L’HOTEL GROTTA DI TIBERIO ABUSIVO APRE ALLE PRENOTAZIONI IN BARBA AL CONSIGLIO DI STATO

Hotel Grotta di Tiberio: la struttura alberghiera, un tempo di proprietà anche del sindaco di Sperlonga, Armando Cusani, apre alle prenotazioni

Nonostante una sentenza del Consiglio di Stato che ha respinto il ricorso della società che gestisce l’hotel, riconducibile al suocero del Sindaco di Sperlonga, l’hotel Grotta di Tibero, che va abbattuto perché abusivo, apre alle prenotazioni.

L’hotel, tramite un post sui social, scrive di essere entusiasta “di annunciare che le prenotazioni sono aperte dal 28 marzo 2024. Concedetevi il lusso di un’esperienza indimenticabile, dove il relax ed eleganza si incontrano. Prenota ora per assicurarti un soggiorno straordinario”.

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Insomma, pare proprio che dalle parti dell’hotel sulla Flacca nulla sia cambiato, anche dopo una sentenza tombale del Consiglio di Stato che ha certificato e ricostruito una serie di abusi e irregolarità che vanno avanti da un quarantennio.

Palazzo Spada, lo scorso 28 novembre scorso (sebbene la sentenza sia stata deposita solo il 5 febbraio), ha respinto il ricorso della Chinappi Aldo Erasmo & C s.a.s., proprietaria dell’Hotel Grotta di Tiberio, assistita dagli avvocati Alfredo Zaza D’Aulisio e Alfonso Celotto, dichiarandolo infondato.

Il ricorso era stato presentato per l’annullamento della sentenza del Tar dello scorso aprile 2023 che aveva giudicato l’hotel un complesso abusivo.

La vicende dei duplici ricorsi a Tar e Consiglio di Stato nasce nel maggio 2022, quando il Comune di Sperlonga aveva ordinato la demolizione dell’hotel del suocero del Sindaco di Sperlonga, Armando Cusani. Il complesso è appartenuto per un periodo di tempo anche all’attuale primo cittadino, che è stato anche processato, ottenendo una prescrizione, per il reato di lottizzazione abusiva contestata a lui e al suocero. La commissione istruttoria, nominata il 30 marzo 2022 dal Comune di Sperlonga, per via di una determina del Responsabile dell’Ufficio Urbanistica e Demanio del Comune di Sperlonga, l’ingegner Pietro D’Orazio, aveva avuto il compito di valutare i due permessi a costruire, di cui il secondo in variante, risalenti al 2004 e al 2005, e la concessione edilizia del 1992. Successivamente, a maggio 2022, il Comune aveva notificato un provvedimento (recante la data del 9 maggio) che annulla concessione edilizia e i due permessi a costruire, fissando in 90 giorni di tempo la demolizione dell’intero corpo fabbrica dell’albergo.

Il Consiglio di Stato, ribadendo quando disposto dal Tar, è stato chiaro: complesso abusivo.

Eppure, le cose all’hotel Grotta di Tiberio paiono non mutare mai. Ora, è il Comune, come ricorda l’ex consigliere comunale Nicola Reale, a dover far eseguire la demolizione oppure a dover acquisire al patrimonio dell’ente il complesso. “Chiediamo alle autorità competenti – scrive Reale – se in questo paese sia ancora valido il principio fondativo delloa Stato di diritto, secondo il quale la legge è uguale per tutti. La Responsabile dell’Ufficio Tecnico ha tempo fino al 6 marzo per formalizzare ufficialmente l’acquisizione. Solo la mafia aveva raggiunto questi livelli di sfida allo Stato”.

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