MORTI LAVORANDO AL CIMITERO DI PROSSEDI: RIDOTTE LE CONDANNE PER OMICIDIO COLPOSO

Il luogo dove i due operai morirono in seguito al crollo nel cantiere del cimitero di Prossedi
Il luogo dove i due operai morirono in seguito al crollo nel cantiere del cimitero di Prossedi

Processo per gli operai morti nel crollo del cimitero di Prossedi: confermate 3 condanne per omicidio colposo

Rimasero schiacciati sotto il peso di un muro crollato in un cantiere nel cimitero di Prossedi mentre stavano ristrutturando un’antica cappella. Le vittime furono due operai di 52 e 47 anni, dipendenti di una ditta edile che si era aggiudicata l’appalto comunale per i lavori di ristrutturazione.
Lidano Monti, sposato e con due figli maggiorenni, e Domenico Cicciarelli, morirono così, 14 anni fa, il 2 aprile 2009, mentre lavoravano su un’impalcatura esterna quando una parte del muro della cappella crollo facendo precipitare il ponteggio sul quale lavoravano. Entrambi rimasero schiacciati dalle macerie e i soccorsi furono vani.

A luglio 2020, dopo più di undici anni, arrivarono le sentenze sui responsabili: tre condanne e un’assoluzione. Il giudice monocratico del Tribunale di Latina Beatrice Bernabei condannò i due progettisti Carlo Bellato e Tommaso Agnoni, e Michele Monti. Tutti e tre riconosciuti colpevoli di omicidio colposo: a Bellato una pena di due anni e sei mesi di reclusione, ad Agnoni e Monti due anni. Assolto, invece Oliviero De Bellis, all’epoca dirigente dell’ufficio tecnico del Comune di Prossedi, perché il fatto non costituisce reato.

Il pm aveva chiesto per tutti e 4 gli imputati 3 anni di reclusione. Per Bellato anche il risarcimento in favore delle parti civili che sarà stabilito nella causa civile parallela, oltreché una provvisionale di 54mila euro in favore dei familiari delle vittime.

Ora, la Corte d’Appello di Roma, ha stabilito le nuove pene. Per Monti e Agnoni 1 anno e 10 mesi con sospensione condizionale della pena, oltreché alla non menzione per Agnoni; per Bellato 2 anni. Ad ogni modo, per tutti e tre la pena è stata sospesa. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Lauretti, Bellato e Pincivero, mentre le parti civili sono assistite dagli avvocati Macci, Reali e Orsini.

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