“MI DISSERO CHE FU VIOLENTATA DA MORTA”: TESTE CHOC AL PROCESSO PER DESIRÉE

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DESIREE MARIOTTINI

Il racconto dell’ultima testimone prima della pausa estiva al processo per l’omicidio di Desirée Mariottini aggiunge l’ennesimo tassello tragico alla vicenda della povera ragazza di Cisterna

Quello che riporta Noemi Cometto nell’Aula della Corte d’Assise del Tribunale di Roma è un “de relato”, qualcosa che qualcuno le avrebbe raccontato.

Cometto è una delle ragazze che frequentavano il tugurio di Via del Lucani nel quartiere capitolino di San Lorenzo in cui Desirée è morto ad ottobre 2018. La ragazza che testimoniava ieri dice di aver visto Desy la mattina della tragedia: “Cercava la droga – ha detto durante la deposizione Noemi – Diceva di essere maggiorenne da pochi giorni. Mi hanno raccontato che qualcuno l’ha violentata quando ormai era morta. Sono stata minacciata, ma da qualcuno che non conosco“.

Dopo il particolare macabro e agghiacciante, Noemi si sofferma sul giorno in cui Desy è morta richiamando nella deposizione la figura di uno dei protagonisti della storia che non può più parlare perché morto: “Quella mattina (ndr: Noemi) era nervosa. Chiese al bulgaro Nasko Radev di portarla con sé. Ma lui si rifiutò, se ne è sempre pentito”.

Nel processo per la morte di Desirée Mariottini sono imputati in quattro per omicidio e violenza sessuale. Il dibattimento riprenderà tra qualche settimana.

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