“Il governo vuole rilanciare il nucleare come se fosse una soluzione pronta, economica e immediata. Non è così. Gli SMR, di cui tanto si parla, richiedono tempi lunghi, investimenti enormi e restano ancora lontani dall’essere una risposta concreta ai bisogni energetici del Paese”. Così, in una nota, il circolo di Europa Verde di Formia e del Sud Pontino.
“Nel frattempo, l’Italia non ha ancora un deposito nazionale operativo per le scorie. Significa che prima di parlare di nuovi impianti bisognerebbe aver chiuso il capitolo di quelli vecchi, invece si continua a rimandare il problema scaricandolo sui territori. E il Garigliano – dopo decenni attraversati da proposte referendarie, studi scientifici, discussioni – torna di nuovo nel mirino. La stessa Sogin, che gestisce la decommisioning, conferma che quella del Garigliano è ancora all’interno delle opzioni nazionali.
E il dibattito politico ha già mostrato che il sito non è affatto uscito dall’orizzonte delle ipotesi future, così come immaginiamo, purtroppo, pressoché da sempre. Alla Camera, infatti, è stato bocciato, come sappiamo, l’ordine del giorno presentato dal deputato Borrelli, che chiedeva di escludere Garigliano e Campania da qualsiasi prospettiva nucleare. È un segnale politico chiaro e allarmante: la maggioranza non ha voluto chiudere la porta, lasciando aperta una partita che per noi dovrebbe essere chiusa una volta per tutte”.
“Questo territorio sa benissimo cosa significa convivere con una centrale nucleare, ne ha conosciuto sulla propria pelle preoccupazioni, paure, attese infinite e un’eredità ambientale che non si cancella con uno slogan e che ha lasciato il segno.
Questo territorio evidenzia da sempre una dichiarata indisponibilità. Per questo, continuiamo a dire con forza che il Garigliano non può diventare di nuovo terreno di sperimentazione o di compensazione per scelte prese altrove. Le alternative ci sono e sono già operative: eolico, fotovoltaico, comunità energetiche, efficienza negli edifici pubblici e privati, accumuli, reti intelligenti, riqualificazione delle aree già compromesse. Sono soluzioni più rapide, meno costose e subito utili per famiglie, imprese e amministrazioni, e che ormai appartengono ad una cultura e ad una sensibilità diffuse”.
“Le forze ecologiste come Europa Verde e i comitati locali si oppongono fermamente alle proposte, governative e di una certa (incerta) parte politica giudicandole economicamente svantaggiose, temporalmente tardive rispetto agli obiettivi di decarbonizzazione e gravate dallo stesso insoluto problema della gestione delle scorie nucleari che ancora oggi pesa sulla valle del Garigliano. La linea è semplice e chiara e non è cambiata: no al nucleare sul Garigliano, no a nuove scorie senza deposito, no a scelte costose e tardive. Sì a investimenti puliti, immediati e realmente utili per il territorio e per il Paese. Peraltro, dei lavori del Tavolo della trasparenza per le attività di dismissione, ai quali in passato abbiamo partecipato in quanto convocati, non abbiamo notizie, se non quelle che sporadicamente e informalmente riusciamo a raccogliere. Il reattore del Garigliano è spento da decenni, ma la ferita sul territorio è ancora aperta”.
“Chiediamo che il decommissioning sia accelerato al massimo e che la Campania non diventi la pattumiera nucleare d’Italia a causa dell’incapacità dei governi di trovare una soluzione definitiva per le scorie. Il diritto alla salute è in capo ai nostri pensieri e alle nostre preoccupazioni, determinando da sempre la nostra posizione politica che non intende piegarsi o essere ingannata di fronte ad inutili chimere o a inaccettabili proposte. Chiediamo ai Comuni interessati e alle amministrazioni locali – conclude Europa Verde Formia e Sud Pontino – di portare nei consigli comunali istanze, mozioni, ordini del giorno per prendere posizione chiara e netta al riguardo e invitare il governo ad escludere la centrale del Garigliano da qualsiasi altra futura localizzazione”.
