MARE MONSTRUM, I DATI DI LEGAMBIENTE: LAZIO PRIMO PER REATI NELLA NAUTICA DA DIPORTO

Legambiente presenta i numeri di “Mare Monstrum” il report sul mare violato e minacciato in Italia dall’aggressione criminale all’ambiente

Nel 2022 accertati 19.530 reati ambientali lungo le coste italiane, in crescita rispetto al 2021. A farla da padrone il ciclo illegale del cemento, seguito dall’inquinamento del mare – dai rifiuti alla maladepurazione – e dalla pesca di frodo. Aumentano le violazioni al Codice di navigazione.

Il 48,7% dei reati nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa, con la Campania che guida la classifica nazionale con 3.345 reati. Basilicata prima per infrazioni per km di costa.

“Al Governo Meloni – spiega Legambiente – indichiamo 8 proposte per tutelare in maniera più efficace lo straordinario patrimonio ambientale dei nostri mari e delle nostre coste, dalle demolizioni affidate ai Prefetti delle case abusive agli investimenti sui depuratori fino alla lotta alla pesca illegale”.

IL REPORT – Cemento illegale, inquinamento e maladepurazione, pesca di frodo mettono sotto scacco il mare italiano e le aree costiere. Sono ben 19.530 reati ambientali accertati nel 2022 lungo le coste italiane, con un +3,2% rispetto al 2021, mentre gli illeciti amministrativi, 44.444, sono cresciuti del 13,1%. Diminuiscono, anche se di poco (-4%), il numero delle persone denunciate e arrestate (19.658) e in maniera più significativa quello dei sequestri (3.590, con una riduzione del -43,3%). Sommando reati e illeciti amministrativi in Italia è stata accertata, grazie ad oltre un milione di controlli (esattamente 1.087.802, +31% rispetto al 2021) svolti dalle Capitanerie di porto e dalle forze dell’ordine, una media di 8,7 infrazioni per ogni km di costa (erano state 7,5 nel 2021), una ogni 115 metri.

È quanto emerge, in sintesi, dal nuovo report Mare Monstrum 2023 di Legambiente che raccoglie dati e numeri del 2022 sul mare violato e minacciato dalle illegalità ambientali, diffuso oggi.

Per quanto riguarda i reati ambientali lungo le coste, nel 2022 a farla da padrone è il ciclo illegale del cemento (dalle occupazioni di demanio marittimo alle cave illegali, dagli illeciti negli appalti per opere pubbliche fino all’abusivismo edilizio) che rappresenta da solo il 52,9% dei reati (10.337), seguito dai diversi fenomeni d’illegalità (dalla mala-depurazione allo smaltimento dei rifiuti) che Legambiente classifica con la voce “mare inquinato” con 4.730 illeciti penali e dalla pesca di frodo, con 3.839 reati. Infine, ammontano a 624 le violazioni del Codice della navigazione relative alla nautica da diporto, anche in aree protette, un dato in netta crescita rispetto ai 210 del 2021 (+197,1%), con 286 persone denunciate/ arrestate e 329 sequestri. Le diverse filiere delle illegalità ambientali hanno anche un forte impatto economico: il valore dei sequestri e delle sanzioni amministrative è stato nel 2022 di oltre 486 milioni di euro (in calo del -22,3% rispetto al 2021).

Il Lazio si trova in quarta posizione assoluto, dietro a Campania, Puglia e Sicilia, nella classifica del mare più violato d’Italia: nel 2022 sono 1741 i reati contestati, 1831 le persone denunciate o arrestate, 546 i sequestri penali, 3422 gli illeciti amministrativi e 3681 le sanzioni comminate.

Al sesto posto, invece, si trova il Lazio nella classifica del ciclo illegale del cemento sulla costa: 824 le persone denunciate o arrestate nel 2022 a fronte di 176 sequestri. Solo nell’anno scorso, nel Lazio, sono stati sequestrati quasi 16mila chili di prodotti ittici, mentre sono 327 le persone incappate in guai giudiziari in riferimento alla pesca di frodo.

Il Lazio, invece, è la prima regione nella classifica delle violazioni in materia di codice della navigazione e nautica da diporto anche in aree protette: sono solo 7, però, le persone denunciate, a fronte di 144 sequestri, 488 illeciti amministrative.

Otto le proposte che l’associazione ambientalista indirizza oggi al Governo Meloni per tutelare in maniera più efficace uno straordinario patrimonio ambientale del Belpaese:

  1. ripristinare, se necessario anche con modifiche normative, l’efficacia dell’art. 10bis della legge 120/2020 che affida ai Prefetti il compito di demolire le costruzioni abusive oggetto di ordinanze di abbattimento emesse ma non eseguite dai Comuni;
  2. rafforzare l’attività di contrasto delle occupazioni abusive del demanio marittimo;
  3. rilanciare a livello nazionale e su scala locale la costruzione e l’adeguamento e/o messa in regola dei sistemi fognari e di depurazione, migliorando in generale l’intero sistema di gestione, integrando il ciclo idrico (collettamento fognario e depurazione) con quello dei rifiuti (gestione fanghi di depurazione);
  4. efficientare la depurazione delle acque reflue, valorizzandole come risorsa e permettendone il completo riutilizzo in settori strategici come l’agricoltura, superando gli ostacoli normativi nazionali (DM 4 185/2003) con l’attuazione del regolamento UE 741/2020;
  5. migliorare e rendere più efficienti ed omogenei i controlli delle Agenzie regionali di protezione ambientale messe in rete nel Sistema Nazionale di protezione ambientale coordinato da Ispra (SNPA), approvando i decreti attuativi della legge 132 del 2016;
  6. regolamentare in maniera stringente lo scarico in mare dei rifiuti liquidi (acque nere ed acque grigie, acque di sentina, ecc.), istituendo, per esempio, delle zone speciali di divieto di qualsiasi tipo di scarico, anche oltre le 12 miglia dalla costa;
  7. promuovere politiche attive per la prevenzione nella produzione di rifiuti e per la migliore tutela del mare e della costa;
  8. attuare da parte del governo e del Parlamento adeguati interventi normativi contro la pesca illegale, non dichiarata e non documentata.
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