RIO MARTINO, IL COMUNE NON DECIDE E SI AFFIDA AGLI AVVOCATI ROMANI. PREZZO? OLTRE 40MILA EURO

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Concessione del Porto Canale di Rio Martino: il Comune di Latina decide di affidare una consulenza da oltre 40mila euro ad uno studio legale di Roma

Ebbene sì, il tira e molla tra Enti per decidere chi debba decidere (non è un gioco di parole, è proprio così) sul destino di Rio Martino va avanti e stavolta, oltre al tempo fatto perdere a un Consorzio che si era fatto avanti per gestire il lato della foce sponda capoluogo, vengono anche erogati dei soldi pubblici a uno studio di avvocati romani. I quali dovranno capire se ci saranno contenziosi legali in futuro. Sembra un gioco di specchi ma è proprio questo che si legge in una determina pubblicata oggi sull’Albo Pretorio dell’Ente di Piazza del Popolo a firma del Dirigente all’Ambiente Giuseppe Bondì. Ma facciamo qualche passo indietro.

Il 24 aprile 2019 perviene al Comune di Latina da parte del Consorzio Nautico Borgo Grappa la richiesta di concessione demaniale per un punto di approdo in via provvisoria, fino al completamento definitivo del progetto “Porto Canale di Rio Martino” (sì, sarebbe ancora da completare dopo due stralci), per rendere fruibile il porto. Il Consorzio si impegna alla realizzazione e manutenzione di strutture amovibili per rendere funzionale l’area.

Il 3 giugno 2019 il Comune di Latina richiede alla Provincia di Latina di attivare una Conferenza di Servizi allo scopo di esaminare la proposta del Consorzio Nautico Borgo Grappa, a cui far seguire comunque l’attivazione di una procedura ad evidenza pubblica. Quasi un anno dopo, il 23 aprile 2020, in pieno lockdown, la Provincia di Latina comunica di aver concluso la Conferenza dei Servizi relativa alla domanda di “Concessione temporanea del Porto Canale di Rio Martino” presentata dal Consorzio Nautico di Borgo Grappa. Le conclusioni sono che la richiesta è in capo al Comune di Latina in quanto è intervenuta la modifica della legge regionale di settore (27 febbraio), ma può riguardare la sola sponda ricadente nel territorio del Comune di Latina. Una tautologia e qualcuno già si domanda: ci voleva una conferenza dei servizi lunga quasi un anno per capire che il Comune di Latina avrebbe potuto affidare una concessione per il porto di Rio Martino solo sulla sponda ricadente sul proprio territorio? Ma andiamo avanti.

Nel frattempo, il 25 marzo e il 9 maggio, il Consorzio che ha fatto la proposta fa inviare al suo legale due diffide all’Ente e, in seguito, con nota del 18 giugno scorso l’avvocato del medesimo Consorzio Nautico di Borgo Grappa invita il Comune di Latina ad attivare il procedimento amministrativo relativo “al rilascio delle concessioni demaniali, per un punto di ormeggio presso il canale Rio Martino”. Insomma, il proponente vuole chiudere anche perché sono 14 mesi che attende: un arco temporale condito di incontri, passerelle dei politici, dragaggi promessi e mai compiuti, slogan un tanto al chilo, persino nascite di Comitati animati da cittadini di Borgo Grappa esasperati dal vedere la zona in via di coma profondo sia commercialmente che da un punto di vista del decoro. E il porto di Rio Martino è linfa vitale.

Ad ogni modo, ora che il Comune è competente – ha il via libera di Provincia e Regione -, ora che c’è un proponente che garantisce la manutenzione di Rio Martino, quantomeno per la sponda latinense, sembrava cosa fatta.
Va bene, si dirà, ma è stato compiuto tutto a regola d’arte? Che ne è dell’attivazione di una procedura ad evidenza pubblica, se si concede solo all’unico proponente con cui si è dialogato? Eppure, il Comune di Latina non avrebbe potuto pensarci prima invece di attivare tutto questo armamentario con la conferenza dei servizi provinciali? Non sarebbe stato più semplice un procedura di gara ad evidenza pubblica, invece di prendere impegni?

E allora, colto da insanabili dubbi, il Comune che ti fa? “Ritenuto prodromico e necessario“, si legge nella determina, all’instaurazione di un rapporto concessorio, vuole istituire un “Gruppo di Lavoro Intersettoriale” per capire se quello che ha deciso la conferenza dei servizi provinciale e ciò che sottende alla legge regionale sia cosa buona e giusta. Pertanto, in questa infinita prosopopea di cerchi concentrici, si attiva per reperire personale interno che voglia partecipare al Gruppo di Lavoro, solo che nessuno risponde all’interpello, ed ecco allora che si trova costretto a rivolgersi all’immancabile Studio di avvocatoni romani che dovranno dirci se Rio Martino può essere concessa o meno dal Comune di Latina al Consorzio Nautico. Non basta la provincia o la Regione, serve anche lo studio associato di legali che dovrà anche studiare tutti i possibili contenziosi derivanti da tale scelta. Tradotto: in Comune hanno paura di decidere e allora fanno decidere agli avvocati di Roma.

Per la cronaca, il decisore sarà lo studio legale Brugnoletti & Associati di Roma che farà da servizio di supporto al RUP Giuseppe Bondì (Dirigente del settore Ambiente del Comune di Latina che firma la determina) al prezzo di 43.920,00. E se nascessero dei contenziosi proprio per tale ragione? E se coloro che aspettavano una gara pubblica facessero causa all’Ente, avvocati romani o meno? Ma, soprattutto, non si potevano mettere da parte quei soldini per fare qualcosa di utile come il dragaggio? Certo, non bastano, ma darli così a uno studio di sicuramente valentissimi avvocati siamo certi non sia perdere altro prezioso tempo?

Anche quest’oggi (o meglio il 14 luglio, data in cui la determina è stata firmata), per Rio Martino, una cosa si conferma: si decide in futuro.

Interpol
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