“In qualità di Presidente Provinciale di Arci Caccia Latina, non posso che esprimere la più profonda preoccupazione per la situazione di paralisi che sta interessando l’ATC LT1”, lo dichiara Elio Trani, Presidente di Arci Caccia pontina.
“Le continue dimissioni dei rappresentanti di Coldiretti, sia dall’Assemblea che dal Consiglio Direttivo, hanno di fatto bloccato l’operatività dell’Ambito Territoriale di Caccia proprio a poco più di un mese dall’apertura della stagione venatoria. Una situazione grave e inaccettabile che rischia di ricadere ancora una volta sui cacciatori, sugli agricoltori e sull’intero territorio.
Gli organi di gestione degli ATC non possono essere considerati strumenti di rappresentanza politica o palcoscenici per conquistare visibilità. Hanno bisogno di persone competenti, motivate e soprattutto disponibili ad assumersi fino in fondo le responsabilità che quei ruoli comportano. Governare un ATC significa prendere decisioni, affrontare problemi e lavorare quotidianamente per una gestione efficace del patrimonio faunistico e ambientale, non alimentare continue crisi che finiscono per paralizzare ogni attività.
I cacciatori sono stanchi di assistere a logiche di spartizione e a giochi di potere che nulla hanno a che vedere con l’interesse generale. Non sono più disposti ad accettare che gli equilibri politici prevalgano sulle esigenze concrete del territorio.
Chi non è nelle condizioni di garantire una presenza seria, costante e responsabile abbia il coraggio di fare un passo indietro, consentendo a chi ha competenza, volontà e senso delle istituzioni di lavorare nell’interesse collettivo.
L’ATC LT1 ha bisogno di stabilità, programmazione e capacità amministrativa. Il territorio necessita di una gestione faunistico-venatoria e ambientale moderna, concreta ed efficiente, non dell’ennesima dimostrazione di una politica impegnata esclusivamente nella distribuzione delle cariche, salvo poi non essere in grado di esercitarle.
Arci Caccia Latina continuerà a difendere gli interessi dei cacciatori e del territorio, chiedendo con forza che gli ATC tornino ad essere luoghi di governo, responsabilità e servizio, e non il terreno di scontro di logiche estranee alle reali esigenze della gestione faunistica e ambientale”.
