Omicidio dell’Immacolata. Al momento sono due i fermi per il delitto: il sedicenne figlio di una nipote del boss “Romolo” Di Silvio e Ferdinando Di Silvio detto Pescio, figlio di Patatone.
Mattinata iniziata con una conferenza stampa in Procura, a Latina, alla presenza del Procuratore Capo Gregorio Capasso, della Procuratrice Aggiunte Luigia Spinelli e del Dirigente della Squadra Mobile di Latina, Giuseppe Lodeserto. La conferenza stampa non ha aggiunto rispetto al quadro già delineatosi nella serata di ieri, con i fermi di Ferdinando Di Silvio detto Pescio e del suo parente sedicenne, il quale, a quanto spiegano gli inquirenti, sarebbe l’esecutore materiale del delitto del 27enne Ibrahim Dibba, originario del Gambia, ucciso lo scorso 16 settembre, intorno alle ore 20 di sera, sulla circonvallazione di Latina. Una zona centrale della città. Ecco perché ci sarebbe aspettati qualche particolare in più dalla Procura di Latina che, però, ha preferito non fornire ulteriori dettagli.
Al momento, la Polizia di Stato di Latina ha eseguito i due provvedimenti di fermo di indiziato di delitto nell’ambito delle indagini sull’omicidio del 27enne gambiano ucciso lo scorso 16 settembre a colpi di arma da fuoco
I provvedimenti sono stati emessi dalle Autorità Giudiziarie competenti – Procura di Latina e Procura die Minorenni – all’esito di una serrata attività investigativa condotta dalla Squadra Mobile, nei confronti di più soggetti tutti sospettati di aver preso parte al gruppo che, secondo l’ipotesi investigativa, avrebbe compiuto l’agguato nel quale la vittima ha perso la vita. Il gruppo sarebbe stato composto da cinque persone, sebbene i fermi siano tre. Il terzo indagato è al momento irreperibile.
A seguito dell’emissione dei provvedimenti, nelle prime ore di ieri, la Polizia di Stato di Latina ha avviato le ricerche dei soggetti destinatari. La Squadra Mobile ha stretto il cerchio attorno ai ricercati, seguendo le tracce dei loro spostamenti e verificando i contatti che avrebbero potuto aiutarli a sottrarsi alle ricerche anche verificando la posizione della rete di contatti vicina ai soggetti.
Nel primo pomeriggio, mentre il cerchio investigativo si stringeva attorno ai ricercati, due di loro – “Pescio” e il sedicenne – si sono presentati spontaneamente in Questura, dove sono stati sottoposti a fermo. Sono tuttora in corso altre attività da parte degli investigatori. I provvedimenti arrivano al termine di una serrata attività investigativa condotta dalla Squadra Mobile, sotto il coordinamento del Procuratore della Repubblica.
L’analisi degli elementi raccolti sulla scena del crimine e la ricostruzione dei movimenti della vittima e delle persone entrate in contatto con lei hanno consentito, in pochi giorni, di concentrare l’attenzione sugli odierni indagati e di delineare nei loro confronti un grave quadro indiziario. Le indagini proseguono per chiarire il movente e completare la ricostruzione dell’omicidio.
Più dettagliata la nota fornita dal Procuratore della Repubblica del Tribunale dei Minorenni di Roma che procedere per il sedicenne. “L’omicidio pluriaggravato consumato a Latina la sera del 16.09.2026 – spiega la nota – rende opportuna l’emissione di un comunicato stampa, attesa l’assoluta gravità del delitto ed il gravissimo allarme sociale che ne è derivato”.
“In data 16 settembre, poco prima delle ore 20:16, un giovane di 27 anni, originario del Gambia, irregolare sul territorio nazionale e con precedenti segnalazioni per la consumazione di delitti e spaccio di droga è stato attinto mortalmente da più colpi di arma da fuoco all’addome, mentre percorreva il marciapiede di viale XXIV Maggio, all’altezza del civico 48, a Latina.
L’intervento si originava dalla segnalazione di un passante alla Sala Operativa che riferiva della presenza, sulla sede stradale, di una persona in stato di incoscienza, che era stata appena attinta da colpi di arma da fuoco e alla quale era stato prestato soccorso in attesa dell’arrivo dei sanitari. Nell’immediatezza interveniva sul posto personale del locale U.P.G.S.P. e, successivamente, personale della Squadra Mobile di Latina. Poco dopo giungevano i sanitari, che provvedevano al trasporto della vittima, ancora incosciente, presso il locale Pronto Soccorso, dove, alle ore 21:10, ne veniva constatato il decesso”.
Un decesso causato da “ferita penetrante dell’addome. Ferite multiple da arma da fuoco all’addome”. Sul posto interveniva anche il personale di Polizia Scientifica, che procedeva ai rilievi tecnici nel cui contesto venivano repertati, tra l’altro, 3 bossoli di arma da sparo”.
“Secondo I’accusa, l’indagato minorenne avrebbe agito in concorso con soggetti maggiorenni, solo in parte identificati, ad oggi. L’attuale ricostruzione investigativa è che la vittima sarebbe stata attirata fuori dal Villaggio Trieste, raggiunta da un’autovettura utilitaria e colpita all’addome con diversi proiettili di arma da sparo. L’omicidio è contestato con due aggravanti: futili motivi, collegati a un diverbio del giorno precedente riguardante il mancato pagamento di un servizio e uno schiaffo ricevuto dall’indagato minorenne, che avrebbe reagito esplodendo colpi di pistola in via Pionieri della Bonifica; premeditazione, desunta dalla predisposizione dei mezzi, dai sopralluoghi effettuati nella zona frequentata dalla vittima, dall’impiego dell’utilitaria per raggiungere il luogo dell’aggressione e fuggire, nonché dal reperimento dell’arma”. I colpi in via Pionieri della Bonifica non hanno avuto riscontro da parte della Polizia, in realtà sarebbero stato l’antipasto criminale a ciò che è successo il giorno successivo, ossia quel maledetto 16 settembre.
“Sono inoltre contestati la detenzione e il porto illegale di una pistola, arma comune da sparo, anche allo scopo di commettere l’omicidio; l’esplosione di diversi colpi d’arma da fuoco in centro abitato e sulla pubblica via, in viale XXIV Maggio; la minaccia alla persona offesa mediante colpi d’arma da fuoco; ulteriori contestazioni relative alla detenzione e al porto illegale dell’arma e all’esplosione di colpi in via Pionieri della Bonifica il 15 settembre 2026; la cessione, il 16 settembre 2026, di una quantità imprecisata di crack alla donna legata da relazione sentimentale alla vittima”.
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