CIMITERO DI LATINA: RICORDATI CHE PRIMA DEVI PAGARE!

cimitero di Latina Ipogeo
Cimitero di Latina

Torna d’attualità l’annoso problema del cimitero di Latina, struttura ceduta in concessione nel 2009 dal Comune alla Ipogeo Latina Srl, società riconducibile al costruttore Damiani.

Il 24 settembre Latina Oggi titolava parole che riprendevano le richieste della stessa Ipogeo, quelle indirizzate ai cittadini che hanno sepolto un proprio caro prima del subentro della società la quale, ad oggi, gestisce il cimitero latinense. O stipuli un nuovo contratto o mettiamo il tuo caro in una fossa comune. Parole molto forti, che lette in prima pagina del quotidiano (“Chi snobba gli avvisi e non provvede al rinnovo subirà la rimozione della salma, che finirà nella fossa comune”), hanno sicuramente allarmato chi potenzialmente poteva sentirsi coinvolto. Agli articoli di giornale (anche Il Messaggero edizione Latina ha dedicato un articolo alla questione), è seguito l’intervento dell’Assessore ai Lavori Pubblici Emilio Ranieri con un comunicato stampa ufficiale.

Titolo comparso a pagina 7 del quotidiano Latina Oggi nell’edizione del 24 settembre 2019

Sono convinto che riusciremo a risolvere la questione e comprendo il disagio delle famiglie che si sono viste recapitare l’avviso. Il nostro primo pensiero è sempre rivolto ai cittadini ed è per questo che ci siamo attivati tempestivamente e che stiamo seguendo il caso con estrema attenzione” – ha sostenuto l’Assessore Ranieri con delega ai servizi cimiteriali, cercando di non alimentare il clamore dato da determinati termini quali fosse che, di certo, non aiutano alla comprensione del problema.

Fossa o non fossa, infatti, c’è da dire che qualunque sia il luogo di sepoltura di un individuo questo non può in alcun modo togliere dignità al ricordo di chi non c’è più. È che evocare la fossa comune come “punizione” di chi non paga è un messaggio violento, soprattutto se finalizzato al fare cassa in maniera oggettivamente opinabile. 

AVVISI AFFISSI DIRETTAMENTE SUI LOCULI

La Ipogeo, messa in stand by la questione della “tassa sul morto”, nei giorni scorsi ha provveduto ad affiggere avvisi adesivi sui loculi dei defunti tumulati prima dell’11 marzo 2009 poiché, da questa data in poi, i contratti sottoscritti dai parenti di un caro estinto prevedono in maniera del tutto lecita quello che la Ipogeo, opinabilmente, pretende da chi ha sepolto un proprio familiare prima del subentro dei privati nella gestione del camposanto. “Il Sig. xxxx è convocato presso gli uffici del cimitero dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12 per comunicazioni urgenti in merito alla concessione scaduta”, riferendosi ai contratti stipulati tra Comune e privati cittadini prima del 2009, il cui vero problema è che in gran parte se n’è persa traccia ma che non è detto che siano scaduti.

Immagine tratta da Latina Oggi del 24 settembre 2019: avvisi sui loculi e tariffario per il nuovo contratto con la Ipogeo

C’è da dire che la circostanza del mancato perfezionamento dei contratti tra i privati cittadini chiamati a seppellire un proprio congiunto e il Comune, quando era ancora questo a gestire i servizi cimiteriali, è un fatto che si è verificato in diverse città d’Italia. Spiace dirlo, ma non è un primato latinense, è già successo e ciò consente di apprendere quali sono state le conseguenze legali in questi altri casi. Un esempio viene proprio da Gaeta, dove il Comune, guidato al tempo dall’attuale Sindaco Cosmo Mitrano, che in qualità di primo cittadino dovette restituire le somme chieste ad un’anziana signora alla quale fu intimato di rinnovare la concessione con le stesse motivazioni che oggi adducono quelli della Ipogeo: “la controparte pubblica certamente non poteva ignorare l’esistenza del preesistente diritto in testa all’attrice, come può evincersi dal fatto che dava in concessione lo stesso loculo già nella disponibilità della contraente. Quindi il contratto risulta genericamente viziato e di conseguenza deve essere annullato” – così ha stabilito il Giudice di Pace di Gaeta nel 2014. Concessione pagata due volte, il Comune restituisce 700 euro per il secondo contratto fatto stipulare all’anziana donna e il caso è chiuso.

LA TASSA SUL MORTO È LA CHIAVE DI VOLTA

Sul quotidiano cartaceo locale del 24 settembre, inoltre, si fa menzione di un certo regolamento del 1980 che però non spicca tra la documentazione relativa alla vicenda del cimitero latinense. Il regolamento a cui tutt’ora si è chiamati a rispondere, di fatti, è il Regolamento di Polizia Mortuaria del Comune di Latina approvato nel 1938 anche se nella concessione tra la Ipogeo e il Comune si fa riferimento al più recente Regolamento Generale della Gestione, il quale, secondo le logiche di gerarchia normativa, è comunque subordinato a quello del 1938.

Questo è uno degli aspetti sollevati da due interrogazioni del 2015 e del 2017 depositate dall’ex Sen. Giuseppe Vacciano che interrogavano diversi ministri sull’intricata storia del cimitero di Latina, sollevando punto per punto diverse criticità e ombrosità. Nella prima interrogazione del 2015 si chiese anche l’intervento dell’ANAC – Autorità Nazionale AntiCorruzione – la quale non mancò di dare il proprio parere.

Deliberazione n. 577 del 18 maggio 2016 dell’ANAC sul caso della società Ipogeo che gestisce il cimitero comunale di Latina

Si rileva, riguardo all’applicazione del pagamento del contributo [N.d.R.: tassa sul morto] di mantenimento posto a carico degli assegnatari delle sepolture, al di là di ogni valutazione circa la scelta dell’amministrazione di introdurre tale contributo, come questo sia rilevante al fine di garantire l’equilibrio del P.E.F. e come, pertanto, eventuali modifiche su questo aspetto richiedano da parte della concedente [il Comune di Latina] una attenta valutazione, non ultima l’esigenza di valutare se una modifica di quanto stipulato al riguardo tra il concedente ed il concessionario possa apportare modifiche sostanziali tali da stravolgere le condizioni poste a base di gara. […] Si evidenzia inoltre che, come sopra richiamato, il rischio operativo deve rimanere in carico al concessionario [la Ipogeo] e la S.A. [Stazione Appaltante – Comune di Latina] deve attentamente valutare gli eventuali cambiamenti che intenda porre in essere; poiché sono in corso tra le parti tentativi di transazione, la S.A. deve prestare attenzione ad una corretta allocazione dei rischi tra privato e amministrazione in modo da evitare il trasferimento del rischio in capo al concessionario sul concedenteQuesto riportato dalla Deliberazione n. 577 del 18 maggio 2016 dell’ANAC.

Insomma, da una parte, i cittadini devono e possono difendersi dinnanzi al Giudice di Pace o alla Magistratura Ordinaria (in molti sono in procinto di adire le vie legali) dalla pressante richiesta della Ipogeo di rinnovare contratti che seppure mancanti di perfezionamento sono comunque validi fino a prova contraria; dall’altra, l’unico modo per uscire da questo impasse cimiteriale è dimostrare l’illegittimità della tassa sul morto fatta valere anche in maniera retroattiva su tutte le 30.000 sepolture del cimitero di Latina. Proprio il balzello della tassa sul morto, infatti, è la chiave di volta della sostenibilità del Piano Economico Finanziario project financing della Ipogeo: per questo sarebbe opportuno che l’Amministrazione ellebiccina in carica inoltri una richiesta ufficiale all’Avvocatura dello Stato per avere una risposta super partes e sciogliere le riserve sulla illegittimità (o meno) di questo contributo richiesto agli intestatari di contratti stipulati prima dell’11 marzo 2009 e inserito nel PEF che sostiene la concessione con la Ipogeo. 

Ma se così non fosse, perché allora la Ipogeo sta spingendo così tanto per il rinnovo selvaggio dei contratti?

Nel frattempo, anche le associazioni dei consumatori iniziano a far sentire la loro voce. Federconsumatori e Codacons hanno rilasciato un duro comunicato dal titolo piuttosto eloquente: “Ipogeo: ora basta“.

“Il rapporto tra cittadini e la società Ipogeo, gestore dei Servizi Cimiteriali per conto del comune di Latina, sono sempre più complicati – scrivono congiuntamente Laura Ardia (Federconsumatori) Massimo Cusumano (Codacons) – L’ultima iniziativa del gestore di affiggere molti posti direttamente sulle tombe diffidando gli eredi a definire la loro posizione contrattuale, ha sollevato dubbi e perplessità oltre che legali anche morali. La Ipogeo beneficiaria della gestione dei servizi Cimiteriali, dimenticando che sta gestendo una cosa pubblica di enorme delicatezza poiché riguarda i sentimenti dei cittadini, continua ad avere un atteggiamento arrogante nei confronti di persone che hanno il solo problema di non di essere in possesso del contratto di sepoltura che doveva essere rilasciato dal Comune al momento della sepoltura del loro caro. Procedere ad un’estumulazione forzata oltre che illegale lo riteniamo del tutto immorale. Il Gestore non può più nascondersi dietro agli articoli del Regolamento Cimiteriale, cosa  tra l’altro  contraria a tutte le leggi vigenti, vedi   l’art. 11, comma 1, delle Preleggi del Codice Civile che afferma che “la legge non dispone che per l’avvenire: essa non ha effetto retroattivo” se non in casi particolari e ben definiti, non certo per le estumulazioni come vorrebbero farci credere. Ne segue che la durata delle concessioni storiche è variabile e dipende dalla normativa vigente all’epoca della tumulazione. Affermare il contrario con assoluta certezza non è corretto. La conclusione è unica: il progetto di finanza “a costo zero” è una pia illusione, nato male e sviluppato peggio: lo stato in cui si trova il complesso cimiteriale, i milioni di euro della causa in corso tra Ipogeo e il Comune, le proteste dei cittadini dimostrano quanto sia stato stravolto. Continuiamo a credere che la soluzione del problema è e deve essere Politica. Deve aprirsi un tavolo tecnico con tutte le parti in causa perché si trovino delle soluzioni nel rispetto della legalità e dei sentimenti delle persone. Se questo però non sarà, metteremo a disposizione le nostre professionalità per l’avvio di azioni di classe per la tutela degli interessi dei cittadini. Per ogni informazioni in merito gli interessati possono rivolgersi alle nostre sedi.

Martina Capasso
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