “Palazzoni”).

Secondo il protocollo d’intesa siglato, il Provveditorato delle Opere Pubbliche avrebbe dovuto ristrutturare l’edificio affinché fosse adibito a Caserma della Guardia di Finanza.

Sappiamo tutto come è andata a finire: la Guardia di Finanza sta sempre al Palazzo M e l’immobile acquistato dal Comune di Latina, già fatiscente all’epoca, versa da anni nel totale degrado e ormai appare come un vero e proprio rudere (del valore – sic! – di € 3.030.000). 

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IL DISASTRO URBANISTICO

Gli attuali esponenti più importanti di Lega e Fratelli d’Italia, in questo fedeli alleati di Forza Italia e del Sindaco Zaccheo, hanno gravi responsabilità anche in materia urbanistica.

Hanno ampiamente e fortemente condiviso la scelta di buttare via tutto il lavoro svolto dal Prof. Pierluigi Cervellati, che aveva redatto il nuovo piano regolatore generale del Comune di Latina, preferendo ad uno strumento di pianificazione urbanistica generale l’opzione di andare avanti a colpi di varianti e piani particolareggiati revisionati sfornati senza una idea generale della città.

Il tutto creando artatamente volumetrie superiori a quelle consentite.

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IL FALLIMENTO DELLA “TERME DI FOGLIANO SPA”

L’elemento decisivo e fondamentale che ha determinato il fallimento della “Terme di Fogliano SpA” è il decreto ingiuntivo di Condotte SpA di oltre quattro milioni di euro.

Come abbiamo in più di una occasione rimarcato la “Terme di Fogliano Spa” aveva validi argomenti per opporsi allo stesso e vanificarne quindi gli effetti, ma il decreto ingiuntivo, notificato presso il Comune di Latina dove aveva la propria sede legale la società,  scompare misteriosamente, per cui la “Terme di Fogliano Spa” (ignara dell’esistenza del decreto ingiuntivo) non può presentare opposizione nei termini di legge.

La vicenda risale al 22/10/2003, data della notifica presso i locali del Comune(Vincenzo Zaccheo è diventato sindaco a maggio del 2002).

Di fronte ad un fatto così grave, gli attuali esponenti della Lega e di Fratelli d’Italia, allora presenti nell’amministrazione con altra casacca, rimasero completamente inerti, mostrando anche in questa occasione la loro negligenza (ad esempio nessuno di loro si preoccupò di attivare la Commissione Trasparenza e chiese di percorrere l’iter compiuto dal decreto ingiuntivo una volta notificato  presso il Comune di Latina).

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