LITORALE DI TERRACINA, WWF: “MOZIONE INSPIEGABILE, VOGLIONO ANNULLARE UN PIANO ECCEZIONALE”

“Nell’ultimo Consiglio Comunale abbiamo tutti assistito, con un certo disorientamento, all’approvazione di una mozione che chiede l’annullamento o la revoca del PUA adottato dalla precedente Amm.ne Commissariale. Con questa approvazione, il Consiglio Comunale, va contro ogni logica di protezione dell’ecosistema marino-costiero, finalizzata alla balneazione libera ed accessibile.

Infatti, la logica delle continue proroghe delle concessioni balneari ha lasciato intendere che la privatizzazione delle aree demaniali sia, di fatto, diventata un diritto dei pochi a discapito della collettività.

Sembra questo il ragionamento seguito dall’attuale Amm.ne Comunale, nel momento stesso in cui rinnega un Piano fatto redigere da una compagine super partes nonché garante della legittimità degli atti, come lo è stato il Commissario Straordinario.

Con questa mozione firmata dai consiglieri della maggioranza e dai partiti di minoranza PD e Lista Di Tommaso, viene chiesto l’annullamento o revoca del PUAC adottato con Deliberazione Commissariale assunta con i poteri del Consiglio Comunale n. 34 del 13.12.2022.

Si rimane perplessi nel leggere le motivazioni addotte per chiedere l’annullamento del Piano adottato.

Tra le motivazioni colpiscono alcune che recitano nelle premesse:

  1. ”…sussistono sia vizi di legittimità, collegati all’esistenza di un interesse pubblico all’annullamento…”, “…sia vizi di merito che consigliano di revocare…”
  2. “…che il ripristino della legittimità della azione amministrativa, nella specie eliminare le plurime contraddittorietà che attanagliano i documenti e gli elaborati progettuali costituenti il PUAC adottato in via preliminare, e che complessivamente considerate rendono lo stesso inaffidabile, costituisce una ragione di pubblico interesse idonea a sorreggere l’adozione da parte dell’Amministrazione di un provvedimento di autotutela di secondo grado”.

Chiamare aberrante, se non assurda, simile mozione presentata in Consiglio Comunale non sembra singolare, in quanto il PUAC adottato, di cui sopra, è verosimilmente un copia e incolla delle prescrizioni del Piano di Utilizzazione degli Arenili Regionale applicate, in tutto e per tutto, al territorio del Comune di Terracina. Ed è aberrante proprio alla luce del fatto che la redazione del PUA regionale partiva dal concetto che la priorità, in questo momento della storia, sia rispettare e ripristinare l’equilibrio ambientale o quantomeno affrontare le conseguenze della crisi climatica

Il Piano, adottato dal Commissario Straordinario, garante del rispetto della legittimità degli atti comunali, risponde in modo puntuale a quanto stabilito dalla Legge Regionale n. 8 del 26.06.2015, dal Regolamento Regionale n. 19 del 12.08.2016 e, soprattutto, a quanto prescritto dal Piano Regionale di Utilizzazione degli Arenili (PUAR), approvato con Deliberazione di Consiglio Regionale n. 9 del 26.05.2021.

Il WWF Litorale Laziale Gruppo attivo Litorale Pontino, infatti, accolse con soddisfazione l’invito dell’Amm.ne Comunale relativo alla preventiva presentazione ed illustrazione degli elaborati della proposta di adozione del nuovo PUAC.

L’assemblea si svolse il 23.11.2022, alla presenza di tutti i rappresentanti di Associazioni Locali di categoria, Associazioni sportive, Ordini professionali, Concessionari e Gestori degli stabilimenti balneari privati e pubblici, Enti interessati. Invito rivolto anche a piccoli imprenditori ed a tutti i cittadini ed a tutti gli iscritti alle Associazioni.

Un pubblico evento indetto per coinvolgere la cittadinanza tutta e le associazioni di categoria, finalizzato ad acquisire spunti di riflessione e contributi migliorativi, preventivamente alla adozione del PUA stesso.

Finalmente l’Amm.ne Comunale aveva messo mano alla revisione del PUA Comunale. Revisione finalizzata all’aggiornamento ed adeguamento del vecchio Piano approvato nel 2003, ormai obsoleto e non in linea con la nuova normativa regionale, in special modo con la “Strategia Regionale per lo sviluppo sostenibile”.

La revisione o nuovo Piano, alla presenza del Commissario Straordinario, fu presentata come aggiornamento ed adeguamento alla nuova disciplina di Settore ed ai fini di un utilizzo programmato e razionale delle aree del Demanio marittimo ricadenti nel territorio del Comune di Terracina.

Rimanemmo compiaciuti della illustrazione in quanto, finalmente, stavamo assistendo alla presentazione di un Piano che inseriva, tra i suoi obiettivi primari di pianificazione e programmazione, gli strumenti urbanistico-territoriali relazionati al regime vincolistico attuale, oltre che gli obiettivi di pianificazione dello Sviluppo Sostenibile del territorio Comunale.

Il nuovo PUA adottato dal Commissario, infatti, entra correttamente nel merito della correlazione dell’arenile e fascia marina con la fascia costiera, facendosi promotore di un modello di sostenibilità e di recupero di un equilibrio tra le aree del territorio marino-costiero, promuovendo una ricerca della qualità ambientale e paesaggistica che è in grado di rinnovare la caratteristica del sistema dei servizi di balneazione, sia turistici che ricreativi, il tutto finalizzato alla salvaguardia dell’ecosistema demaniale costiero, oltre che a garanzia di una corretta fruizione ed utilizzo dell’arenile.

Nel PUA presentato, inoltre, si è tenuto fermo quanto chiarito con la circolare Regionale sul riconoscimento della valenza principale della fruibilità dell’arenile come attività di balneazione che è da intendersi come vocazione naturale, considerando, nel contempo, l’attività di ristorazione come accessoria.

Interessante la previsione per le nuove concessioni. Il PUA prevede delle strutture molto semplici e rimovibili che non arrechino disturbo visivo al paesaggio e che risultino sostenibili.

Viene garantita la libera visione del mare per non meno del 50% della linea di costa, oltre che l’accesso libero all’arenile anche utilizzando strade private adiacenti la costa ed a distanze non superiori a 300 ml.

Per ogni concessione, inoltre,” è fatto obbligo di consentire libero e gratuito accesso e transito per il raggiungimento della battigia per l’intero arco dell’anno; il corridoio di accesso deve essere adeguato alla eliminazione delle barriere architettoniche come da normativa in vigore”.

Il tutto faceva presagire che, una volta adottato, il Piano sarebbe stato approvato nei tempi canonici previsti per la pubblicazione, con l’eventuale accoglienza o meno delle osservazioni migliorative o aggiuntive presentate come osservazioni portatrici di interessi collettivi coerenti con gli obiettivi del documento preliminare adottato e tendenti a proporre ipotesi di miglioramento del Piano.

Invece, Questa Associazione, nell’ascoltare la mozione di annullamento o revoca dell’ultimo Consiglio Comunale, è rimasta perplessa.

La mozione fa riferimento anche alla possibilità di revoca per sopravvenuti motivi di pubblico interesse o per mutamento della situazione di fatto non prevedibile al momento della adozione del Piano o di nuova valutazione dell’interesse pubblico originario

Ci chiediamo quali siano i sopravvenuti motivi di pubblico interesse che obbligano il Comune ad eludere l’applicazione pedissequa delle normative Regionali finalizzate alla salvaguardia dell’ambiente della fascia costiera e quale è il mutamento “imprevedibile” della situazione di fatto della fascia costiera, avvenuto dopo il 13.12.2022, data di adozione del PUAC .

La mozione fa, inoltre, riferimento anche alla necessità di provvedere all’annullamento del PUAC adottato, perchè “sussiste nell’interesse pubblico ad un utilizzo razionale e parsimonioso delle risorse economiche, evitando sperperi del denaro pubblico”.

Pensiamo che, se ci sarà uno sperpero di denaro pubblico, questo avverrà nel momento stesso in cui viene annullato il PUA adottato. Infatti, si dovrà procedere con immediatezza ad incaricare di nuovo dei professionisti per la rielaborazione di un nuovo Piano, gettando alle ortiche il preesistente, già adottato.

Ci chiediamo: se si vuole intervenire su un Piano adottato, seguendo le idee dei portatori di interesse, perché non seguire l’iter canonico della pubblicazione del Piano adottato ed attendere le osservazioni “migliorative”, che dir si voglia, di tutte le associazioni di Categoria e/o portatori di interesse collettivo per poi discuterne in Consiglio Comunale e quindi accogliere quelle che verranno proposte nell’interesse pubblico e della città, invece che annullare e ricominciare d’accapo? Si ha la netta sensazione che si voglia proteggere l’interesse particolare dei concessionari ma non si è tenuto conto che, allo stato attuale, la loro posizione diventerà illegittima dal 1° gennaio 2024 a causa della mancata approvazione del PUAC entro dicembre 2023 (cosa alquanto difficile se l’Amm.ne procederà all’annullamento del PUA adottato ed ad una rielaborazione per il nuovo da adottare ed approvare nei restanti mesi di novembre e dicembre 2023)”.

Così scrive, in una nota, l’associazione WWF Litorale laziale.

Articolo precedente

PIANO DELLA MARINA DI LATINA, L’OPPOSIZIONE INSORGE: “MESSO IN VOTAZIONE UN PEZZO DI CARTA DI BELVISI”

Articolo successivo

CONFERENZA DEI SINDACI SULLA SANITÀ, L’EX SINDACO AL PRIMO CITTADINO DI CORI: “SFRUTTI QUESTA GRANDE OPPORTUNITÀ”

Ultime da Politica